domenica, 21 gennaio 2018
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Opinioni e commenti
 

Sondaggi, un italiano su due non vuole votare
Pubblicato il 26-02-2015


Intenzioni voto-Psi

La stella di Renzi che pareva in discesa costante ormai da mesi – d’altra parte le lune di miele durano poco e il punto di riferimento, quello delle Europee, è assolutamente eccezionale – è in ripresa e quella di Berlusconi invece continua a cadere. Continua a crescere la Lega di Salvini, perché parlare alle viscere degli italiani fa sempre effetto come si è visto con l’epopea di Di Pietro prima e quella di Grillo dopo. Ma la notizia più che nei risultati è nei sondaggi stessi perché la loro ripetizione e diffusione continue, sono il segno inequivocabile che la politica ritiene possibili elezioni anticipate nonostante le continue rassicurazioni del Presidente del Consiglio e segretario del PD.

La sondaggista Ghisleri di Euromedia ha analizzato soprattutto gli umori degli italiani a proposito della politica neolepenista di Salvini, incentrata sul blocco degli sbarchi degli immigrati a qualunque costo. Oltre la metà degli italiani pare essere d’accordo mentre è contrario il 30,4%. Prevale invece la diffidenza sulla Lega per quanto concerne il tentativo di sbarcare al Centro e al Sud con il partito ‘Noi con Salvini’. Il 52,4% non crede in una vera svolta della Lega Nord che negli anni passati ha sempre discriminato la popolazione del Meridione, per cui questa parte degli italiani crede si tratti solo di propaganda elettorale senza dei reali buoni propositi. Solo il 26,0% si fida del leader leghista e crede che la sua politica si propone di fare gli interessi dell’intera Italia.

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Pagnoncelli dell’Ipsos ha invece puntato sull’opinione degli elettori sull’operato del Governo Renzi e in particolare su Jobs Act e tasse. Il 48,0% sostiene che sia stato come tutti i governi precedenti, il 24,0% pensa che abbia rappresentato una svolta in senso positivo, il 23,0% lo giudica dannoso.

La percezione sulla questione tasse non lascia dubbi. Addirittura l’89% sostiene che esse non siano diminuite affatto, appena il 6% crede nel contrario. Non positivo il giudizio sul Governo Renzi nemmeno per quanto riguarda il lavoro e dunque il Jobs Act. Il 36,0% pensa che la situazione non sia cambiata, il 29,0% crede che sia peggiorata, solo il 24,0% sostiene che sia migliorata. A quanto pare il Paese reale non è d’accordo con Renzi, secondo cui tutto quello che è stato fatto in 1 anno è andato a favore dei cittadini.

Un altro sondaggio (EMG) assegna al PD di Matteo Renzi un 37,1%, distante ‘anni luce’ da Forza Italia quotata – o sarebbe meglio dire sprofondata – al 12,1%, l’M5s al 20 e la Lega al 15%.

Tra i ‘minori’ il PSI è all’1%, ma quello che fa impressione è il livello dell’astensionismo: il 42,7% non voterebbe. Un italiano su due praticamente non si ritrova in nessun partito, un segnale di disaffezione crescente, ma anche una sfida reale per chi avesse voglia di provare a convincere almeno un po’ di questa platea di disillusi che la politica è tutt’ora il tramite indispensabile della democrazia.

 Alvaro Steamer

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