mercoledì, 15 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Sinistra sveglia!
Tsipras ti dà una mano
Pubblicato il 02-02-2015


Finita l’orgia mediatica per l’elezione del nuovo Capo dello Stato, si torna ai problemi quotidiani degli italiani, di quei “cari compatrioti” a cui si rivolgeva il “Presidente più amato dagli italiani”: il nostro Sandro Pertini.

Disoccupazione, perdita del potere d’acquisto e delle tutele sociali, generate dai processi di finanziarizzazione a livello globale e dall’austerity in Europa, affliggono il nostro Paese, determinando quasi una sorta di rassegnazione tipica delle “società liquide” descritte dal sociologo Zymunt Baumann, con una sempre più crescente indifferenza verso la partecipazione alle scelte della politica, limitandosi al più ad imprecare contro quello che un altro grande presidente della Repubblica, il leader socialista democratico Giuseppe Saragat, definiva hegelianamente “il destino cinico e baro”.
L’Europa, però, con Galileo si potrebbe dire “eppur si muove”, e la violenza sociale ed economica generata dalle politiche monetariste e di deflazione imposte dal “IV Reich” di Frau Merkel oggi è messa finalmente in discussione grazie all’affermazione elettorale di Alexis Tsipras, che all’indomani del suo trionfo in Grecia ha affermato: “La Troika è finita, cancellata la parola austerity, facciamo sorgere il sole, la speranza ha vinto!”.
Ma in realtà, non si capisce la sorpresa circa le parole di Tsipras, che ha espresso ciò che un esponente di sinistra, qualsiasi essa sia, riformista o radicale, anche se tali definizioni appaiono datate rispetto ai grandi e veloci mutamenti socio-economici globali in atto, comunque legata al primato della persona rispetto al mercato, non può che affermare.
E alle parole stanno seguendo i fatti: il ministro dell’Economia del nuovo governo greco, l’economista Yanis Varufakis, proporrà al presidente dell’Eurogruppo una moratoria di 5 anni nel pagamento del debito, l’eliminazione dell’obbligo di avanzo primario e la convocazione di una conferenza internazionale sul debito, spiegando che l’esecutivo di Tsipras non vuole il programmato ritorno della missione della Troika ad Atene e si oppone all’estensione del piano di salvataggio da 240 miliardi di euro, cioè a un allungamento dei tempi del saldo ai creditori, la cui scadenza è prevista per il 28 febbraio.
Il no alla Troika, composta come è noto dal Fondo Monetario Internazionale, Banca Centrale Europea e Commissione Ue, ha una grande valenza politica, segna il recupero di un valore fondativo delle moderne democrazia, quello della sovranità statuale esercitata in nome del popolo e per il popolo.
In Grecia, culla della civiltà occidentale e della stessa democrazia, si stanno ponendo le basi per invertire quella tendenza che lo storico inglese Eric Hobsbawm ha sintetizzato così: “Un’evidentissima secessione dei cittadini dalla sfera della politica. La partecipazione alle elezioni appare in caduta libera nella maggior parte dei Paesi liberaldemocratici”.
La sinistra italiana, in gran parte abbacinata dal mercato capitalistico e da una visione oligarchica in politica, e più in generale tutti i sinceri democratici, dovrebbero guardare con interesse a questa nuova e diversa prospettiva politica.
Maurizio Ballisteri

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