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Opinioni e commenti
 

Spezzeranno le reni alla Grecia?
Pubblicato il 07-02-2015


Il ciclone Tsipras, dopo aver vinto le elezioni, e costruito un governo con l’apporto fondamentale di un movimento di destra, deve ora fare i conti con la realtà. Come la ministra Boschi, che sostiene che la legge elettorale italiana deve essere come quella greca e sancire un vincitore e non si accorge che in Grecia si è costituto un governo di coalizione. La realtà spesso non combacia con le intenzioni e se ne sono resi conto anche gli italiani. Tsipras, in particolare, aveva fatto promesse la cui attuazione non dipendeva da lui. E adesso la situazione sta precipitando. È evidente che si ti hanno già condonato cento miliardi e te ne hanno prestati ben 200 i paesi dell’eurozona (l’Italia è creditrice per quaranta miliardi) a fronte di un rischio default che non dipendeva dalla troika, ma da un bilancio che arrivava al 12 per cento di deficit sul Pil, anziché al sei come era stato ufficializzato, qualche problema c’è.

La prima botta è arrivata dalla Bce che si è rifiutata di accettare titoli pubblici ellenici a garanzia del prestito a fronte della pubblica rinuncia a procedere con il programma di salvataggio concordato. Poi Standard e Poors ha di nuovo tagliato il rating della Grecia con prospettive negative e con l’ipotesi di una sua uscita dall’euro. Intanto la borsa greca ha perso ieri un altro due per cento e lo spreed è volato addirittura a 940. È evidente che Tsipras così non ce la farà e se non riesce a raggiungere qualche forma di compromesso tra le sue mirabolanti promesse e le intenzioni della Ue, non ci salterà fuori. Magari si aprirà presto uno scenario nuovo e quello che il leader greco per ora esclude, e cioè l’uscita dall’euro, diverrà realtà. Altrimenti la Grecia andrà incontro a nuovi e ben più pericolosi incantatori di serpenti.

La questione greca sarà all’ordine del giorno il prossimo mercoledì, quando si incontrerà in via straordinaria l’Eurogruppo, il club dei ministri delle finanze dell’eurozona. Il governo greco sarà chiamato a formulare una proposta concreta e accettabile. È evidente che solo uscendo dalla opposta rigidità si potrà individuare un punto d’intesa che pare adesso molto difficile. Parto da un duplice presupposto. Il primo è che i debiti vanno onorati. Che paesi come l’Italia che si sono esposti comprando titoli greci e devono fare i conti con problemi gravi di mancata crescita e di disoccupazione soprattutto giovanile, non possano affrontare i propri cittadini spiegando che per salvare la Grecia devono sacrificare l’Italia. Dall’altro non si può pensare che la Grecia sia portata alla fame e che resti, affamata e ridotta sul lastrico, in Europa.

Le misure anticrisi e i tagli sono necessari, ma serve la crescita. Su un punto Tsipras ha ragione. Cioè che con l’austerità peggiorano anche i conti pubblici. Ne sappiamo qualcosa anche noi italiani. Anche la Grecia ha bisogno di crescere e applicando rigorosamente solo tagli alla spesa e senza incentivi allo sviluppo il suo bilancio è destinato a peggiorare sempre. Possibile che solo ora in Europa se ne siano accorti? Eppure è matematico, oltre che kennesyano. Senza sviluppo non solo si accentuano i problemi sociali, ma si diminuiscono le entrate e si accresce il debito che è sempre calcolato in rapporto al Pil. È come dire che due più due fa quattro. Dunque la Grecia proceda nella sua via di risanamento e di riforme, programmi magari a scadenze più lunghe il ritorno dai debiti, ma abbia la possibilità di crescere. Già una volta chi tentò di spezzare le reni alla Grecia fu deluso. Dovettero arrivare i rinforzi per non fargli fare una pessima figura. Loro hanno qualche marcia in più. Chissà magari li sostiene l’idea di essere stati fondatori della nostra civiltà. E non hanno torto. Ma non è che per questo gli altri paesi debbano pagare a suon di bigliettoni un debito di riconoscenza.

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Commenti all'articolo
  1. L’egoismo nazionalista non ha mai pagato e anche questa volta non pagherà! La Grecia va aiutata ad uscire dalla crisi perché è un paese di frontiera degli “Stati Uniti d’Europa” e perche è il “nocciolo” della nostra cultura. Visto che in due articoli hai nominato la trigonometria e la matematica non dimentichiamo che in Grecia è nato PLATONE. Lasciamo perdere che l’Italia gli ha dato quaranta miliardi se necessario dobbiamo dargliene altri quaranta. Qualcuno leggendo questo commento dirà che sono matto. No compagni non sono matto se riflettiamo che in questo paese le tasse le pagano solo i lavoratori dipendenti e Nenni ce lo insegnò che il nostro stato è “forte con i deboli e debole con i forti”; intere categorie, infatti, non pagano le tasse: andate da un avvocato e chiedete una fattura sentite cosa vi risponde, o da un dentista o da un medico professore universitario o da un idraulico o da un fabbro o da un carrozziere allora avrete la dimostrazione che il nostro Stato è povero e una piccola parte del popolo è ricca. Di questo, però, i nostri politici non parlano già sono i primi a comportarsi in modo indegno con lauti stipendi quando dovrebbero dare il buon esempio come lo dava Pertini. Roba del passato eh! Ebbene ribadisco che il PSI deve tornare all’opposizione e rivolgersi ai cittadini e non alla gente.

  2. Una analisi corretta la tua direttore.
    Mi sembra alquanto elementare comprendere che la strada per salvare il popolo greco, sia quella di congelare momentaniamente i debiti, che hanno nei confronti della finanza, dei paesi, compresa l’Italia e aiutarli nel favorire lo sviluppo possibile, per far fronte alle necessità di sopravvivenza di quel popolo agli estremi delle forze.
    Non sarebbe solamente una operazione di carattere economico, ma umanitaria. L’Europa non può essere così cinica e fare scivolare nel baratro la Grecia, per poi pagarne le conseguenze.

  3. La Grecia è la spada di Damocle sulla testa della zona euro e dell’UE. Quando iniziò la crisi della Grecia sarebbe stato possibile, attraverso l’emissione di eurobond inglobare nel mare magnum del debito europeo il grande debito nazionale greco, piccolo però come quantità rispetto al totale del debito pubblico della zona euro. NO, si volle punire i greci e loro sono là: puniti e poveri ormai al punto di rispolverare l’occupazione tedesca (e italiana) dell’ultima guerra mondiale. UE e BCE continueranno ad usare lo stesso metro di prima? Folli, sarebbero.
    Nel momento in cui la spregiudicata e lucida politica statunitense contro la Russia – Merkel e Hollande alla ricerca di uno sbocco – pone Putin come possibile appoggio per la Grecia, si ingarbuglia la situazione al punto tale che l’Europa si trova “incaprettata” tra USA, Russia e crisi politico-finanziaria.
    Che bello! Forse conviene farsi carico della Grecia, senza tentennamenti, così come conviene per l’UE, farsi carico della pace. E di fare degli obiettivi di Tsipras obiettivi europei.
    Sennò la Grecia potrebbe facilmente rispondere trasformando il debito in titoli irredimibili (pagando un tasso minimo), nazionalizzare le banche, mettere sul mercato moneta con circolazione locale (ricordate le “am-lire?) e fottersi dell’UE, della BCE e del resto del mondo. Magari con garanzie della Russia.
    Ah, la Mogherini dov’era quando Merkel e Hollande parlavano con Putin?

  4. Caro Mauro
    la Grecia ha commesso gravi errori, che la sua gente sta già pagando duramente; ma l’Europa , o meglio dire , la sua miope classe dirigente, come anche tu sottolinei nel tuo fondo, sta facendo di tutto e di più per spingere la Grecia verso il baratro. Senza politiche di investimenti certi e pubblici per la crescita economica, l’Eurozona non esce dalla crisi e dalla stagnazione in cui si trova nel suo complesso. L’austerità e l’insipiente politica estera della Merkel e soci, il caso Ucraina docet, ci stanno spingendo verso tempi bui ed oscuri… mi stupisco che l’Europa Socialista, se esiste ancora, non si faccia sentire . Mi auguro che per il nostro futuro europeo , non si debba ascoltare e votare per le Marine Le Pen di turno, se vogliamo uscire “vivi” da questa situazione critica.
    fraterni saluti
    Adelmo Candolo

  5. La vittoria elettorale Tsipras, dopo circa due anni di propaganda politica fondata su idee utopistiche ,in Grecia disperata ormai sull’orlo della bancarotta ,alla prima uscita internazionale è ritornato a casa con un pugno di mosche in mano : i grandi festeggiamenti post elettorali si sono immediatamente trasformati in un incubo.Le promesse antiausterità del Pulcinella logorroico greco si sono infrante contro la montagna di insolvenze causate dall’allegro clientelismo politico ellenico in primis (3,9 milioni di pubblici dipendenti su una popolazione di circa 10 milioni)unitamente ad una gigantesca corruzione pubblica, il tutto con una prospettiva di sviluppo industriale algebricamente negativo: Il PIL greco è la somma di una industria turistica valida ma non sufficiente ,quella manifatturiera poco presente ,attività agricole lasciano in tempo che trovano.Ora alla luce di una ricchezza traballante,questo imbonitore politico,bontà sua ,chiede di pagare i debiti con della carta straccia ,cioè con suoi titoli di stato a garanzia di un debito la cui solvibilità è pressoché nulla ,nel momento in cui la sua Grecia è entrata matematicamente in default. In buona sostanza di buone intenzioni sono lastricate le vie dell’inferno:questo ragazzo pensava di incartare le diplomazie europee,purtroppo è ritornato incartato.Di fatto gli hanno fatto capire che le castagne dal fuoco non gli le possono tirar fuori i partener europei visto che hanno le loro da sollevare e sono tante.

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