martedì, 23 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Tennis, all’Open di Rio
trionfa Sara Errani
Pubblicato il 24-02-2015


rio tennis

Sara Errani, 27enne romagnola vincitrice dell’Open di Rio de Janeiro

Forse per la prima volta nella storia del torneo, all’Open di Rio de Janeiro, in Brasile, arrivano in finale due italiani. Si tratta di Sara Errani e di Fabio Fognini, che vi accede grazie all’impresa straordinaria di essere riuscito a battere in semifinale Rafael Nadal. Ma c’e anche da segnalare il ritorno di Simone Bolelli.

IL TRIONFO DI SARA ERRANI – E se Fognini manca l’occasione contro David Ferrer, la 27enne romagnola invece non si lascia scappare l’allettante e facile opportunità di portare a casa il trofeo. Si aggiudica, infatti, l’Open di Rio, conquistando così l’ottavo titolo in carriera: è il settimo sulla terra battuta. Torna alla vittoria dopo due anni, con molte difficoltà, con problemi fisici che le hanno impedito di poter disputare e competere nella finale agli Internazionali BNL d’Italia, potendo lottare contro Serena Williams piuttosto che doversi ritirare. Sara Errani è davvero tornata in auge, di nuovo in forma, sempre più tenace, sempre più padrona del campo, capace di controllare bene match anche insidiosi. Non era facile, infatti, per lei risollevarsi e dominare sulla 20enne slovacca Anna Schmiedlova. Invece per lei è sembrato tutto semplice: ottiene nel primo set un paio di volte il break sull’avversaria, che poi li recupera entrambi. Tutte e due hanno un set point. In un primo parziale molto lottato era giusto andare al tie-break. E così, sul 6-6, ecco la Errani tirare fuori tutta la sua maggiore esperienza e non lasciare il minimo segnale di cedimento o di chance all’altra tennista che, troppo giovane, cede soprattutto mentalmente e dal punto di vista nervoso. Crolla nel secondo set, che è una passeggiata per l’azzurra.

L’italiana riesce a chiuderlo facilmente per 6-1, senza che vi sia più troppa partita. Ormai è lei la padrona indiscussa del campo e del gioco, che domina. Sposta l’avversaria come vuole, le riesce tutto, mentre l’altra sembra spaesata, non sa più che fare e si lascia vincere dalla rassegnazione: se nel primo set avevamo visto la Schmiedlova lottare, giocarsela quasi alla pari con la Errani, metterla a tratti in difficoltà, ora commette solamente una serie enorme di errori gratuiti, di colpi non forzati che non fanno che accorciare la durata del match. L’incontro, infatti, si conclude in un’ora e 53’, con un netto 7/6 6/1 a favore della Errani. L’entusiasmo della romagnola è palese e su FB scrive così: “è stata una settimana dura e sofferta…giorno dopo giorno ho lottato con tutto quello che avevo dentro”. Per chi la conosce sa che non è facile per lei auto-controllarsi, non lasciarsi prendere dall’emotività: è sensibile e ci tiene a vincere e a far bene, è anche molto esigente con se stessa e non si sarebbe di certo perdonata di mancare una tale occasione. Un successo meritato, che arriva dopo un duro lavoro (premiato!), soprattutto su se stessa, sul suo carattere e sul suo tennis, sui suoi colpi che ha sempre più migliorato.

L’AMAREZZA A METÀ DI FABIO FOGNINI  Non è andata bene, invece, per Fabio Fognini, che cede ad un passo dal trionfo. Perde in finale contro un eccellente David Ferrer: avversario sempre ostico, è stato di un’incisività e di una precisione estrema, che hanno tolto ritmo all’azzurro, che non è riuscito a mettere pressione allo spagnolo.

Fabio Fognini sconfitto nella finale contro  David Ferrer

L’azzurro Fabio Fognini sconfitto nella finale contro David Ferrer

Una profondità di colpi eccezionale da parte dell’iberico ha costretto a volte molto alla difensiva l’italiano, che si è lasciato sorprendere dalle accelerate improvvise di Ferrer e dai suoi attacchi in controtempo e in contropiede, salendo anche persino a rete, lui che di solito è un fondista inossidabile. Invece Fognini, al contrario, non è riuscito a venire in avanti a cercare il punto, accorciando lo scambio, che gli ha tolto energie ed autonomia, stancandolo con spostamenti da una parte all’altra del campo. L’italiano è sembrato, poi, non credere più in una possibile rimonta ed ha lasciato quasi mano libera a Ferrer.

Sicuramente, però, per il giocatore di Coppa Davis, rimane la soddisfazione di aver battuto, in semifinale, lo spagnolo Rafael Nadal. Ed è probabile che in finale abbia pagato anche la fatica di quell’incontro duro. Contro Rafa (numero tre del mondo) ci son voluti tre lunghi set per venire a capo di un match molto lottato: 1-6 6-2 7-5 il punteggio. Evidente che la stanchezza possa essersi fatta sentire contro Ferrer, soprattutto con le temperature elevate del Brasile. Fognini si ferma in finale a Rio de Janeiro, sconfitto col netto punteggio di 6-2 6-3. Per lui, poi, non è stato facile disputare il match davanti a un pubblico numeroso sugli spalti (a differenza della finale femminile): un po’ di soggezione la mette sempre.

Per il tennis italiano, poi, c’è un’altra nota positiva: il ritorno di Simone Bolelli, che sta avanzando anche nel torneo di Dubai e che, all’inizio dell’anno, ha raggiunto gli ottavi e i quarti di finale, rispettivamente agli Open di Doha e Sidney. Come non poi citare l’altra impresa miracolosa che ha compiuto in doppio con Fabio Fognini agli Australian Open? I due hanno conquistato il titolo di doppio, la prima coppia italiana ad aggiudicarsi un Grande Slam in doppio, sconfiggendo i francesi Mahut-Herbert con un duplice 6-4. Furono solamente Nicola Pietrangeli e Orlando Sirola, nel 1959, a vincere il Roland Garros. Grazie a questo titolo hanno così migliorato il loro best ranking di doppio raggiungendo la 27° posizione, portandosi anche temporaneamente in testa alla race annuale. Sicuramente saranno loro la coppia titolare di Coppa Davis, dove ci sono più dubbi sui singolaristi. Ma anche a tale riguardo, Fabio Fognini ha messo a tacere ogni polemica. Il tennis azzurro c’è.

Ba.Co. 

 

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