mercoledì, 20 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Quanti Pinocchi ci sono in giro…
Pubblicato il 05-02-2015


Sergio Mattarella, dice Claudio Martelli, non va santificato. Il fratello Piersanti è vittima della mafia. Che stava però nel suo stesso partito con Ciancimino e Lima. Per Pio Latorre il padre Bernardo avrebbe consentito il transito della vecchia organizzazione alla nuova attraverso la Dc. Queste non sono affermazioni leggere, ma sottoscritte da un ex ministro della Giustizia che ha avuto il merito di introdurre i provvedimenti più duri contro la malavita di stampo mafioso. E per questo è stato a lungo minacciato e protetto. Sulla santificazione di Mattarella si sono distinti in tanti. In particolare sul suo disinteresse alla poltrona e dunque sulla sue decantate dimissioni da ministro del governo Andreotti nel luglio del 1990.

Ricordo bene come andò quella vicenda legata al voto di fiducia sulla legge Mammì che per la prima volta legalizzava l’emittenza televisiva privata. Naturalmente oggi nessuno la metterebbe in discussione. Ovviamente nemmeno Mentana e Formigli, nemmeno Santoro, o Travaglio, che grazie a quella legge sono oggi autorevoli e ben remunerati giornalisti televisivi. Allora scoppiò il finimondo e visto che esistevano dissensi tra De Mita e Andreotti, il primo diede ordine ai suoi ministri di dimettersi. Cosa che fecero Martinazzoli, Fracanzani, Mannino, Misasi e appunto Mattarella. Dunque non si dimise il solo Mattarella, a causa di un impulso morale, ma se ne andarono cinque ministri dopo una riunione di corrente. Così per precisare.

Maria Elena Boschi ha battezzato il nuovo presidente della Repubblica come un rottamatore. Mattarella è stato per venticinque anni parlamentare, prima della Dc, poi del Ppi, della Margherita e del Pd. È stato ministro con Goria, De Mita, Andreotti e D’Alema. Non capisco perché lui sia un rottamatore e di cosa. Non certo di se stesso. E perché non lo sarebbero allora anche Amato, D’Alema, Veltroni o la Finocchiaro. Misteri della Boschi. Anche sul Nazareno sono iniziate le grandi bugie. Non ho mai pensato che quel patto fosse scritto come una tavola di Mosè. E mi hanno sempre fatto sorridere coloro che ne chiedevano la visione e la pubblicazione. Come se esistesse un testo in un misterioso nascondiglio. Il patto tra Renzi e Berlusconi era un nuovo clima. Un rapporto che sapientemente Renzi aveva intessuto col suo generoso partner. Non mi si dirà che la legge elettorale partorita all’inizio sia la stessa votata al Senato? C’erano collegi bloccati, c’era il premio alla coalizione, c’era lo sbarramento al 5 per cento e addirittura all’8 fuori dalle coalizioni e potrei continuare.

Era un patto sulla fiducia, che prevedeva la possibilità di patti successivi su modifiche successive. Ma il vero patto era fondato sul sostegno al governo in caso di fiducia. Con il venir meno di senatori di Forza Italia per consentire un margine di sicurezza al voto. La spaccatura del Ncd e il disimpegno di Forza Italia, mettono il governo in una situazione affatto nuova. Come è evidente Renzi ha già i sostituti e una maggioranza al Senato la troverà certamente. Gli italiani vanno sempre in soccorso dei vincitori. Si è già creata una sorta di associazione di responsabili che ricordano quelli berlusconiani. Non a caso l’Espresso sostiene che tra i franchi sostenitori di Mattarella ci siano anche Razzi e Scilipoti. Vecchio sangue non mente. Però non raccontiamo bugie. Questo sarebbe un cambio di maggioranza. Alfano diventa sempre più come quel giornalista iracheno che mentre gli americani stavano arrivando a Bagdad sosteneva che il territorio era sotto controllo. Ha votato un presidente sotto pressione, ha un partito crollato nei sondaggi e diviso in due. È stato dichiarato un perditempo. E adesso non è più nemmeno determinante. Non può uscire dal governo perché si ritroverebbe tra le braccia di Berlusconi che a sua volta è stato scaricato da Renzi e finirà tra le braccia di Fitto o dei quarantenni. Ma si dai, Pinocchi sì, ma davvero devastanti questi renziani…

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Commenti all'articolo
  1. Condivido parola per parola questo articolo. Il Psi ha bisogno di dirigenti capaci di dire la verità, anche se scomoda ed invisa all’ex sindaco di Firenze. Per questo penso che il direttore Del Bue dovrebbe valutare attentamente una sua eventuale disponibilità a guidare il partito. Siamo stanchi di fare da zerbini al Pd, noi siamo i socialisti e meritiamo rispetto ed un ruolo di primo piano nella politica italiana.

  2. I socialisti hanno bisogno di sentire delle verità come quelle che , non solo oggi , caro Mauro stai scrivendo . Non possiamo sempre stare attenti a non disturbare il manovratore , non è nel nostro dna e non ci è congeniale reprimere quello che sentiamo , ben vengano quindi i tuoi articoli . Forza Mauro

  3. Caro Direttore come ha precisamente notato Renzi ha cambiato strategia e clima. Altro che tattica. Alla base di tutto c’é il “nuovismo” in nome del quale oggi si vince. Quanto durerà non so, e siccome non dura mai, come ammoniva il capo in Wall Street, Renzi vuole goderselo finchè puo’ e potrebbe seriamente valutare elezioni a breve, dando la colpa ovviamente a B. Le truppe di supporto arrivano sempre in Parlamento, è una legge della natura, l’autoconservazione. SE Renzi vuole essere nelle mani dei trasformisti si accomodi. Ma tutto cio’ mi interessa relativamente. A me interessa il PSI, quello che facciamo noi. Noi non siamo, o meglio non dobbiamo essere lo SDI. Noi siamo nati dalla Costituente Socialista che aveva un progetto. Quel progetto non è fallito, anzi, sono forse cambiati i protagonisti, ma il progetto è stato continuato dal cambio di nome in PSI e dal rientro in Parlamento ed al Governo. Quella è la strada da proseguire, la ricostruzione capillare inesorabile del PSI, ferme le alleanze, gli avvicinamenti e tutto quello che si vuole, ma lo scopo ultimo è la ricostituzione del PSI quale autorevole forza della sinistra italiana. Das Ziel ist nichts, die Bewegung alles vedrete che il cammino sarà piu’ divertente perchè il nuovismo non dura mai. Eppoi perchè Martelli non puo’ fare il Presidente del PSI?

  4. Finalmente ,Mauro,ancora un altro sforzo di aria di autonomia politica ,per imboccare il bivio giusto della nostra identità politica perduta,causa la troppa accondiscendenza renziana da parte della segreteria politica sempre a guida di un altro toscano.
    Il bacino elettorale per una eventuale ripresa ci sarebbe tutto se riuscissimo a venirne fuori dall’equivoco renziano.Renzi ,con le sue oche giulive non è più affidabile: non lo è mai stato il Pinocchiotto di Firenze.Non possiamo continuare a fargli da ruota di scorta nel tirargli la volato,col rischio di farci scomparire.

  5. Dovrebbe essere un dovere verso i cittadini elettori, che le forze politiche quando si presentano nelle competizioni elettorali chiedano il consenso oltre che su dei valori che rappresentano, anche sui contenuti di un Programma che devono essere anche sostenibili nell’ambito delle Risorse che a quei contenuti dovranno essere assegnati per essere credibili. In questi 20 anni sono stati presentati dei programmi generici e senza che sui contenuti siano state espresse le risorse di copertura. Ma almeno la consuetudine del programma è stata rispettata.
    Voglio solo ricordare che in Germania, prima che l’ultimo Governo di solidarietà tra democristiani e socialdemocratici fosse avviato, questo è stato preceduto da un programma dettagliato che non ha trascurato nemmeno la punteggiatura. Letta accusato di non avere un Programma, almeno il giorno prima del suo siluramento lo presentò. Non c’è traccia di un Programma di governo elaborato da Renzi e discusso con i suoi alleati tra cui il nostro PSI. La dizione comune che viene dedicata alle sue linee programmatiche è definita “Annuncite” in cui i contenuti sono espressi con dei titoli. Nella lettura dell’Editoriale della Redazione trovo davvero singolare il porsi in prima fila da parte di Nencini nel dichiarare che sul Governo non c’è bisogno di alcuna verifica. Ma stiamo scherzando?? Come Socialisti la legge elettorale l’abbiamo ingoiata senza fiatare e lo stesso dicasi di alcuni contenuti della riforma del Senato e del Job Acts. Conosciamo i contenuti di tutto quello che c’è da fare e da ingoiare fino al 2018?? Quando dobbiamo parlare stiamo zitti e viceversa. Con questa campagna della rottamazione occorre inoltre cominciare a fare chiarezza. Già è ripugnante trasformare gli uomini in oggetti da condurre dagli sfasciacarrozze; diventa avvilente vedere tanti giovani renziani trasformarsi in megafoni del principe che ripetono pappagallescamente i suoi slogan ed annunci. Renzi è da vent’anni in Politica. Vuole farci conoscere dopo quanti anni l’usato deve essere rottamato?? Seguendo il suo concetto il suo, il mio, il nostro nuovo Presidente della Repubblica dovrebbe essere anche lui in questa categoria di rottamati. Ma se ai giovani trasmettiamo il concetto che il grado di rottamazione è funzione dell’età, allora l’esperienza, la competenza e l’equilibrio che derivano da entrambe sono qualità da rottamare? C’è senz’altro una grande necessità di rinnovamento in tutti gli ambiti della classe dirigente italiana, ma un conto è cercare di sostituire chi si oppone o cerca di frenare il rinnovamento e un’altra cosa è intervenire nei confronti delle persone con metodi autoritari, arroganti, clientelari o di mancato asservimento alle sue logiche. Perché con Berlusconi i Scilipoti venivano chiamati mercenari ed ora responsabili?? E noi Socialisti vogliamo continuare a sostenere il ruolo degli utili idioti??
    Je suis socialiste

  6. Da un po’ di tempo e leggendo le note di Del Bue mi sorge spontanea una domanda: perché stiamo nel governo?? Non condivido molte pseudo riforme, alcune delle quali stanno facendo dei danni, all’Italia e a noi: Desidererei avere le mani libere, uscendo dal governo ad approvare solo quello che riteniamo utile e fattibile. In subordine vorrei un segretario non appartenente al Governo. Apriamo un dibattito, un referendum, un congresso.

  7. Caro direttore articolo azzeccatissimo e condivisibile in toto Concordo anche con chi dice che non sappiamo nulla del programma di Renzi ma seguiamo la sua annuncite e le sue smanie di rottamazione (di chi non la pensa come lui e segue fedelmente la sua linea aggiungerei io). Claudio Martelli se disponibile lo vedrei bene come presidente o padre nobile del partito d’altronde se apprezziamo Mattarella per essersi dimesso dopo ordine di De Mita cosa dovremmo dire di Martelli uno dei pochissimi che abbia fatto qualcosa contro la mafia e alla trattativa stato mafia? Fraterni saluti Je suis socialiste

  8. BRAVO MAURO MA NON BASTA. FAI UN ARTICOLETTO DICENDO CHE I NOSTRI PARLAMENTARI E IL NOSTRO SEGRETARIO HANNO FATTO UNA PESSIMA FIGURA CHINANDO IL CAPO AL PUFFETTO FIORENTINO VOTANDO MATTARELLA. SI ERA INIZIATO CON LA BONINO E SI DOVEVA FINIRE CON LA BONINO, LA COERENZA TAL VOLTA NON GUASTA.
    SIAMO ANCORA FERMI ALLA STRATEGIA DI BOSELLI , VIVACCHIARE POVERI NOI.

    SALUTI

  9. Bene le analisi lucide etc.Ma il PSI deve trovarsi in maniera trasparente e produrre un suo programma iniziando a trovare volti nuovi, non solo anagraficamente, per pubblicizzare le sue idee.
    L’Italia ha bisogno come non mai di un partito socialista vero e forte ma bisogna avere coraggio e finirla di vivere di rimessa.
    Da tempo gli italiani chiedono un partito che si occupi veramente dei loro problemi ed abbia come riferimento il mondo del lavoro in tutte le sue espressioni.Il PD è ormai una schifezza immonda con un beota che con i patti ed i ricatti sembra un genio della politica…Sembra, perchè sono i media a farlo sembrare tale, ma in realtà sono certi poteri forti che orchestrano tutto dietro le quinte di un penoso teatrino.A quando un congresso vero del PSI avente come tema il “Socialismo italiano: La rinascita!” ?

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