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Opinioni e commenti
 

UNITI NELLA SCONFITTA
Pubblicato il 02-02-2015


Berlusconi-Alfano

Il presidente è fatto. Martedì il giuramento. E Renzi si sente ancora più forte. Se prima non si era fatto tante remore nei rapporti con i suoi alleati figuriamoci ora. Come prima cosa mette in chiaro che Sergio Mattarella sarà “un arbitro imparziale, custode della Costituzione” e pronostica che “diventerà un punto di riferimento per tutti i cittadini italiani, anche – sottolinea – quelli che ancora non lo conoscono bene, come lo è stato Giorgio Napolitano”.

Ma Matteo Renzi passa dal galateo alla concretezza e manda un segnale preciso ai protagonisti, a vario titolo, della partita appena conclusa: “Siamo molto contenti per l’elezione del Presidente. Ci sono le polemiche dei partiti, ma quelle lasciano il tempo che trovano”. E chiude: “Avanti tutta, io non passo i prossimi mesi a parlare con i partitini ma tra gli italiani per rimettere in moto il Paese”.  E allora, dice il presidente del Consiglio, “le regole si scrivono insieme, Forza Italia continuerà a scriverle con noi, io credo, e chi pensava a qualche patto segreto sabato ha avuto la sua risposta” ma soprattutto, il partito di Silvio Berlusconi “avrà tutto l’interesse a stare nel patto delle riforme con noi, ma se non ci starà andremo avanti”.

Ecco, “sulla legge elettorale si ascolta tutti, ma l’Italia ha bisogno di correre e noi mettiamo il turbo. Io penso che oggi ci sia da rimettersi a lavorare con calma e chi deve leccarsi le ferite lo faccia” dice con riferimento all’Ncd. Renzi, insomma, avverte che non c’è altro spazio per fumisterie o riti di mediazione: “Noi siamo qui non per accontentare un deputato o un senatore, non siamo qui a compattare le minoranze interne, ma a fare il bene per l’Italia”. Sul terreno i resti della battaglia che, se da una parte è servita a ricompattare il Partito democratico attorno al nome di Mattarella, dall’altra ha lasciato vittime sul campo. Come Forza Italia e il Nuovo Centro destra che ne escono con le ossa rotte. Un vero terremoto. Angelino Alfano ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza politica e dopo l’uscita di Cazzola si sono aggiunte oggi altre defezioni.

Sacconi in una intervista a Corriere afferma che l’Ncd deve essere pronto a rompere la sua partecipazione al governo se costretto “da atti di controriforma su temi sensibili come il lavoro, il fisco e la giustizia”. A ancora: “Noi dobbiamo essere pronti a rompere. E anche sulla riforma costituzionale, dobbiamo ridiscutere il nuovo Senato: non possiamo accettare una camera di debitori, cioè di Regioni e Comuni, dotata di potere”.  Con Forza Italia, aggiunge Sacconi, “dobbiamo darci la comune prospettiva di una lista unitaria dei liberalpopolari per andare al ballottaggio contro la sinistra unita di Renzi”.  Insomma una sorta di patto contro Renzi. Il Ministro Ncd Lupi risponde duramente alle parole del premier: “A Renzi diciamo che non siamo abituati a fare né siamo nati per fare i cespugli. Non siamo attaccati alle poltrone – ha aggiunto ma – neanche abituati a fare i tappettini. I ‘cespugli’ hanno permesso con responsabilità la nascita dei governi Letta e Renzi”. E riferendo al suo partito: “Non mi sembra che sia assolutamente in discussione” la leadership di Angelino Alfano. “Noi – ha aggiunto – dobbiamo continuare a essere più forti e chiari sul ruolo che l’area popolare vuole e deve assumere presto: questo sarà il confronto e il dibattito che dovremo ovviamente porre al nostro interno, non per leccarci le ferite ma per rilanciare. Come Ncd non ci possiamo riscontrare in quei Matteo – ha continuato Lupi -. Né Matteo Renzi, il segretario del Pd perché siamo alternativi al Pd. Né Matteo Salvini, segretario della Lega che prende posizioni che assolutamente non sono le nostre”.

Il ministro dei Trasporti ha auspicato la ricostruzione di un “centrodestra di responsabilità”. Con Forza Italia, ha sostenuto Lupi, “il dialogo continua e continuerà” anche dopo l’elezione del nuovo presidente della Repubblica: “Non c’è nessuna frattura in questo senso – ha concluso – anche perché vogliamo nell’area del Ppe avere i primi interlocutori della ricostruzione di una proposta che sia alternativa a Renzi, continuando con coraggio a raccogliere i risultati dell’azione di governo”. Curioso sentire un Ministro del governo Renzi parlale della necessità di una alternativa a colui che lo guida. Una sorta di auspicio per una alternativa a se stessi…

Anche in  Forza Italia il clima non è dei migliori. Con Berlusconi al lavoro per tentare di ripristinare una leadership parecchio ammaccata. Martedì sarà a Roma per partecipare alla cerimonia di insediamento al Quirinale del neo Presidente della Repubblica. Ma probabilmente sarà anche un’occasione per fare il punto. Per il consigliere politico di Forza Italia, Giovanni Toti, “Renzi in queste 72 ore ha interrotto quello che era lo spirito del Nazareno. Vorrei dire a chi dice che le riforme si fanno senza Forza Italia, basta guardare i numeri per dire il contrario. Si è interrotto un clima di dialogo per riunificare il Pd. La scelta di Renzi di spostare l’asse verso sinistra pone tutti i partiti davanti ad una riflessione. Sulle riforme decideremo negli organi di partito se andare avanti. Bisogna essere seri, non buttare il bambino con l’acqua sporca, far capire a Renzi che quello che ha fatto non può non avere conseguenze. Ora bisogna andare avanti, anche con gli amici della Lega, superando i dissidi del passato. Il nostro primo dovere è creare un centrodestra che torni a vincere”, aggiunge Toti.  Quanto ai rapporti con Ncd, “noi speravamo che il patto di condivisione con Ncd andasse fino in fondo, ma il loro partito non senza lacerazioni si è spaccato. Ora mi aspetto riflessioni più profonde sul loro ruolo. Se si chiamano Nuovo centrodestra hanno il dovere di stare nel centrodestra e non con un piede dentro quel governo che ha spostato l’asse della politica a sinistra. Chiariscano la loro posizione”.

E a Fitto dice: “Voglio fare appello per assumersi delle responsabilità. Lui ha fatto un’opposizione a viso aperto, gliene va dato atto. Ora trasformi le idee di opposizione in idee di gestione, entri dentro con patto generazionale, un ‘patto dei quarantenni’. Non è il momento delle divisioni”.

Insomma dopo la sberla presa sul Quirinale, Forza Italia e Ncd, uniti nella sconfitta, si trovano più vicini consapevoli che marciare su binari separati non paga per nessuno dei due.

Ginevra Matiz

 

 

 

 

 

 

 

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