martedì, 19 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Robin tax. La Consulta,
una legge sbagliata
Pubblicato il 11-02-2015


Cosulta-Robin-Tax

“Incostituzionale”, ma solo “pro futuro”, ossia a partire dalla giorno successivo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della sentenza, depositata oggi. Così la Corte Costituzionale ha definito la cosiddetta “Robin Hood Tax”, un’addizionale Ires per le imprese operanti nel settore energetico, voluta dall’allora ministro dell’economia, Giulio Tremonti. Soddisfazione è stata espressa da numerose compagnie energetiche, immediato l’effetto positivo a Piazza Affari sui titoli energetici.

LA SENTENZA DI INCOSTITUZIONALITÀ – A sollevare la questione di legittimità su questa norma era stata la Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia a seguito del ricorso proposto da una rete di punti vendita di carburanti, Scat Punti vendita Spa, contro l’Agenzia Entrate di Reggio Emilia. Uno dei motivi principali per cui la Consulta ha dichiarato incostituzionale l’imposta concerne l’assenza di un “meccanismo che consenta di tassare separatamente e severamente solo l’eventuale parte di reddito suppletivo connessa alla posizione privilegiata dell’attività esercitata dal contribuente al permanere di una data congiuntura”. Gli effetti della sentenza non saranno retroattivi, ma solo “pro futuro”, cioè a partire dal giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della sentenza 10/2015 depositata oggi.

TESTA (ASSOELETTRICA): IL DANNO E’ STATO FATTO – “Quasi sette anni di inutili polemiche ed un danno considerevole alle imprese del settore energetico e segnatamente di quello elettrico: tutto questo poteva essere evitato e speriamo che serva di lezione per il futuro”. Questo il commento del presidente di Assoelettrica, Chicco Testa. “Non possiamo che rallegrarci – aggiunge Testa – anche se appare imbarazzante che una simile decisione arrivi dopo così tanto tempo. Sulla incostituzionalità di quella norma non c’erano molti dubbi. Intanto il danno è stato fatto: una grossa manciata di miliardi di euro sottratti agli investimenti e allo sviluppo del Paese”.

A PIAZZA AFFARI EFFETTO “ROBIN HOOD TAX” – Sul fronte del mercato azionario si parla già di effetto ‘Robin Hood Tax’ a Piazza Affari sui titoli energetici: Terna ha guadagnato il 2,26%, Snam il 2,96%, Enel Green Power il 2,19%, A2A l’1,19%, Enel lo 0,36% e Iren il 3,87% ed Erg lo 0,92%.

LA TASSA VOLUTA DA TREMONTI – Istituita con l’articolo 81 del decreto legge 112 del 2008 – durante il IV governo Berlusconi – e fortemente voluta dall’ex super ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, la Robin Hood Tax è un’addizionale sull’imposta dei redditi delle società (Ires) e va a colpire tutte quelle aziende che operano nella produzione e distribuzione di energia elettrica. L’addizionale sui ricavi di queste aziende è salita di 4 punti percentuali, dal 6,5% al 10,5% ed è stata applicata indistintamente ai produttori di energia da combustibili fossili e quelli di energia verde come l’eolico e il fotovoltaico.

Siria Garneri

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