venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

SE SBAGLIANO, PAGHERANNO
Pubblicato il 24-02-2015


Magistratura-Buemi

Nonostante qualche compromesso – prevedibile in una materia come quella della giustizia che da sempre provoca accese polemiche – è diventata legge quella parte della riforma che va ad aggiornare la normativa n. 117 del 1988 sulla responsabilità civile, la cosiddetta e controversa legge Vassalli (dal nome del ministro socialista, ndr). La proposta di legge – approvata in via definitiva dalla Camera (265 sì, 51 no e 63 astenuti) – è stata avanzata dal senatore Enrico Buemi, capogruppo Psi in commissione Giustizia a Palazzo Madama, e da sempre convinto che “i magistrati debbano rispondere dei loro errori come tutti. Come il chirurgo sospeso al millimetro più in qua o in là del taglio lasciato dal suo bisturi”. Invece, in questi quasi 27 anni la normativa non è stata mai aggiornata e applicata pienamente, non si è concretizzato dunque alcun sanzionamento: tra i magistrati ritenuti colpevoli, infatti, pochi sono stati condannati, e nessuno di loro è stato sottoposto al pagamento economico del danno arrecato.

BUEMI: NELLA LEGGE AUTONOMIA ED EGUAGLIANZA PER I MAGISTRATI  “L’approvazione delle nuova legge rappresenta un grande passo in avanti nella direzione dell’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, che tutti sono chiamati ad osservare con scrupolo quando svolgono pubbliche funzioni cruciali per i diritti fondamentali e la tutela di interessi collettivi e individuali”. Così ha dichiarato il senatore socialista Enrico Buemi, dopo il sì definitivo dell’Aula della Camera di ieri sera. “Chi lancia allarmi sul rischio di perdita dell’autonomia del magistrato, sappia che questa autonomia la si perde solo se non si ha coraggio, competenze, determinazione e consapevolezza della propria funzione – ha osservato il senatore socialista –  perché con questa legge lo Stato si frappone tra il cittadino, che agisce per la tutela nella presunta lesione dei propri diritti, e il magistrato, che viene chiamato indirettamente a rispondere dei propri comportamenti di presunta colpa grave”. “In ogni campo l’autonomia trova la sua migliore difesa nella qualità della propria azione e che come accade, solo per i magistrati, essa sarà giudicata solo da magistrati poiché, come è noto, nessun altro cittadino che svolga funzioni pubbliche – ha concluso Buemi – gode di questo che taluni ritengono ‘il privilegio’ di essere giudicati solo ed esclusivamente dai propri colleghi di funzione”.

LA PDL A FIRMA BUEMI – Eliminazione del filtro di ammissibilità dei ricorsi – il cui inserimento, all’ultimo momento, – aveva impedito la piena applicazione della legge Vassalli – e puntualizzazione della definizione della colpa grave di cui il magistrato può esser chiamato a rispondere. Queste le due grandi novità contenute nella parte di riforma che riguarda la responsabilità civile dei magistrati. Secondo Buemi con quel trucco del filtro “fu tradito un referendum votato dall’80% degli italiani (uno tra i tre referendum abrogativi del 1987, ndr), consegnando il nostro ordinamento a quasi 27 anni di finzione”. Finzione perché secondo i dati forniti dal Ministero della Giustizia, il filtro di ammissibilità ha impedito che su 410 azioni intentate contro lo Stato, più della metà venisse respinta con il filtro. Tra le altre solo 7 sono approdate al sanzionamento e alla condanna del magistrato, di questi 7 nessuno ha pagato. La rivalsa dell’amministrazione nei confronti del giudice responsabile è arrivata a conclusione solo una volta. Una volta, in 26 anni, su 410 cause.

Riccardo Nencini ha salutato il voto come  “Una battaglia ‘storica’ dei socialisti vinta nel nome dei tanti cittadini che da tempo, dal referendum promosso dai socialisti e dai radicali dell’87,  ci chiedevano una norma che ristabilisse un principio di equità. Una garanzia per chi ha subìto casi di malagiustizia”. “Non c’è nessun attacco all’indipendenza e all’autonomia dei magistrati e nessun intento punitivo. Da oggi c’è un Paese più civile e una legge giusta”. Nencini ha ricordato che l’approvazione della legge è anche “una risposta alle due procedure di infrazione aperte dall’Unione Europea che rischiavano di essere pesantissime per l’Italia. Voglio sperare che – ha concluso Nencini – il  timore di un eccesso di ricorso ad azioni risarcitorie non sia il frutto di un eccesso di errori giudiziari”

MATTARELLA: “MAGISTRATI NÉ BUROCRATI, NÉ PROTAGONISTI – Sul tema della giustizia è intervenuto il capo dello Stato, Sergio Mattarella in visita oggi a Scandicci per l’inaugurazione dei corsi della Scuola della magistratura. “L’ordinamento della Repubblica esige che il magistrato sappia coniugare equità e imparzialità, fornendo una risposta di giustizia tempestiva per essere efficace, assicurando effettività e qualità alla giurisdizione” ha auspicato il capo dello Stato.

Silvia Sequi

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Commenti all'articolo
  1. In questi ultimi anni il sistema si è retto essenzialmente per l’impegno dei MOT, cioè dei magistrati onorari. Questa è la verità.
    Sono avvocati, mal retribuiti nel caso di vpo e got, meglio per i giudici di pace…che il più delle volte sfruttati, hanno mandato avanti il sistema giustizia italiano. E’ INUTILE NASCONDERE IL VERO….Possibile che i socialisti non possano prendere iniziative al riguardo…L’impegno di Buemi è indubbio…ma le cose sono cambiate da qualche anno orsono…Ora il problema piu’ urgente è quello dei PRECARI…a parte le chiacchiere e le promesse di QUALCUNO…

  2. Finalmente dopo 27 anni il risultato del referendum popolare prende il suo giusto posto.- Sono uno dei 400 casi che a causa del “filtro” non ho avuto contezza dei FALSI fatti nel 1990 al fine di farmi volutamente condannare all’ERGASTOLO, falsi che ho trovato nel 2004 ma che non ho potuto fare ingoiare penalmente ai responsabili siccome caduti in prescrizione i reati commessi nei miei confronti .- Nel 2012 ho seguito la 117/88 art. 13 ma il “filtro” che oggi GIUSTAMENTE non c’è più, ha rigettato il ricorso.-
    NON MOLLO tra un mese c’è ulteriore udienza per citazione civile contro lo Stato per i danni da me patiti, in 28 mesi di carcerazione, perdita del proprio padre, e distruzione di 5 attività imprenditoriali questo perché erano stati fatti rapporti perizie e prove false.

  3. Secondo i dati forniti dal Ministero della Giustizia, il filtro di ammissibilità ha impedito che su 410 azioni intentate contro lo Stato, più della metà venisse respinta con il filtro. Tra le altre solo 7 sono approdate al sanzionamento e alla condanna del magistrato, di questi 7 nessuno ha pagato. La rivalsa dell’amministrazione nei confronti del giudice responsabile è arrivata a conclusione solo una volta. Una volta, in 27 anni, su 410 cause. UNA CAUSA ERA LA MIA !!!!

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