domenica, 19 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Scorie nucleari, la SOGIN
proverà a convincerci
Pubblicato il 06-02-2015


Scorie-nucleari“Scriviamo insieme un futuro più sicuro”, “ce ne dobbiamo occupare tutti”. Con questi slogan la Sogin si prepara a sensibilizzare l’opinione pubblica italiana sulla necessità di costruire un deposito nazionale di rifiuti nucleari. Ma soprattutto proverà a convincere le popolazioni del luogo che dovrà ospitare le scorie radioattive. La Sogin è la società di Stato incaricata delle operazioni di smantellamento (“decommissioning”) delle vecchie centrali nucleari italiane e della gestione dei rifiuti radioattivi. In base alle normative internazionali (Direttiva Europea 2011/70 Euratom), gli Stati sono infatti obbligati a dotarsi di strutture e sistemi finalizzati alla gestione e al deposito di tale materiale radioattivo in condizioni di massima sicurezza.

Per quanto riguarda l’Italia il problema è quello di scegliere il posto dove realizzare il deposito delle scorie. Memore delle rivolte e delle proteste dei cittadini nel 2003 in Basilicata, quando il Governo scelse il sito di Scanzano Jonico, la Sogin ha deciso di puntare massicciamente sulla comunicazione e sulla trasparenza. È stato quindi presentato, lo scorso 2 febbraio, il sito web “futurosicuro.info” con cui si illustrano le principali motivazioni che giustificano l’esigenza di realizzare un sito unico per raccogliere tutti i rifiuti nucleari prodotti dal nostro Paese.

“L’obiettivo è informare e sensibilizzare l’opinione pubblica- dice l’Ufficio Stampa Sogin- sul tema della gestione dei rifiuti radioattivi e sul progetto di realizzazione di un Deposito Nazionale, dove sistemare tutti questi residui”. Tale deposito consiste in un’ infrastruttura di superficie che conterrà i rifiuti attualmente all’estero o stoccati in decine di depositi temporanei distribuiti in tutta Italia. Le scorie sono quelle prodotte dalle vecchie centrali nucleari nazionali e quelle provenienti dalle attività industriali, mediche e di ricerca.

La campagna di comunicazione serve perciò a favorire la partecipazione di cittadini e associazioni al processo decisionale per l’individuazione dell’area idonea ad ospitare il Deposito Nazionale.

Il complesso e lungo iter procedurale riserva all’ISPRA un ruolo fondamentale. L’ISPRA è l’Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, sottoposto alla vigilanza del Ministro dell’Ambiente. Il 4 giugno dello scorso anno l’Istituto ha reso noti i criteri a cui Sogin si doveva attenere per la localizzazione del deposito nazionale. Sulla base delle prescrizioni ricevute la Sogin ha redatto la Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI) che, in data 2 gennaio 2015, ha sottoposto al giudizio dell’ISPRA. L’Istituto ha due mesi di tempo per verificare la corretta applicazione dei criteri e validare la Carta. In caso di conformità la Carta dovrà essere resa pubblica, insieme al progetto preliminare, e si aprirà una fase di consultazione pubblica e di condivisione che culminerà in un Seminario Nazionale, dove saranno invitati tutti i soggetti coinvolti ed interessati.

La campagna di comunicazione promossa dalla Sogin durerà tre mesi con spot, banner, annunci su Google, Youtube e altri diecimila siti web.

Pier Paolo Palozzi

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