martedì, 16 gennaio 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Ucraina. Putin “riarma” la guerra del gas
Pubblicato il 25-02-2015


Ucraina-Putin-GasIn Ucraina la guerra viaggia sui binari del metano, dopo la decisione di Kiev di tagliare i rifornimenti di gas nel Donbass (zona filo-russa), la Gazprom, la compagnia di Stato energetica russa, ha minacciato di tagliare i rifornimenti all’Ucraina, così come già minacciato in passato. Ieri l’Ad della società, Alexei Miller, ha precisato: “Restano solo 219 milioni di metri cubi di gas prepagato […] occorrono circa due giorni per trasferire il denaro necessario dal conto di Naftogaz a quello di Gazprom. Pertanto, poiché la quantità ordinata è di 114 milioni di metri cubi, le forniture di gas russo all’Ucraina termineranno tra soli due giorni”.

La società energetica ucraina, Naftogaz, ha replicato che non solo Kiev ha ricevuto solo 47 dei 114 milioni di metri cubi di gas destinato alle regioni orientali del Paese, ma che parte delle forniture sono finite nelle regioni del Donbass, dove Kiev non ha più alcun controllo. La decisione di Kiev di tagliare i rifornimenti, ha mandato su tutte le furie il Presidente russo, Vladimir Putin, che non solo ha parlato di questa decisione come “di genocidio”, al termine del suo incontro con il presidente cipriota Nicos Anastasiades a Mosca, ma ha anche avvertito l’Europa, se Gazprom chiude i rubinetti verso Kiev “questo può rappresentare una minaccia al transito del metano russo verso l’Europa”.

Ma l’Europa, quando si tratta di energia, non resta certo a guardare, se sono state abbastanza tiepide le contromisure sull’aggressione in Crimea, oggi l’Ue si ricorda dell’aggressione a Mariupol e annuncia che è pronta a imporre ulteriori sanzioni alla Russia in caso di escalation del conflitto nell’Ucraina orientale.
“È chiaro che se c’è un’escalation, potrebbero essere necessarie ulteriori misure e l’Europa troverebbe la forza a tal fine” ha detto il portavoce Steffen Seibert ai giornalisti durante una conferenza stampa del governo.

Tutto questo nonostante il cessate il fuoco sia stato rispettato così come precisato dal Portavoce Steffen. Ieri, l’incontro dei ministri degli Esteri di Francia, Germania, Russia e Ucraina sembrava avesse riportato tutto alla normalità, invece stamane il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, ha detto alla radio francese che se le truppe separatiste avanzano verso la città ucraina di Mariupol, ciò costituirebbe una nuova linea rossa.

“Ho detto al mio omologo Sergei Lavrov che una tale mossa significherebbe che la Russia vuole fare un collegamento con la Crimea, e che cambierebbe tutto”, ha detto Fabius. Inoltre il Ministro ha anche sostenuto che l’Europa non ha premuto abbastanza con le sanzioni.
Sulla stessa linea il primo ministro britannico David Cameron: “In caso di una nuova grande incursione delle forze appoggiate da Mosca o delle forze russe in Ucraina (…) io spero che l’Unione europea risponderà vigorosamente con nuove sanzioni che colpiscano duramente l’economia russa”. Non solo ma anche annunciato che la Gran Bretagna invierà consiglieri militari in Ucraina a partire dal mese prossimo per addestrare l’esercito di Kiev, senza escludere che nel frattempo potrebbe sospendere la Russia dal sistema bancario internazionale Swift se Mosca continuerà con la sua “politica aggressiva” in Ucraina.

Putin non resta a guardare, sempre oggi ha firmato un accordo militare con Cipro, così che le navi da guerra russe potranno approdare nei porti ciprioti.

Maria Teresa Olivieri

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento