martedì, 19 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Rimane a 36 mesi il tetto
per il tempo determinato
Pubblicato il 18-02-2015


contrattoDopo l’approvazione del Jobs Act, ora è il momento dei decreti attuativi. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti nell’incontro di oggi al ministero del Lavoro con le parti sociali ha detto che il contratto a tempo determinato manterrà il tetto di durata a 36 mesi. In queste settimane il governo stava ragionando sulla possibilità di ridurre la durata dei contratti a tempo determinato da 36 a 24 mesi, riducendo da 5 a 3 il numero massimo delle proroghe. Nel corso della riunione Poletti ha ribadito che il Cdm di venerdì 20 febbraio darà il via libera definitivo al contratto a tutele crescenti e esaminerà i decreti attuativi sulle tipologie contrattuali e sull’Agenzia delle ispezioni da trasmettere in Parlamento per il parere.

Nel Cdm di venerdì prossimo, assicura Poletti, ci sarà il varo definitivo dei testi sul contratto a tutele crescenti e del Naspi, e il primo via libera al riordino delle forme contrattuali e l’agenzia unica per ispezioni sul lavoro. Rispetto al codice dei contratti “l’associazione in partecipazione sarà superata” e il contratto di somministrazione “sta a posto come sta”. Sul lavoro a chiamata Poletti ha detto: “Ci rendiamo conto che si presta a cattivo utilizzo ma non siamo riusciti a immaginare soluzioni alternative”. Infine sui cococo e cocopro: “L’intenzione è superare questa tipologia e abrogarne le norme, provando anche a ridefinire il confine tra lavoro autonomo e lavoro dipendente”. Il ministro precisa però che sono questi “gli orientamenti del suo dicastero. È possibile quindi – conclude – che siano poi tradotti diversamente nel Cdm di venerdì”.

“Devono rimanere solo quelle forme contrattuali che hanno una prospettiva di lavoro vero senza precariato” ha affermato il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, arrivando al ministero del Lavoro per l’incontro con Poletti. “Renzi ha sempre detto che con il contratto a tutele crescenti avrebbe creato occupazione. Aspetto di vedere se questa formula magica funziona”. Sul capitolo pensioni ed in particolare sulle modifiche alla legge Fornero, Barbagallo ha fatto sapere che tornerà a chiedere al ministro di convocare un incontro: “In caso di risposta negativa vedremo come autoconvocarci”.

Dura la Cgil che punta a proporre un nuovo statuto dei lavoratori attraverso una proposta di legge popolare. Il parlamentino di corso d’Italia sta esaminando la possibile di mettere in campo anche lo strumento del referendum, un’ipotesi su cui però emergono diverse perplessità. La stessa Camusso avrebbe frenato su questa ipotesi almeno in questa fase in cui il governo non ha ancora emanato tutti i decreti attuativi del Jobs act e ha fatto riferimento a consultazione straordinaria degli iscritti.

“Dobbiamo ricostruire il diritto del lavoro – afferma la leader della Cgil, Susanna Camusso – con la proposta di legge popolare sul nuovo Statuto dei lavoratori e contestualmente proporre l’abrogazione degli aspetti più dirompenti del jobs act, che conosceremo a fondo quando avremo le deleghe”. La Cisl vede necessario “che a fianco al contratto a tutele crescenti” ci sia anche “una pulizia di tutte quelle forme ‘mascherate’ di lavoro autonomo che in realtà sono vera precarietà”,

Redazione Avanti!

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