lunedì, 10 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Smart city, i costi ci sono,
ma i vantaggi sono tanti
Pubblicato il 02-02-2015


Smart cityQuella delle Smart city potrebbe sembrare a molti più una moda che una vera e propria necessità, come diventa evidente dalle numerose proteste che si sollevano ogni qualvolta una città dichiara di voler diventare più smart, con una spesa necessaria per raggiungere i propri obiettivi di milioni di euro. Vien naturale infatti domandarsi se non sia meglio spendere quegli stessi fondi su altre criticità, che vanno dalla sanità ai trasporti pubblici.

Il problema nasce dal fatto che a guardare in modo non troppo approfondito i vari settori considerati fondamentali per il perseguimento dell’obiettivo di città smart, sembra che si tratti per lo più di scelte leziose, se non addirittura un vero e proprio lusso: insomma quale valore aggiunto può ottenere una cittadinanza dalla proliferazione delle possibili scelte sulle offerte internet, agenda digitale e banda larga, oppure dall’installazione di lampioni solari e pannelli fotovoltaici integrati nel sistema architettonico, quando ci sono altre voci di spesa come sanità e trasporti che vivono ormai di cronici disservizi?

La risposta è solo apparentemente ovvia. Essere una Smart city, infatti, significa essere una città vivibile, con tutto ciò che ne consegue, per cui il processo di digitalizzazione, che deve passare attraverso il libero accesso alla banda larga, serve per ridurre le eccessive inefficienze (con un risparmio di miliardi di euro all’anno) ed, allo stesso modo, l’incentivazione di fonti rinnovabili è necessario per garantire la salute e la salvaguardia dell’ambiente, specialmente quando vengono combinate con il sistema dei trasporti delle medie e grandi città.

Ed in più con la crisi occupazionale ed economica, secondo le previsioni condotte dai veri centri di studio della Ue, per ripartire bisogna proprio passare per la creazione di città sempre più smart. La Ue ha già stanziato centinaia di miliardi, che dovranno andare a sostenere i progetti più “smart” da qui fino al 2018: solo per la viabilità lo stanziamento sarebbe in partenza di 300 miliardi. Un settore al quale dovranno essere destinati altri 1200 miliardi di euro entro il 2030, diventando così uno dei settori che otterrà la maggiore considerazione anche per quanto riguarda il contributo che ci si aspetta offrirà all’aumento dell’occupazione.

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