domenica, 21 ottobre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Ucraina, inizia la tregua
e il ritiro dal Donbass
Pubblicato il 18-02-2015


Tregua UcrainaLa tregua sembrava lontana nel Donbass, specie dopo gli incessanti combattimenti delle ultime ore. Una tregua non rispettata, che secondo gli occidentali, era da imputare ai filorussi.
Oggi invece il presidente ucraino Petro Poroshenko ha lscaito Kiev per andare al fronte e annunciare che è cominciato “il ritiro programmato” delle truppe da Debaltesvo “con le loro armi”, almeno per quanto riguarda la parte dei lealisti. L’esercito della Guardia Nazionale di Kiev si sta ritirando dopo l’annuncio, ricevuto alle 6.00, verso Artemivsk, a 40 km da Debaltsevo, così come pattuito a Minsk. Lo snodo ferroviario di Debaltsevo, conteso da giorni, viene così liberato dall’artiglieria pesante di Kiev, eppure Maksym Leshcenko, capo dello staff dell’amministrazione dell’autoproclamata repubblica di Donetsk, parla di “resa ucraina”. “Centinaia di soldati ucraini si stanno arrendendo a Debaltsevo e – secondo Leshcenko – consegnano le armi”. Ma la “resa” allora è reciproca, perché anche la parte filorussa sta tenendo fede agli accordi di Minsk e sta ritirando l’artiglieria dalle zone lungo il fronte, così come annunciato dal vice comandante delle milizie separatiste, Eduard Basurin.

La defezione da parte dell’esercito di Kiev (almeno di una parte) per alcuni è plausibile, specie se si considera che appena ieri il portavoce delle forze armate di Kiev, Andrii Lisenko, sosteneva all’Interfax che “non ci sono le premesse per il ritiro delle armi pesanti” dal fronte sud-est ucraino perché la tregua non è rispettata. Oggi il ritiro che sembra effettuato più per una pressione dall’alto, dopo la telefonata tra Hollande, Putin e Merkel e successivamente tra Poroshenko Merkel e Putin, così si è avuto il via libera agli osservatori dell’Osce in Ucraina. Solo con il ritiro delle truppe ucraine si poteva dare il via alla tregua, gli stessi separatisti hanno precisato che la loro è una difesa, di un “un territorio interno” e devono rispondere agli attacchi dell’esercito regolare.

“Non abbiamo il diritto di fermare i combattimenti per Debaltsevo è una questione morale. Si tratta di un territorio interno”, ha detto Denis Pushilin, il rappresentante della repubblica popolare di Donetsk e anche capo negoziatore dei ribelli. “Siamo pronti in ogni momento (a iniziare il ritiro delle armi pesanti) – ha aggiunto – abbiamo tutto pronto per un ritiro comune, ma non faremo niente in modo unilaterale; questo significherebbe rendere i nostro soldati degli bersagli”. Stasera è programmato un colloquio telefonico tra i quattro capi di Stato presenti agli accordi di Minsk 2, Hollande, Merkel, Putin e Poroshenko, nel frattempo il capo della diplomazia Ue, Federica Mogherini avverte i filorussi: “Le azioni dei separatisti sostenuti dai russi a Debaltsevo sono una chiara violazione del cessate il fuoco – ha detto Lady Pesc – i separatisti devono fermare tutte le attività militari. La Russia e i ribelli devono immediatamente e pienamente attuare gli impegni di Minsk“. La Mogherini ha poi avvisato che l’Ue è “pronta a prendere misure appropriate nel caso in cui continuino i combattimenti”.

Liberato Ricciardi

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento