martedì, 11 dicembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Basta criticare il segretario,
uniamoci per rilanciare il Psi
Pubblicato il 25-02-2015


Da qualche tempo si manifestano opinioni contrastanti nei confronti della politica della Direzione del PSI, soprattutto riguardo al mancato intervento dei socialisti nella situazione politica che in questo periodo impegna i 28 Stati dell’Europa sulle vicende che caratterizzano il particolare momento politico.

I Compagni che hanno criticato l’attuale Direzione del Partito, e in special modo il Segretario Nazionale Riccardo Nencini, non conoscono le difficoltà che quest’ultimo ha dovuto affrontare per la ricostituzione del PSI, che oggi è rappresentato nel Parlamento e nel governo.

“Mani pulite” o “Tangentopoli” hanno distrutto il Partito che Nencini ha ricostruito e noi socialisti, in primo luogo, dobbiamo ringraziarlo.

E’ vero che oggi la mancanza d’interventi socialisti è avvertita ad ogni livello, ma è anche vero che ora spetta a noi Compagni aiutare Nencini con una nostra effettiva collaborazione, anziché criticarlo e basta!

E’, altresì, vero che Matteo Renzi opera come Segretario del P.D. e come rappresentante della “Leopolda”, quest’ultima costituita in massima parte dai rappresentanti del capitale industriale, i cui principi politici e sociali non possono coincidere sia con quelli del P.D. sia con quelli del P.S.I..

Bisogna dire che, in effetti, la crisi economica che ha colpito l’Italia e l’Europa non è crisi nel “sistema” ma del “sistema”, in quanto l’aumento dei costi, dovuto allo sviluppo tecnologico degli impianti e alle esigenze dei lavoratori, hanno eliminato il profitto, elemento essenziale per l’esistenza stessa del sistema.

Un partito politico ispirato dalle ideologie socialiste deve avere, anche se non nell’immediato, l’obiettivo di costruire una società socialista, nella quale vi sia un solo capitalista che è lo Stato.

I cambiamenti proposti da Renzi non conducono alla costituzione della società socialista e ne ritardano, in ogni caso, la sua realizzazione.

Siamo ritornati all’epoca indicata nel famoso romanzo di Tomasi di Lampedusa, il “Gattopardo”, laddove l’illustre scrittore accusava i dirigenti della società dell’epoca di operare secondo il principio della non incidenza nel mutamento in danno della destra economica: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”!

E’ necessario che la minoranza del P.D., anziché assumere una posizione garantista sull’art. 18 dello Statuto dei lavoratori e alla fine votare le proposte di Renzi, salvo qualche aventiniano, esprima il proprio pensiero ad alta voce, votando in Parlamento in conformità del pensiero espresso!

Il mancato intervento contestato a Nencini non può essere realizzato da quest’ultimo da solo, ma dobbiamo farlo tutti insieme, collaborando tutti noi Compagni all’impegno di Nencini.

E’ necessario preparare un nuovo contratto di lavoro con efficacia erga omnes, laddove siano specificati i diritti e i doveri di entrambe le parti (datori di lavoro e lavoratori). Questa soluzione impedirebbe alle imprese di avere la mentalità del “padrone”, sostituendo ad essa un soggetto giuridico con obbligazioni corrispettive.

La lotta di classe è iniziata il giorno in cui il primo datore di lavoro amò definirsi “padrone” e potrà terminare con la stipulazione di un contratto deliberato dal Parlamento che regoli il rapporto di lavoro.

Per quanto mi riguarda, malgrado la mia avanzata età, sono a disposizione del Partito per ogni iniziativa, dichiarandomi disposto a discutere eventuali proposte modificative delle considerazioni da me sopra svolte.

Prepariamoci Compagni a dare inizio alla battaglia per un rilancio del Partito Socialista Italiano, alla guida della classe lavoratrice e di tutti coloro che credono nella democrazia e nella libertà.

Stefano Massimino

Acireale, 25 Febbraio 2015

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Ti ammiroper la tua costanza. Non concordo con te quando fai cenno allo Stato come unico capitalista. Anche se io sono partita da posizione più estreme di quelle tue adesso riutengo che la socialdemocrazia sia più aderente alla realtà e che un capitalismo regolato e corretto e più giusto di quello attuale possa giustrificare una lotta politica nel nome del socialismo. e’ questo il punto che non condivido e poi sull’art. 18 vorrei poter discutere con te e con tua figlia perchè le mie posizioni sono più radicali.

  2. Non conosco il Compagno Stefano Massimino, ma ho un’amicizia franca con la figlia Angioletta che stimo a rispetto, giudicandola una persona preparata e competente, alla pari del padre che ho avuto però occasione di leggere altre volte. Ne condivido pienamente lo spirito ispiratore del documento pubblicato sull’Avantionline ed è con quello spirito che anch’io spesso mi pongo in modo critico, ma con il senso costruttivo che è dovuto nei confronti del Partito che si ama, verso il vertice del PSI spesso anche per me troppo silente. L’anima socialista è da sempre un’anima “ribelle”, eretica come ci piace definire, a volte “contestataria” di ciò che essa stessa produce; probabilmente è lo spirito di chi è riformista dentro e di chi guarda avanti puntando al meglio, di coloro che vorrebbero precorrere i tempi, a far sì che il nostro rumoreggiare, talvolta fragoroso, si trasformi in polemica, per ciò che vorremmo realizzato al più presto con l’obbiettivo di una società migliore, rispettosa dei diritti per tutti, giusta e solidale, attenta ai bisogni ed alle legittime aspettative. Un appello quello del Compagno avvocato Massimino che, dal vertice del Partito, fino all’ultimo compagno di base, dovrebbe essere raccolto perché pieno di saggezza e di struggente passione di militante. Lo ringrazio pubblicamente di questo, per l’impegno che, in barba ad una età che però non rende vecchi, perché giovani di idee, ancora mette in campo ed al quale richiama tutti noi. Scusami Compagno se mi permetto la confidenza, ma ti esprimo un grazie autenticamente dal cuore.

  3. Carissimo On,Massimino, in merito alle critiche generali sul Segretario nazionale del nostro partito, mi sento di dire che non sono mosse da antipatia o simpatia verso il soggetto, ma giustamente sono conseguenti a una disastrosa gestione del partito.
    E’ evidentissimo che il partito non riesce a sensibillizzare l’opinione pubblica, e in maggior modo i vecchi compagni che si sono persi per strada,poichè non si sviluppa nessun progetto, e si vive di rendita legati al governo del pupazzo renzi.
    Non voglio vivere di ricordi, come fanno oggi tutti i socialisti, bisogna tirare fuori gli attributi, e dimostrare a tutti gli Italiani che i veri Riformisti, eravamo e saremo noi.
    Vorrei infine dirvi, che la persona adatta a guidare la segreteria nazionale è solo una,Claudio Martelli,a mio avviso il migliore sulla piazza.
    Cordiali Saluti
    Antonino Barbagallo(figlio di ciccio)

  4. L’articolo di Stefano Massimino si presta a considerazioni politiche di varia natura, ma relativamente alle prospettive prossime future del PSI concordo con lui al 100% circa il ruolo che ha avuto il Segretario Riccardo Nencini nel risollevare le sorti di un partito in via di disfacimento negli anni passati. 1) si presta poi ad una interessante analogia la sua proposta di “…un nuovo contratto di lavoro con efficacia erga omnes, laddove siano specificati i diritti e i doveri di entrambe le parti (datori di lavoro e lavoratori). Questa soluzione impedirebbe alle imprese di avere la mentalità del “padrone”, sostituendo ad essa un soggetto giuridico con obbligazioni corrispettive…”: con quanto ha dichiarato la Segretaria della CGIL, Susanna Camusso, circa una possibile iniziativa per una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare, al fine di avere un nuovo Statuto dei lavoratori, più rispettoso delle condizioni e dei diritti dei lavoratori. Analogia di intenti molto importante, maturata da ch, pur con esperienze diverse, ha grande dimestichezza con il mondo del lavoro. 2) su un punto, invece, mi sento di dissentire da quanto prospettato dal Compagno Stefano Massimino: “…Un partito politico ispirato dalle ideologie socialiste deve avere, anche se non nell’immediato, l’obiettivo di costruire una società socialista, nella quale vi sia un solo capitalista che è lo Stato.” Credo che questo confligga con l’aspirazione ad una società socialista improntata alle libertà individuali, costringendo la creatività delle persone in un quadro forzatamente statalista, che nella storia del ‘900 ha avuto pochi esempi, o nessuno, di realizzazione positiva.

  5. Caro Mauro, l’ultimo mio commento, peraltro breve e come sempre privo di contenuti offensivi verso le persone e le idee, inviato 2 giorni fa, non è stato ancora pubblicato. C’è un motivo? Un caro saluto

Lascia un commento