lunedì, 25 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Riconoscere la Palestina. Sì, no, forse
Pubblicato il 27-02-2015


Palestina-Locatelli-PsiL’Italia riconoscerà la Palestina; anzi no o forse sì. Più che un pasticcio quella del voto alla Camera sulle mozioni che chiedevano il riconoscimento della Palestina – così come è avvenuto in altri Parlamenti europei e a Strasburgo – è stata una brutta figura.

I fatti.
Fino a ieri alla Camera erano state presentate tre mozioni, del M5s, di SEL e una dei socialisti (prima firmataria Pia Locatelli) che aveva raccolto oltre 60 firme di parlamentari di tutti gli schieramenti in un grande imbarazzo del PD che non solo era spaccato al suo interno, ma doveva anche tener conto delle posizione più filoisraeliana degli alleati di centrodestra. Alla fine, stamattina, il PD presentava una sua mozione, più ambigua rispetto alle altre e chiedeva agli alleati di SEL e del PSI di convergere su di essa. E così alla fine queste mozioni venivano ritirate e i parlamentari di SEL e del PSI dichiaravano il loro sostegno a quella del PD.

“L’impegno del Governo a promuovere il riconoscimento dello Stato della Palestina è un importante contributo per superare lo stallo del negoziato e favorire il processo di pace”. Lo afferma la deputata socialista Pia Locatelli, intervenendo in Aula per annunciare il ritiro della mozione del Psi, e il voto favorevole a un testo unitario largamente condiviso-

“Il voto del Parlamento italiano, che arriva sulla scia di quanto è già avvenuto in altri Paesi europei, è un risultato tutt’altro che scontato, del quale siamo soddisfatti. Una decisione che segue coerentemente quella che prendemmo nella Assemblea Generale dell’ONU del novembre 2012, quando L’Italia votò a favore del riconoscimento della Palestina come Stato Osservatore. Siamo convinti – ha concluso – che una pari dignità tra le due parti sosterrà il potere legale del governo palestinese legittimo, faciliterà la ripartenza del negoziato, aiuterà entrambe le parti a percorrere la strada verso la pace”.

La mozione del Pd è piuttosto generica e si limita a chiedere che il governo lavori al riconoscimento della Palestina. Essa, infatti, impegna l’Esecutivo “a continuare a sostenere in ogni sede l’obiettivo della Costituzione di uno Stato palestinese che conviva in pace, sicurezza e prosperità accanto allo stato d’Israele, sulla base del reciproco riconoscimento e con la piena assunzione del reciproco impegno a garantire ai cittadini di vivere in sicurezza al riparo da ogni violenza e da atti di terrorismo”. C’è quindi l’impegno per il governo a “promuovere il riconoscimento della Palestina quale Stato democratico e sovrano entro i confini del 1967 e con Gerusalemme quale capitale condivisa, tenendo pienamente in considerazione le preoccupazioni e gli interessi legittimi dello Stato di Israele”. Il testo veniva votato e otteneva 300 voti favorevoli e 45 contrari.

Subito dopo però il governo dichiarava il suo appoggio anche alla mozione degli alleati di centrodestra, Ap e Ncd, che subordina il riconoscimento della Palestina ad un’accordo politico fra le due parti, lasciano insomma sostanzialmente le cose come stanno. Impegna infatti il governo “a promuovere il raggiungimento di un’intesa politica tra Al-Fatah e Hamas che, attraverso il riconoscimento dello stato d’Israele e l’abbandono della violenza, determini le condizioni per il riconoscimento di uno stato palestinese”. Anche questo testo, che nella sostanza va in una direzione opposta all’altro perché subordina il riconoscimento alla volontà israeliana, veniva approvato, con 237 voti favorevoli e 84 contrari.

Le reazioni
Sconcerto e rabbia tra le file di SEL e del PSI, dove ci si sentiva presi in giro dalla mossa a sorpresa. Il ritiro della propria mozione serviva infatti a ottenere un voto su una mozione che esprimeva una linea politica precisa, anche se forse meno efficace e invece il secondo voto annullava il primo tanto che l’Huffington Post poteva titolare: ‘L’Italia riconosce la Palestina per 5 minuti’.

Critiche anche dall’interno del PD dove Stefano Fassina spiegava che “se il governo ha dato parere favorevole alla mozione di Ncd sulla Palestina è ridicolo. Quel testo è il contrario della nostra mozione perché non prevede il riconoscimento dello stato di Palestina. Io la mozione di Ncd non la voto e non la votano neppure molti parlamentari del Pd”.

Per il grillino Manlio Di Stefano “al governo o sono dei dissociati o sono in malafede”.

Ma il risultato politico vero, nonostante l’ingiustificata esultanza del capogruppo dem Speranza – un tweet annunciava “Oggi è un bel giorno per il Parlamento. Approvata mozione per il riconoscimento della Palestina” – è ben chiaro dalla dichiarazione entusiasta dell’Ambasciata israeliana a Roma che sottolineava come non vi sia un riconoscimento, ma “il sostegno al negoziato diretto”.

Delusa anche l’Olp : “E’ infelice (‘unfortunate’, nel testo in inglese) che la risoluzione non si impegni per l’incondizionato e ufficiale riconoscimento dello Stato di Palestina”. Afferma la rappresentante dell’Olp Hanan Ashrawi. “Chiediamo al governo italiano di riconoscere lo Stato palestinese senza condizioni”.

I precedenti
La presentazione delle mozioni è arrivata anche sulla spinta di un appello di intellettuali e comuni cittadini israeliani nell’intento di dare impulso alla ripresa del negoziato. Una mozione per il riconoscimento è stata poi votata dall’Europarlamento, così come avevano già fatto altri otto parlamenti nazionali mentre la Svezia, per prima in Europa, ha saltato il passaggio della mozione riconoscendo direttamente lo Stato di Palestina.

L’Italia è riuscita a non fare nulla, anzi ha fatto un pasticcio dando un’immagine fedele dello stato di perfetta confusione politica che regna nel PD, il partito che esprime il Governo del Paese.

Armando Marchio

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