martedì, 16 gennaio 2018
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Opinioni e commenti
 

Parte da Roma il ‘tour de force’ di Tsipras
Pubblicato il 03-02-2015


Tsipras-Roma-Draghi

La giornata romana di Alexis Tsipras, leader di Syriza e trionfatore delle elezioni del 25 febbraio che lo hanno portato al vertice del governo ellenico, ha ruotato attorno a due perni, il ‘bilaterale’ con Matteo Renzi a Palazzo Chigi e l’incontro del suo ministro delle finanze, Yanis Varoufakis, con l’omologo italiano Pier Carlo Padoan a via XX Settembre.

Di questi incontri, al di là delle dichiarazioni ufficiali, non si saprà molto di più anche perché la vera trattativa si svolgerà tra il governo greco e le Istituzioni comunitarie – con il governatore della Bce Mario Draghi domani a Francoforte, giovedì con il ‘falco’ del rigore tedesco Wolfgang Schaeuble a Berlino, con il Consiglio europeo il 12, l’Eurogruppo il 16 e l’Ecofin il 17 – giusto in tempo per confermare o meno il prestito di 5 miliardi di cui Atene ha bisogno per tirare avanti senza scossoni. La giornata è insomma servita soprattutto per uno scambio di opinioni, con sfoggio di cordialità e amicizia a conferma di rapporti ben consolidati nel tempo tra le due capitali.

“Sono convinto – ha detto Matteo Renzi al termine dell’incontro con Alexis Tsipras – che abbiamo tutti bisogno di leggere nel risultato delle elezioni greche il messaggio di speranza che viene da un’intera generazione di persone che chiedono di avere più attenzione riguardo all’interesse verso chi sta subendo la crisi”. Poi ancora: “Abbiamo la stessa età ma veniamo da esperienze diverse e apparteniamo a famiglie politiche differenti, ma abbiamo in comune l’idea di restituire alla politica la possibilità di cambiare le cose”.

“È importante per le vicende che riguardano la Grecia, e non solo la Grecia, che ci sia un forte legame con le istituzioni europee”. “Nonostante le differenze e diverse naturali opinioni sono molto contento di accoglierlo a Roma e lavorare insieme. Grecia e Italia condividono di essere superpotenze della cultura del passato e vogliamo lavorare per un’Europa che sia se stessa”.

“È necessario – ha risposto ha il premier greco Alexis Tsipras – un cambio in Europa, bisogna portare la coesione sociale e crescita al posto delle politiche di paura e incertezza”.

Al termine dell’incontro con Varoufakis, Padoan ha commentato: “I nostri Paesi condividono un interesse comune: entrambi siamo convinti dell’importanza che la Grecia si collochi su un sentiero di crescita forte e sostenibile attraverso un chiaro programma di riforme strutturali. L’attenzione alla crescita è prioritaria per garantire la sostenibilità del debito greco e per creare nuova occupazione nel Paese e contribuire così a sollevare il popolo greco dal disagio sociale prodotto dalla crisi”.

Il ministro Padoan ha inoltre sottolineato la centralità delle istituzioni europee: “L’Unione europea è un luogo dove solidarietà e responsabilità sono principi concreti che si esercitano congiuntamente. L’Eurogruppo e l’Ecofin sono le sedi istituzionali dove ciascuno Stato membro può discutere e affrontare i propri problemi, nutrendo fiducia nella possibilità di trovare soluzioni comuni nell’interesse di tutti”.

Varoufakis si era fatto precedere da un’intervista collettiva con la stampa italiana in cui ha ripetuto che dalla crisi si può uscire “a patto che in Europa ci calmiamo tutti. Occorre un accordo ponte che ci dia il tempo, tipo un mese, o sei settimane a partire da fine febbraio (quando presenteremo il nostro piano dettagliato), per ottenere un’intesa, che poi attueremo a partire dal primo giugno. La nostra crisi inizierà a finire rapidamente. Sono ottimista. In Europa vogliono tutti una soluzione. Vedrete, se ci sarà l’accordo europeo, quanto velocemente arriveranno i capitali”.

Intanto, secondo quanto scrive il giornale economico tedesco Handelsblatt, Atene non vuole la Troika e la Bce “sta pensando a un ritiro” del degli ‘uomini in nero’ inviati della Ue, Eurotower e Fmi. Per il quotidiano tedesco inoltre anche il Fmi non vede nell’Europa una sua priorità e potrebbe lasciare la task force. Motivo delle riflessioni all’Eurotower – si legge ancora nell’articolo titolato “La fine della Troika” – la circostanza che “se la Bce acquisterà in grande stile titoli di Stato, potrebbe arrivare a un conflitto di interessi”. Elemento “messo in chiaro dall’avvocato generale della corte di Giustizia europea”. “La Bce userà questa chance per un’uscita”, continua Hb, citando sul punto fonti del governo tedesco. Intanto, si legge ancora, anche il Fmi “da tempo” ritiene che gli stati europei “non siano affatto una priorità per un’organizzazione di aiuto internazionale. “E dunque oggi, piuttosto che domani, si intende uscire” dall’organo di controllo basato sulle tre istituzioni. “Così – è la conclusione – resta solo la Commissione europea”. E se la Troika dovesse sparire, sarebbe questo un “primo successo” di Alexis Tsipras.

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