sabato, 22 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Podemos…
cambiare il PSOE
Pubblicato il 02-02-2015


Podemos-Iglesias

“Il cambiamento è possibile” non è solo lo slogan usato sabato a Madrid da decine di migliaia di persone durante lo straordinario corteo organizzato da Podemos, ma è quanto sta avvenendo nel PSOE alle spalle del segretario Pedro Sanchez.

Il sismografo posizionato fuori dalla sede centrale del Psoe in calle Ferraz deve aver registrato forti scosse, ma l’epicentro non era quello della centralissima Puerta del Sol dove Podemos nel suo primo vero comizio nazionale ha fatto tremare l’intera classe politica spagnola, ma in Andalusia dove la “onnipotente” Susana Diaz, segretaria regionale del partito e Presidenta della regione si sta muovendo in vista delle imminenti elezioni anticipate locali, ma soprattutto delle tanto posticipate primarie per scegliere il candidato o la candidata socialista alla presidenza del governo.

L’atteso salto alla politica nazionale della Diaz è oramai inevitabile ma dovrà scontrarsi con un Pedro Sanchez convinto di sbancare alle ipotetiche primarie come fece durante il congresso che lo incoronò segretario, atteggiamento questo che va a complicare la strada della Presidenta Diaz verso Madrid. Nel PSOE sono in molti a conoscere i veri piani della Presidenta, negoziare con il segretario la propria candidatura alla presidenza del Governo, e mantenere Sanchez alla guida del partito.

“Il cambiamento è possibile” e quanto mai atteso anche per i socialisti spagnoli e il programma di Susana Diaz è ben definito. Il prossimo marzo dovrà però imporsi nelle elezioni regionali, anche davanti a Podemos, e una volta archiviato il successo lanciare un ultimatum a Pedro Sanchez, scendere a patti con lei dividendosi il potere nel PSOE o in caso contrario provocare un “guerra interna” al partito. La prova di forza della “todopoderosa” Diaz non sarà solo un duello con Pedro “il bello”, che da un quasi certo successo socialista andaluso uscirebbe ancor più indebolito per quasi certi pessimi risultati che il PSOE raccoglierebbe nel resto di Spagna, ma riporterebbe sulla scena politica Carme Chacon, ex ministra della difesa e già aspirante leader del PSOE nella sfida con Alfredo Perez Rubalcaba.

La Diaz, chaconista della prima ora, è a capo della più grande delegazione socialista di Spagna, e con un segretario che fatica a conquistare i cuori dei socialisti e la fiducia dei leader locali, la strategia di calare la carta Carme Chacon per spiazzare con i propri numeri la segreteria nazionale è ormai nota agli analisti politici spagnoli. Le federazioni regionali (Andalucía-Madrid, Cataluña, Comunidad Valenciana e Galizia) che appoggiarono Carme Chacon al penultimo congresso, potrebbero in caso di disastro elettorale nelle elezioni regionali, forzare le dimissioni di Sanchez per poter finalmente imporre la propria leader. In caso di una segreteria Chacon chiaramente dalla sua parte, Susana Diaz potrà contare su una persona di fiducia per compattare il partito e per tracciarsi la strada per i prossimi appuntamenti nazionali.

Rimane da capire quanto queste mosse interne possano interessare agli spagnoli che ancora faticano ad uscire dalla crisi e che non trovano più risposte negli storici partiti politici. La marea cittadina portata in piazza da Podemos dovrebbe svegliare i leader del PSOE e del PP che secondo i sondaggi sono destinati a novembre nelle elezioni politiche a rimediare uno storico sorpasso dalla giovane formazione di Pablo Iglesias. Sabato in piazza tra centomila persone c’era lo stato maggiore del movimento, qualcosa di straordinario quando per Sanchez e Rajoy oramai è una impresa a riempire anche le proprie sedi.

Sara Pasquot

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