lunedì, 20 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Una maxi-mungitura per salvare le stalle italiane
Pubblicato il 06-02-2015


Un giorno da allevatore-mungitura“Un giorno da allevatore”. Questo il titolo della più grande operazione di mungitura pubblica mai realizzata in Italia – e forse nel mondo – che ha visto la partecipazione di ministri, presidenti di Regioni, sindaci e politici. Organizzata dalla Coldiretti nelle principali piazze italiane – da Nord a Sud – la manifestazione ha lanciato l’allarme sulla profonda difficoltà in cui versa il settore lattiero caseario italiano – che rappresenta la voce più importante dell’agroalimentare – presentando il dossier “Attacco alle stalle italiane”.

LA PARTECIPAZIONE DI MINISTRI E POLITICI – Consistente è stata la partecipazione di ministri, presidenti di Regioni, politici, sindaci ed esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo: dal ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, al sindaco di Roma Ignazio Marino, passando per i ministri – della Salute, Beatrice Lorenzin – e del Lavoro, Giuliano Poletti. La loro presenza nelle stalle allestite in numerose piazze italiane ha rappresentato solidarietà e un concreto sostegno al lavoro degli allevatori italiani al fine di garantire latte fresco e formaggi “made in Italy”.

IL DISAGIO DEL SETTORE LATTIERO CASEARIO – Per costoro a non quadrare sono i conti tra un persistente aumento dei costi e un prezzo – incassato per un litro di latte – sempre più basso: da 0.47 centesimi al litro dello scorso anno a 0.35 centesimi. Secondo quanto emerge dal dossier “Attacco alle stalle italiane” – presentato oggi dalla Coldiretti – dall’inizio della crisi è stata chiusa una stalla italiana su cinque con la perdita silenziosa di 32mila posti di lavoro, e il rischio concreto della scomparsa del latte italiano e dei prestigiosi formaggi (quelli di denominazione di origine protetta, D.o.p., ndr) con effetti drammatici anche sulla sicurezza alimentare e sul presidio ambientale.

MONCALVO: A RISCHIO 36MILA IMPRESE – Secondo Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti a pesare c’è anche “l’embargo deciso dalla Russia ai prodotti agroalimentari europei che, oltre a penalizzare direttamente le esportazioni dei formaggi tipici ‘made in Italy’, sta facendo arrivare in Italia il latte che gli altri Paesi Europei prima esportavano nel paese di Putin”. “A rischio – ammonisce la principale organizzazione degli imprenditori agricoli – c’è un settore che rappresenta la voce più importante dell’agroalimentare: nel nostro Paese le poco più di 36.000 stalle sopravvissute hanno prodotto, nel 2014, circa 110 milioni di quintali di latte mentre sono circa 86 milioni di quintali le importazioni di latte equivalente: per ogni milione di quintale di latte importato in più scompaiono 17mila mucche e 1.200 occupati in agricoltura. E la situazione rischia di precipitare nel 2015 con il prezzo riconosciuto agli allevatori che – denuncia la Coldiretti – “non copre neanche i costi di produzione, e spinge verso la chiusura migliaia di allevamenti che, a breve, dovranno confrontarsi anche con la fine del regime delle quote che terminerà il 31 marzo 2015, dopo oltre trenta anni”, determinando il ritorno al libero mercato.

IL PACCHETTO DI RICHIESTE DELLA COLDIRETTI – Durante la giornata di maxi-mungitura Coldiretti ha presentato all’esecutivo – e al mondo politico – il pacchetto di richieste per salvare le stalle italiane. Tra queste: indicare obbligatoriamente l’origine nelle etichette del latte (anche Uht), dei formaggi e di tutti gli altri prodotti a base di latte; garantire che venga chiamato “formaggio” solo ciò che deriva dal latte e non da prodotti diversi; assicurare l’effettiva applicazione della legge che vieta pratiche di commercio sleale; rendere pubblici i dati relativi alle importazioni di latte e di prodotti con derivati del latte, tracciando le sostanze utilizzate. E ancora, un pronto intervento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato contro le forme di concorrenza sleale e gli abusi di posizione dominante nel mercato del latte; attuare le misure di sostegno agli allevamenti italiani previste dal Piano Nazionale di Sviluppo Rurale; realizzare un piano organico di promozione (in Italia e all’estero) del latte e delle produzioni italiane, (in Italia e all’estero) del latte e delle produzioni italiane, a partire da Expo 2015; promuovere iniziative nazionali per il consumo del latte e dei formaggi di qualità, soprattutto  nelle scuole e nelle mense pubbliche; semplificare le procedure burocratiche e infine garantire che le risorse previste dal “Piano latte” (dotazione finanziaria di 108 milioni di euro – 8 milioni per il 2015 – 50 milioni di euro all’anno per il 2016 e 2017, ndr) del Mipaaf (il ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, ndr) vadano agli allevatori.

Siria Garneri

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