venerdì, 19 gennaio 2018
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Opinioni e commenti
 

Urne e diamanti.
Il nuovo post mortem
Pubblicato il 13-02-2015


Diamante-ceneri-defuntoUn gemmologo potrebbe non essere in grado di distinguerli. Solo una macchina con una luce polarizzata può rilevare le differenze tra un diamante naturale e il cosiddetto “diamante della memoria”, pietra preziosa che si ottiene dalle ceneri umane dopo un lungo procedimento, terzo e alternativo modo di conservazione delle spoglie umane dopo l’inumazione e la cremazione. Unicità e irripetibilità le due caratteristiche di questi diamanti, le stesse della persona cara da cui provengono.

“La scelta del diamante è fortuita. Nel corpo umano vi è una percentuale di carbonio, sostanza che compone il diamante e che – in seguito alla cremazione – resta e si conserva” spiega all’Avanti! Christina Sponza, responsabile Marketing e Comunicazione di “Algordanza Italia”, operativa nel nostro Paese dai primi del 2009. Nata dall’idea di Walter Mendizza, Christina Sponza, Federico Pagliari – di professionalità e storie di vita differenti diverse, Algordanza Italia è la realtà italiana del gruppo elvetico – fondato da Rinaldo Willy – specializzato nella realizzazione di autentici diamanti – derivanti dalle ceneri umane di cremazione – senza aggiunta di alcun additivo. Algordanza – parola che in romancio (lingua romanza parlata in Svizzera, ndr) significa ‘ricordo’ ha iniziato la sua attività in Svizzera nel 2004, per poi espandersi rapidamente in Europa, a partire dai Paesi di lingua tedesca. Attualmente è presente in più di venti Paesi al mondo, tra cui il Giappone. “Una domanda molto forte quella giapponese perché ai giapponesi appartiene la cultura della cremazione, e la propensione alla miniaturizzazione, dipesa dal bisogno di salvare spazio” rileva Sponza. Ottenute le ceneri, queste vengono analizzate e pulite per essere poi sottoposte a “un procedimento fisico e chimico che trasforma la cenere umana in grafite di carbonio che, a sua volta, viene inserita in una macchina a pressione e temperature elevate” illustra la responsabile Marketing di Algordanza. “Lì dentro gli atomi di carbonio cominciano a legarsi, e il diamante – nel corso di alcuni mesi – si accresce.

Sul fronte dei prezzi, questi variano a seconda della dimensione: si parte da una base da 0.3 carati che costa circa 4.000 euro (Iva esclusa) sino ad arrivare a un massimo di 1 carato al prezzo di circa 15.000 euro. Nel nostro Paese il potenziale cliente che si rivolge ad Algordanza “è di livello economico medio, a volte medio basso. Talvolta sono disposti anche a fare delle rate e a indebitarsi” fa presente l’esperta. Qualora le ceneri non fossero disponibili o fossero scarse, “il cliente può richiedere che il diamante venga realizzato da una ciocca di capelli: i capelli contengono molto carbonio e rappresentano un ottimo materiale ‘integrativo’” – aggiunge Sponza. Per quanto concerne le differenze tra un diamante creatosi in natura e uno in laboratorio l’esperta spiega che l’unica diversità risiede negli anelli di accrescimento. “In quelli naturali sono irregolari, in quelli sintetici gli anelli sono regolari. La spiegazione risiede nelle diverse condizioni di temperatura e pressione presenti in natura – che variano nel corso degli anni – e in laboratorio”. Inoltre, i diamanti realizzati con ceneri umane hanno un’altra particolarità: “ogni diamante realizzato – rende noto Sponza – assumerà una sfumatura diversa di blu: a determinare le varie nuances è infatti il boro, un elemento chimico che si lega agli atomi di carbonio e cambia da organismo a organismo”. In ogni caso le ceneri rese diamanti si potranno incastonare in un anello, per impreziosire una mano. O al collo, per esempio in un pendente.

Vicino al cuore.

Silvia Sequi

 

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