martedì, 19 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Nato e Isis: Sigonella sempre più strategica
Pubblicato il 26-02-2015


Renzi-Sigonella-NatoL’Italia Paese a supporto della Nato, ma per sostegno e “appoggio” soprattutto territoriale.
Dal prossimo anno ci saranno i droni Nato nella base militare di Sigonella, così come annunciato dal Segretario generale Nato, Jens Stoltenberg, durante una conferenza stampa con il Presidente del Consiglio Matteo Renzi. La decisione riguarda la crisi libica: “Desideriamo anche intensificare la nostra capacità di presa di coscienza delle situazioni con una maggiore sorveglianza sul terreno con l’uso di droni e faremo riferimento a Sigonella a partire dall’anno prossimo”, ha detto Stoltenberg. Il Segretario ha anche sottolineato come l’Italia “sia uno degli alleati più forti” e “questo è un’ulteriore testimonianza dell’importanza” del ruolo dell’Italia.

Appena due giorni fa, sempre sulla questione libica il Presidente italiano era stato riempito di elogi dal Presidente Hollande: “La Francia sostiene tutti gli sforzi italiani affinchè, con le Nazioni Unite, si possa trovare una soluzione al caos e quindi al terrorismo in Libia”.
Matteo Renzi e l’Italia tornano al centro degli interessi Nato ed europei dopo essere stati praticamente ignorati durante le decisioni in materia di politica estera, come il caso dell’Ucraina, dove alla “Conferenza di Normandia” non ha preso parte nemmeno la Mogherini in qualità di Lady Pesc. Senza dimenticare che appena una settimana prima dell’incontro all’Eliseo tra Renzi e Hollande, il ministro della Difesa francese, Jean-Yves Le Drian, era volato a Il Cairo per firmare un accordo con l’Egitto sulla vendita di 24 aerei da guerra Rafale, una fregata e missili, per un ammontare di circa 5 miliardi e 200 milioni di euro.

Una situazione di favore per il Presidente egiziano accusato di essere responsabile di 1.300 morti durante le manifestazioni dell’agosto del 2013 che per far fronte alla spesa, ha indebitato l’Egitto presso banche francesi, per il 50% circa del montante, da restituire con tassi agevolati, simili a quelli praticati per un Paese europeo. Difficile da spiegare questa agevolazione agli egiziani visto il rifiuto francese di vendere le navi Mistral alla Russia di Vladimir Putin, nonostante parte dei pagamenti siano già andati in porto. Incomprensibile poi, o quasi, capire come mai la Francia stia correndo da sola in Medioriente, inviando la portaerei Charles De Gaulle nel Golfo Persico per combattere l’Isis, perché preoccupata della vicinanza della Libia. L’attivismo di Hollande ha già innervosito le cancellerie italiane, nessuno ha dimenticato l’ardore con cui andarono all’attacco di Gheddafi assieme agli inglesi. Allora si sospettò che Londra e Parigi volessero ipotecare il petrolio libico, ora l’avvicinamento con Al-Sisi rischia di riaccendere non solo il sospetto italiano, ma anche il rancore verso la politica estera francese del 2011, sempre più simile a quella attuale.

Gli elogi di oggi del Segretario Nato all’Italia al Presidente Renzi appaiono per lo più interessati, Stoltenberg ha detto che “L’Italia è sempre stata uno degli alleati più forti della Nato”, ma non va dimenticato che già da tempo esistevano dei droni americani in un hangar segreto di Sigonella. Inoltre la rincuorata sulla ripresa economica italiana come “una notizia positiva per l’Italia, l’Europa e per la Nato”, non serve a sedare il sospetto che in fondo l’Italia serva solo come “appoggio militare” e null’altro. All’ultimo è stata annullata l’audizione del Segretario Nato alle Commissioni congiunte Difesa e Esteri prevista per oggi.

Stoltenberg ha preferito confrontarsi solo con il Presidente del Consiglio . Sembra un’investitura che avrà come contropartita la base di Sigonella: “Abbiamo discusso delle questioni legate al ruolo dell’Italia – ha detto Renzi – uno dei principali contributori della Nato, sia in termini economici che di uomini e mezzi”.

Maria Teresa Olivieri

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