martedì, 16 gennaio 2018
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Opinioni e commenti
 

Vi dispiace se parlo un po’ di noi?
Pubblicato il 02-02-2015


Possiamo fare un bilancio dell’elezione di Sergio Mattarella? Possiamo introdurre valutazioni sulla duplice tenuta del quadro di governo e del patto per le riforme? In parte ho già scritto il mio pensiero che voglio solo sintetizzare così: ha vinto Renzi, che è riuscito a compattare il suo partito ed estendere i consensi addirittura oltre i confini delle forze che dovevano appoggiare la candidatura di Mattarella. Per la prima volta si parla infatti di franchi sostenitori. Che a mio avviso sono anche più di quel che sembra se un numero cronico di franchi tiratori è comunque venuto alla luce. Hanno anche tentato di contare i voti, come si fece col metodo Mastella a proposito dell’elezione di Marini a presidente del Senato nel 2008. Diversificando l’espressione del nome e del cognome. Con sigle, punti, virgole. Il voto segreto è divenuto controllato. Corretto? Ne dubito.

Ha vinto ancora una volta la vecchia Dc. Con Renzi segretario del Pd e presidente del Consiglio e Mattarella alla presidenza della Repubblica hanno ragione quanti, pressoché tutti, hanno richiamato la vocazione ex democristiana prevalente del Pd e il tramonto della sua classe dirigente ex comunista. Potremmo dire: ben gli sta. Hanno evitato l’unità socialista dopo l’89 per non finire in braccio a Craxi e sono finiti in braccio alla balena bianca. Contenti loro… Già ho richiamato il fatto che proprio a fronte dell’elezione del presidente della Repubblica sono riapparse le vecchie identità. Mattarella è stato un dirigente e ministro della Dc con Goria, De Mita e Andreotti dal 1987 al 1990, parlamentare per 25 anni, dal 1983 al 2008.

Si è dimesso dal governo su ordine di De Mita assieme agli altri ministri della sinistra democristiana nel 1990 ed è riemerso ancora come ministro con D’Alema e Amato tra il 1998 e il 2001. Dal 2011 è giudice costituzionale. Se ci pensiamo ha un pedigree simile a quello di Giuliano Amato. Anzi un po’ meno autorevole perché Amato è stato per due volte anche presidente del Consiglio. Mattarella è degno di salire al colle, Amato invece no. È vero che a Renzi importa poco il passato, non è particolarmente appassionato di storia, almeno a sentire di come parla di Berlinguer e di Craxi. Ed è giusto quel che Nencini mi ha risposto. La scelta di Mattarella era quella che più della candidatura di Amato univa il Pd. Viene però spontanea la domanda: perchè?

È vero che la nuova classe dirigente del Pd, più ancora dei vecchi ex comunisti oggi in disuso, non ama i socialisti, forse neppure quelli europei. Sono più figli di Veltroni, che è nato kennediano, che non nipoti di Napolitano. Sono anti identitari, ma se proprio devono salvare qualcosa salvano Dossetti, La Pira, qualche pagina di Fanfani. Bé, che altro è Mattarella? Il Pd in questo momento non è la somma di ex democristiani ed ex comunisti, ma la prosecuzione, l’attualizzazione e la sintesi del cattolicesimo progressista e in parte della stessa sinistra Dc. La quale si spinge per amore del vecchio partito anche ad esaltare De Gasperi, che di Dossetti fu avversario e la causa del ritiro dalla politica di quest’ultimo. Una sinistra Dc generosa anche con la destra. Costoro non possono sputare nel piatto di chi li ha appoggiati e legittimati. Dunque se hanno eliminato gli ex comunisti, non hanno eliminato la loro storia. Anzi, certo strumentalmente, finiscono per esaltare Gramsci e l’Unità, Berlinguer, e perfino Togliatti al quale la Camera ha riservato una mostra nel cinquantesimo della morte.

Noi, invece, siamo praticamente scomparsi sia come partito sia come storia. Per colpa di chi, direbbe quel tale? Penso che la colpa sia anche un po’ nostra. È vero. I democristiani e i comunisti, soprattutto i primi, hanno saputo mantenere una qualche forma di solidarietà tra loro. Anche nella divisione politica più netta, hanno creato fondazioni unitarie, sul piano storico esaltano la loro tradizione, e quando si parla di eleggere uno di loro si uniscono tutti. I socialisti invece hanno cominciato a litigare dopo la fine del Psi e continuano, quelli residui e viventi, a litigare ancora accapigliandosi su chi ha tradito e chi no, su chi è a destra e su chi è a sinistra. Perfino sulla candidatura di Amato non ho sentito unanimità. Stefania Craxi ha usato termini molto duri su Amato, e così altri compagni e amici su Facebook. Altri hanno taciuto. Peccato.

Stanno cancellando la nostra storia e la nostra identità di socialisti italiani, riformisti e liberali e noi non sappiamo nemmeno unire le energie residue in un unico grande sforzo contro la nostra estinzione. Da Caldoro a Cicchitto, da Martelli a Formica a De Michelis, da noi che siamo nel PSI ad Epifani e La Ganga che sono nel Pd, da tutti quelli che pensano che le nostre conferenze programmatiche, i nostri congressi, i nostri Mondoperaio, Critica sociale, Avanti!, le nostre elaborazioni culturali, le nostre riforme sociali e civili, tutto questo ed altro, debbano vivere, quanto meno nella memoria, ma io penso anche nella politica, serve un segnale. Assieme ai radicali e quell’area laica che ha sempre rappresentato il 20 per cento degli italiani e che oggi non è praticamente più rappresentata in Parlamento serve un segnale di vita, serve una luce di speranza.

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Commenti all'articolo
  1. Caro Mauro, io sono pronto ad aiutarti se vorrai, se stiamo fermi la Balena bianca appena risorta ci inghiottira` con il giubileo festoso degli ex comunisti, comunque anche loro mal messi. Questo partito va scosso, stiamo rischiando di fare la fine della rana bollita, cosa che sostenni nel congresso del 2013.

  2. Avanti tutta direttore. Forse è il momento di coagulare intorno all’avanti e a mondoperaio tutte le energie laico/socialiste/riformiste. Il problema a mio avviso non è quello di un simbolo sulle schede elettorali è di come far vivere una idea politica e una storia che stranamente è sparita solo in Italia.

  3. Se non lanciamo segnali non verrà nessuno. Renzi ha voluto stravincere ed è tornato un po’ all’Ulivo ed un po’ alla Balena Bianca. Una DC in chiave bipolare, praticamente onnivora. A noi socialisti ed ad Amato non ci difende nessuno. Tranne B., che pero’ è in picchiata. E’ tempo di riprendere i voti che gli abbiamo dato in prestito per vent’anni. Compagni, timing.

  4. Cominciamo da subito a creare il terreno per l’obiettivo che indichi , anche perchè se diciamo che l’Italicum è una buona legge elettorale la logica conseguenza è prepararsi a superare il 3 % e quella che indichi è l’unica strada da percorrere.

  5. Hai proprio ragione Mauro, serve un segnale! E’urgente perché se uno come me, socialista da sempre e orgogliosamente ateo, è costretto a fare il tifo per Papa Francesco, Matteo Renzi e Sergio Mattarella, vuol dire che c’è qualche cosa che non va. La colpa è dei socialisti per primi e dei laici in generale che sembra abbiano scelto la nullità. Hanno dimenticato la loro tradizione operaia che, nel ventunesimo secolo, significa farsi portavoce dei tecnici, dei “maker” per usare un termine in voga, degli ingegneri delle opere e di quelli della società civile che costruiscono il welfare (benessere, tradotto in italiano). Ma per ridistribuire il reddito, il reddito ci vuole! Occorre crescere e tutti quelli che sostengono la decrescita felice sono dei pazzi scatenati. Pazzi ma coerenti: infatti Casaleggio, per far tornare i conti delle sue teorie, nel suo popolarissimo video Gaia, mette in conto la terza guerra mondiale per dimezzare la popolazione, altrimenti i conti non tornano. Invece all’ombra del Vaticano si sostiene la crescita. Non mi meraviglierei se fossero proprio loro, i “Pontefici”, a farsi portavoce della riattivazione del progetto Ponte di Messina, indispensabile per l’alta velocità merci (che la Cina è disponibile a finanziare perché il suo investimento, in Africa, comincia a produrre materie prime e beni che debbono essere esportati). Il nostro Vice Ministro ai Trasposti Riccardo Nencini non può lasciare che l’erario italiano paghi un miliardo di euro di penali perché Monti e Passera due anni fa fecero i “compiti a casa” assegnati a Angela Merkel. Il compito era fare quanto serviva per non penalizzare il porto di Rotterdam dove attualmente vanno a finire i container provenienti dal nord Africa, con costi enormi e tempi di percorrenza infinti. Allora, Segretario PSI e Vice Ministro ai Trasporti Nencini, prima che lo proponga Papa Francesco, volgiamo farla questa operazione shock che finalmente unificherebbe l’Italia, da Palermo a Trieste, alla faccia dell’”Italia Unica” di Corrado Passera? Vogliamo aprire tanti cantieri, finanziati dalla Cina e tutti gli operatori che utilizzeranno il nuovo corridoio? Vogliamo darne il merito ai socialisti? Vogliamo dedicare il Ponte di Messina alla memoria di Bettino Craxi?

  6. Caro direttore condivido molte cose da te dette in questo articolo. Apprezzo il tuo appello, ma francamente, onestamente, credo che è tardi, troppo tardi. Richiamare i vari personaggi della nostra storia, non sarà come quando Enzo Tortora rientrò in TV con la sua celebre frase: dove eravamo rimasti! La storia non fà sconti, nè l’orologio torna indietro. Non credo che ciò possa funzionare nè avvenire. Non può funzionare perchè sono tutte persone, anche di una certa età, che non hanno più nulla da dire e tanto meno da dare. Nell’immaginario collettivo essi rappresentano il peggio del peggio. Non è vero, non è giusto , ma cosi è. Non avverrà, perchè, come dice Martelli, quasi tutti loro si sono “sistemati” in più parti, a cominciare da Amato per finire a Caldoro, e gran parte di quelli che tu nomini. La data del 31 Gennaio 2015, non sarà ricordata solo per l’elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica. ESSA a mio avviso segna la fine del movimento socialista nato nel 1892 a Genova. E’ morto in tutte le sue variabili, socialista, comunista, socialdemocratica, anarchica, radicale ed anche , come la chiameresti tu, socialista-liberale. Troppi errori abbiamo fatto noi socialisti, ed anche se la storia ci ha dato ragione, oggi noi siamo fuori dalla storia. Anche la sottile soddisfazione di vedere gli eredi del PCI, da Bersani a Ventola , comportarsi come certi tacchini o capponi contenti che il 25 Dicembre arriva il Natale, non mi rende felice, anzi. La classe politica degli ultimi trentanni della sinistra italiana si è suicidata, e con essa i valori, gli ideali, le speranze di tante generazioni brucate, tradite. dimenticate. Oggi nasce un’altra storia, con la quale l’altra non ha nulla a che fare, se non per la opportunistica partecipazione personale, di piccolo profilo, umano oltre che politico.

    • Molto bello e molto giusto il tuo articolo, ma ritengo che qualcosa occorre tentare e qualcuno (ma perchè non il Segretario?) dovrebbe tentare di mettere insieme una classe dirigente più autorevole della attuale.

  7. Caro del Bue.Un compagno della Federazione di Nuoro,Carlo Cadeddu,lombardiano fino al midollo ma con Craxi ,presidente del Consiglio, leale senza mai eccedere come tanti di noi ,nella tifoseria,soleva dire mestamente:il PSI è morto con Craxi.Aveva ragione,sopratutto dopo la lettura delle tue parole qua sopra.Tra noi c’era chi poteva rappresentare un partito in salute ad una condizione :Craxi alla guida.Bettino aveva quel carisma mai messo in discussione.Ero presente(politicamente)al Midas e posso testimoniare quanto sentita fu la delega a questa forza della natura che Bettino Craxi incarnava.Tutti l’uno contro l’altro armati per evitare che la guida cadesse nelle mani di uno di loro.Anche oggi pare sia così e di nuovo.Ci vorrà un altro Midas stimatissimo Mauro.S tratterà di ricreare quelle condizioni.Con la consapevolezza che Craxi non tornerà mai più e dovremo fare da soli.

  8. Condividendo lo scritto di Mauro Del Bue ribadisco l’appello che ho fatto in un post di Facebook, raccomandando l’unità del Partito, pur nella diversità delle opinioni peraltro sempre legittime. Chi lo ama, e noi lo amiamo altrimenti non saremmo qui e, molti come me non sarebbero tornati, nonostante opportunità offerte altrove, perché fondamentalmente ci crediamo e perché intimamente la filosofia socialista è parte di noi, del nostro DNA. Ora però tocca a tutti fermarsi un minuto e guardare un attimo indietro, non agli anni 80 troppo spesso richiamati da Compagni nostalgici, ancorché motivati nell’analisi, ma molto più vicino all’oggi, alle occasioni perse ed agli errori commessi, di cui tutti, anche chi stava altrove, può in parte od in toto sentirsi responsabile. Dice bene il Compagno Del Bue: non riuscimmo a fare l’unità a sinistra con Craxi, non ci siamo riusciti con “la Cosa” (nè1 né2), non potemmo farlo con i DS, né tantomeno, spero lo faremo con un PD ormai democristianizzato. Allora serve quello scatto di orgoglio che richiamo di continuo nei miei appelli: non voglio fusioni con questo o quello, magari, come sembra un po’ trasparire dal tuo articolo Direttore, con i radicali ripensando all’esperienza negativa della “Rosa nel Pugno”. Vorrei una spinta forte per il PSI, per ciò che esso è in grado di fare e di rappresentare ancora, oltre gli incarichi, oltre le poltrone, ma per la gente, per le persone, per le nostre collettività. So che questo discorso sarà bollato come retorico, so che qualcuno risponderà dicendo “comincia tu”, ma vorrei capire da dove, visto che in molte realtà le nostre comunità sono residuali, marginali, a volte scomparse se non per la testimonianza di qualche anziano Compagno come me. Allora si deve ripartire dal centro, da chi oggi ha in mano gli strumenti, le opportunità, la guida del Partito, puntando il suo lavoro – con i suoi collaboratori più stretti – alla rivitalizzazione ed alla ripresa di una credibilità all’interno degli spazi politici che son convinto, magari sbagliando, ci siano tutti. Non per imbarcare nessuno, ma per aprire ad un ideale, a qualcosa che se in passato qualcuno ha infangato per distruggere, nella realtà è ben vivo e presente. Ci sono Compagni in libertà che forse attendono una chiamata: ricerchiamoli ancora una volta, senza promesse, senza che debbano sentirsi padroni o aver percorsi più spianati rispetto ad altri, ma per ciò che ancora possono dare credendo ancora in un valore su cui essi stessi per anni si sono spesi. Guardiamoci dai falsi, quello sì, da chi ha speculato altrove contro di noi, dimenticando le origini. Per tutto il resto vale la pena di lasciar da parte antichi rancori perché come diceva un grande socialista, Sandro Pertini, “con il risentimento, niente di buono si costruisce, né in morale, né in politica”. Su questo percorso credo che si possa davvero ripartire, con calma, con il tempo, ma sempre presenti e sempre Avanti!

  9. L’analisi la condivido fino a “… Penso che la colpa sia anche un po’ nostra. ….”. Il resto è un rimasticamento nostalgico che non condivido affatto anzi lo respingo decisamente. Sono stufo di questi richiami ai Cicchitto, Martelli, La Ganga tutti carneadi che quando è stato il momento di tenere duro e difendere il partito hanno preso la borsa e si sono dati a cominciare da Amato che anche se lo volevo Presidente era solo per la sua competenza giuridica e non certo per la sua militanza Socialista. Quando i tempi sono stati bui avete lasciato i sottoscritti a tenere duro e voi siete andati alle Maldive perciò non continuate a romperci le scatole con questo richiami nostalgici che irritano e basta. Si pensi piuttosto a quello che dobbiamo fare domani: difendere l’Italia da tutte le oligarchie che vogliono affamarla, creare lavoro e difendere i lavoratori forse sarebbe il caso che vi andaste a rileggere l’inno del partito quando c’era Filippo Turati.

  10. Craxi è stato il primo leader italiano dell’era moderna. Coincidenza di personalità straordinaria e crescita dei media e del potere annesso ai media negli anni 80. Caduto Craxi, cade il partito, cosi’ come caduto Di Pietro cade IDV poi, Bossi con la Lega, salvo trovare altro leader forte. Caduto Silvio finisce FI. E’ tanto semplice: i partiti leaderistici finiscono con i loro leader. Oggi tutti i partiti sono leaderistici. La base conta ma non fa la differenza.

  11. Caro Mauro hai perfettamente ragione. Per fare questo però occorre cominciare a parlarsi e costr4uire una base programmatica chiara, semplice e incisiva. Se non facciamo questo e continuiamo a ricordarci quanto sono cattivi quelli che sono intorno a noi il 3% non lo prendiamo.

  12. In questa occasione oltre ad alcune identità politiche, non pervenuta quella socialista ma sempre presente e indistruttibile quella democristiana…sono riapparse a sinistra, anche le vecchie tattiche. Mi riferisco al sostegno convinto, apparentemente incomprensibile, di Sel alla candidatura di Sergio Mattarella.

  13. Mauro, sei sempre lucidissimo nelle tue considerazioni, come si fa a darti torto.
    Siamo rimasti “quattro gatti” e continuiamo a darci contro, non riusciamo a trovare un minimo comun denominatore.
    Tutti i partiti si identificano in un una persona forte, sono quasi sparite le proprie identità, credo che come socialisti siamo rimasti gli unici, ma questo non basta per fare una entità che possa pesare nei voti.
    Certamente vi è uno spazio laico, socialista e riformista che aspetta di essere occupato, ma serve un leader forte che aggreghi questa realtà e noi ancora non l’abbiamo e neanche si intravede.

  14. DUE DEMOCRISTIANI SUL TRONO DELLA REPUBBLICA!!! La storia si ripete in Italia . Si può parlare e parlare di laicità dello stato , dei diritti civili , del testamento biologico, dei diritti nelle coppie di fatto , dei matrimoni gay, dell’eutanasia e di tantissimo altro da discutere e farne leggi ma niente si muove . TUTTO TACE !!! Il Partito Socialista Italiano , nel passato vedi ad esempio Loris Fortuna , si è sempre contraddistinto per quelle battaglie di CIVILTA’ e GIUSTIZIA SOCIALE !!! Quante prese di posizione politica su questi temi . Ora TUTTO TACE !!! Non una parola , non un intervento per non disturbare il manovratore Renzi ed ora che sono in due i democristiani ai vertici dello Stato ve lo immaginate cosa riusciremo a non fare e dire ??? Per tre votazioni hanno votato Emma Bonino ma quando è arrivata quella buona si sono guardati bene di continuare a votarla ed hanno votato Mattarella !!! Tutto pianificato per non disturbare e per non essere presi per gli orecchi . In poco di dignità ed orgoglio socialista non guasterebbe !!! Fraternamente . Gabriele Martinelli Socialista di Lucca Ps. I miei interventi sono esclusivamente a carattere politico e mai a carattere personale.

  15. Caro direttore, hai ragione. La colpa è anche un po’ nostra e dobbiamo darci da fare. E’ questione anzitutto di idee e progetti, poi di organizzazione. Ambedue latitano. Occorre una classe dirigente diversa, più giovane. Occorre staccarsi sia dall’anticomunismo viscerale (tu stesso hai lasciato intendere che “la ditta” bersaniana è la prima sconfitta dalla manovra di Renzi. Al suo posto vi è la parrocchietta) sia dalla tentazione bolscevica. Credo che una prima fase, quella della necessità di essere ad ogni costo in parlamento, ingoiando qualsiasi rospo (e do’ atto a Nencini di averne ingoiati tanti) sia da archiviarsi. Ora viene il momento delle scelte e della dignità. Non possiamo permetterci più di essere la fotocopia del PD, né di farci trainare e benedire da chi, sostanzialmente e molto veltronianamente, vuole la nostra morte. Occorre raggiungere una nostra identità compiuta, non storico documentaria, ma fattuale. Proposte diverse e maggiormente incisive rispetto al voto ai sedicenni.

  16. Ho già espresso in altro commento che l’obiettivo di Renzi e di quelli che intorno a Renzi si muovevano, avevano il fine di far fuori gli ex-comunisti e di impadronirsi del PD. Ce l’hanno fatta: venivano quasi tutti dalla Margherita.
    Ai socialisti che resta, per esistere?
    Farla finita di pensare al passato e di decidere una politica per l’oggi e per il domani e di sporcarsi le mani per portarla dentro la società italiana.

  17. Ritornare alle proposte socialiste, laiche, libertarie, dei diritti civili, dimenticati (o forse rimossi).
    Ritornare ad esserci, semplicemente, sui problemi. Che ci sono e che attendono risposte.
    Il 10, il 15, o addirittura il 20 % potrebbero realizzarsi SE:
    1) se la si smettesse di litigare all’interno;
    2) se si ricominciasse a dare credito al merito, allo spirito di iniziativa, al rivalutare virtù civili, a parlare un linguaggio di verità;
    3) se non si avesse timore di chi è più grande e più forte (sono “anche” le idee che, a suo tempo, resero più forte il PSI) e a proporre ciò in cui veramente si crede sia giusto fare per l’Italia e in Europa;
    4) se si iniziasse a studiare caso per caso cosa occorrerebbe fare per ridare fiducia agli italiani, parlando una lingua vera e non retorica, non mimata e falsamente propositiva;
    5) se si avesse, infine, il coraggio politico di spiegare senza mezzi termini l’Altra Storia e per quale motivo si è giunti fin qui: raccontando “perchè” la scuola e le università italiane sono agli ultimi posti nelle graduatorie internazionali;
    “perchè” sono stati combattuti da “alcuni”, dalla metà degli anni Sessanta fino a ieri, il merito e l’impresa;
    “perchè” questa lotta ha premiato solo la demagogia e il populismo affondando l’iniziativa e il credito;
    “perchè” il lavoro, l’impegno personale e individuale sono stati demonizzati e a vantaggio di chi;
    “perchè” tutto ciò ha stimolato la crescita della corruzione e del nepotismo;
    “perchè” e da chi sono stati fatti patti leonini con settori della magistratura e a vantaggio di chi e per salvare chi.

    Spiace vedere le divisioni e le recriminazioni a chi molti anni fa è stato socialista, al tempo di grandi Figure (Lombardi, Nenni, Craxi, Martelli e tanti altri) con i quali si discuteva sui valori. In quegli anni, seppur eravamo ancora numericamente “piccoli” non ci si esimeva dal confronto, anche aspro, con i partiti più grandi, quasi giganti monopolisti della comunicazione politica. Spiace leggere oggi di accuse e rimproveri. Essere un piccolo partito, all’epoca, non fu di ostacolo al coraggio, alla discussione, al confronto. Ma tutto fu e si crebbe perchè non ci si divideva di fronte alla “concorrenza” politica che, anzi, era aggressiva e mal ci vedeva. Oggi, troppo spesso, leggo di recriminazioni personali, di accuse e di assurde gare a chi sarebbe “più-socialista-dell’altro”. Credo che la fortuna di avere a disposizione una rete dovrebbe trasformarsi in una occasione per “riunire ciò che è sparso”, lavorando sui contenuti e sulle proposte. C’è una Italia, la nostra Patria da salvare. E i nostri figli attendono il futuro che saremo in grado loro di dare. Per ora, purtroppo, vedo troppe divisioni.
    E quando si è divisi, più si è divisi e meno si conta.
    Mi rendo conto che per completare l’elenco e portarlo a termine ci vuole coraggio, bisogna crederci, come a suo tempo molti hanno creduto, magari rischiando e pagando. Ma sono ottimista sul sostegno dei socialisti, dei liberali, dei laici sparpagliati e dei disillusi.
    Anche una volta eravamo piccoli. E ci sottraemmo con forza e vigore all’abbraccio tra DC e PCI. Ora il PD di Renzi ha definitivamente siglato quel matrimonio.
    C’è ancora però larga fascia di italiani a cui dare ascolto, a destra, al centro e anche a sinistra e aprirsi e parlare con loro.

  18. Forza Italia e NCD sono in crisi, il PSI è subalterno e ininfluente, i padri più o meno nobili sono anziani anche se vispi. Ci sono nostri cocci sparsi ovunque chi può metterli insieme? Coloro che hanno testa o che comunque mantengono posizioni significanti. Butto lì dei nomi: Del Bue, Martelli, D’Alfonso, Caldoro, Tognoli Nencini Sacconi Brunetta Bobo Stefania Epifani Formica Biscardini Vizzini.
    Ciascuno potrebbe mettersi a disposizione di un progetto condiviso e definito. Penso che se ti attivassi tu con i milanesi potrebbe essere un buon inizio. Il Socialismo è Milano. Da sempre.

  19. A me farebbe molto piacere non solo se parlassimo un po’ di noi, ma che si facesse anche qualche cosa per noi. Mi spiego meglio. L’impegno dei nostri pochi Parlamentari è lodevole per le proposte di legge sempre puntuali ed utili e li esortere a continuare su questa strada. Quello che a mio avviso ci manca un po’ è l’impegno a tempo pieno per il PSI da parte di chi ha competenze, capacità e tempo per poterlo fare. Le condizioni di un enorme lavoro da fare ci sta tutto per ridare fiducia ai Segretari Regionali e alle Federazioni che sono il cuore pulsante del partito. Nelle condizioni attuali c’è bisogno di disegnare un percorso comune, pur considerando i soliti dissidenti, che ci porti a dibattere sulla nostra situazione e come produre politica e idee sul nostro futuro raggruppando dove possiile alcune Regioni limitrofe e poi piano piano allargando il cerchio di influenza fino ad arrivare ad una kermess nazionale. Credo che uomini di valore e idee per far questo non ci manchino e la disponibilità alla crescita e al riassemblaggio dei socialisti siano un alto potenziale da sfruttare nel miglior modo possibile.

  20. Rispondo a LP. Io non ho proposto di fare un partito da Caldoro a Epigani, ma che tutti, da Caldoro a Epifani, si ritrovino in qualche forma a difendere la storia del socialismo riformista e liberale. Esattamente come hanno saputo fare i democristiani e per la verità perfino i comunisti…

  21. Caro direttore, le tue considerazioni sono condivisibili,però dobbiamo smetterla di lagnarci, di dare colpe a destra e a sinistra,dobbiamo farcene una ragione: le colpe maggiori sono le nostre.
    La nostra capacità di analisi e di proposta ci viene riconosciuta,
    ma è anche vero, che non siamo capaci di creare aggregazioni
    e superare senza traumi, le divergenze che inevitabilmente si creano all’interno di una forza politica.
    Le conseguenze: i socialisti nell’immaginario sono da per tutto come il prezzemolo, ma non riescono ad aggregarsi per fare massa d’urto.
    L’entusiasmo della Costituente è durato neanche una stagione, abbiamo depauperato un patrimonio politico e siamo punto a capo, di chi è la colpa?
    Dobbiamo prendere atto che non sarà possibile avere aiuti da leggi elettorali, lo sbarramento al 3% non è necessariamente una condanna a morte, se sapremmo aggregare almeno una parte di quel 20% di area di pertinenza, come tu asserisci.
    Per far questo occorre una proposta credibile, frutto di un serio dibattito all’interno di una CONFERENZA PROGRAMMATICA.
    Dagli ultimi interventi del segretario Nencini fino alla tua intervista di sabato scorso, la cosa mi sembra fattibile.
    FACCIAMO UNO SFORZO, NE VALE LA PENA.

  22. caro Direttore, i nomi che hai citato non faranno nulla per il PSI o il socialismo in genere ! si sono accasati altrove e là resteranno (vitto, alloggio e salario garantito); se non ci difendiamo da soli non ci aiuta nessuno. Rifiutando Amato si è perso l’ultima possibilità di presentare una persona della “vecchia guardia”, ora bisogna guardare e lavorare guardando in avanti. Lascerei perdere la Rosa nel Pugno (i radicali con il loro opportunismo politcio hanno stancato tutti) e penserei di più a forma federative su alcuni specifici punti. Potete cominciare a proporne alcuni ? lavoro, sistema pensioni, cultura, etc…

  23. Molto bello l’articolo, caro Direttore, gli altri fanno squadra noi invece siamo capaci di dividerci ed differenziarci e magari per farci dispetto reciprocamente avvallare posizioni di altri.
    Personalmente sono convinto che un partito debba essere l’espressione della gente e portare avanti gli interessi della comunità che rappresenta, ma se i dirigenti rappresentano solo se stessi credo che non ci siano ne ci saranno margini per un riconoscimento in termini di consenso.
    Rilevo peraltro che quasi sempre parliamo al passato incentrando l’attenzione sul periodo di CRAXI ed il dopo CRAXI
    dimenticando, forse, che nel fra temo democristiani e comunisti hanno saputo dar vita, non senza fatica e non senza spaccature, ad un soggetto nuovo che non è più la DC o il PCI formazioni che avevano un senso nel dopoguerra ma che con il crollo del muro di Berlino hanno perso ogni significato ed hanno saputo ricollocarsi in un area politica del tutto nuova, o quasi, sottraendola alle formazioni laiche, democratiche e socialiste: non ci sono più spazi da occupare e o da rappresentare.
    Quali proposte concrete sta facendo il nostro partito in materia di lavoro, pensioni, tutela dei giovani e dei meno abbienti, per la tutela di uno stato sociale che dia un minimo di dignità a chi ha poco o nulla ovvero è meno fortunato.
    La situazione contingente grave e difficile fa si che alla gente interessi ben poco se storicamente hanno vinto i socialisti anzichè le posizioni comuniste o democristiane.
    La gente preferisce questo o quel leader che sa raccontarle più perchè ha bisogno di illudersi che il futuro sarà comunque migliore del presente, e noi continuiamo troppo spesso a rivangare il passato, passato che a volte non ci ha fatto onore.
    Ed allora perchè non elaboriamo una proposta politica che
    partendo da una vera politica industriale, sappia stimolare le politiche del lavoro,le politiche sociali, la difesa dei più deboli, la tutela dei lavoratori, la tutela del mondo imprenditoriale, la sicurezza dei cittadini (sicurezza tanto conclamata ma poco applicata).
    E da ultimo ma non meno importante avviare la riforma dello Stato tenendo presente che il punto di riferimento è e deve essere l’Europa dei Popoli e non degli Stati Europei come oggi conosciuti.

  24. Caro Mauro, fino a quando il PSI sarà il “Comitato Elettorale” dei quattro gatti che si fanno eleggere da un altro partito non ci sarà svolta. Occorrono nuove iscrizioni e un nuovo congresso. Affermazione largamente risaputa, bellamente disattesa. Il “Paraculismo” vince anche tra noi.

  25. Sono totalmente d’accordo con Lei direttore. Non vi è dubbio che le difficoltà sono tante c’è nei confronti dei Socialisti un ostracismo incredibile vergognoso. Anche nei sondaggi relativi alle indicazioni di voto, un esempio banale ma che da il senso di ciò, non viene mai indicato. Contrariamente a formazioni politiche uguali in grandezza. Sarà anche colpa dell’attuale segretario e vice ministro, che è una brava persona ma lo schermo sicuramente non lo buca o anche, perché forse, il doppio incarico non lo aiuta nel ruolo che dovrebbe svolgere in un momento particolare della storia del Socialismo Italiano?

  26. Direttore,sei sempre bravo nelle tue analisi e nel proporre un PSI unito. Ma dovresti sapere,e lo sai, che noi Socialisti siamo nati per criticarci e crederci sempre i migliori.E’ vero ,noi abbiamo avuto menti eccelse da sempre,che tutti ci inviadiavano,ma dove sono andati a finire? Anche adesso,ritengo ci siano ottime teste in Italia che si sentono Socialisti .Ma allora cosa dobbiamo fare per rivedere un Partito Socialista ? Forse i Socialisti sono maledetti da qualcuno! Altrimenti non si spiega perchè c’è stata la “diaspora” e mai un ritorno sereno alla casa madre. Da tangentopoli in poi non abbiamo avuto potere,nonostante tutto ,quei pochi Socialisti rimasti si sono fatti la guerra senza quartiere,a volte, per un nonnulla. Spesso ci hanno usati come “ascari”. In tutti i
    modi,essendo ottimista,mi auguro che quanto da te proposto possa verificarsi e presto.

  27. Finalmente lei ha tirato le somme. condivido, ma era inevitabile. Ciò implica che dobbiamo rafforzare la spinta culturale e fidelizzarci ancor di più al Sindacato. Mi permetta in tal senso anche un augurio al nostro compagno perseguitato , Ottaviano, che come Craxi rischia di essere martirizzato.
    Sicuri come siamo che la giustizia farà il suo corso, dobbiamo lottare e ricominciare da dove Nenni ha lasciato. Dobbiamo ritrovare la nostra profonda vocazione repubblicana. Grazie DEL BUE.

  28. Condivido in buona parte l’ analisi Direttore, purtroppo è tornata la DC e il giovin signor fiorentino pare che abbia già puntualizzato che non ha tempo da perdere con i piccoli partiti (tanto per chiarire con chi non l’avesse ancora inteso)….. In questo senso sono d’accordo col commento di Alessandro e credo che bisognerebbe ripartire da pochi punti programmatici ma chiari e distintivi provando di investire sui giovani sperando di trovare una figura giovane motivata in grado di bucare lo schermo e la rete attorno a cui si possano raggruppare tutte le persone che si identificano nell’area di centro sinistra ma con spirito laico liberale socialista progressista e che al momento non si sentono rapperesentati dal “PDC” (acronimo di democrazia cristiana comunista) accozzaglia creata ad immagine e somiglianza di Renzi o nella cosa rossa che pare sul punto di nascere grazie a Vendola- Fiom, movimenti vari, ecc.
    Fraterni saluti
    Je suis socialiste

  29. Un segnale di vita, una luce di speranza! certamente è quello che ci vuole in questo momento per noi socialisti. Ma, caro Mauro, da chi ci può’ venire il segnale e la luce se oggi la nostra segreteria nazionale sembra appiattita sulla politica di Renzi? Certo dobbiamo operare per ritrovare la nostra storia e i valori del socialismo democratico e riformista in quella vasta area laica, liberal socialista e radicale che pure continua ad esistere nel nostro paese ma che non riesce ancora a trovare motivi sufficienti per una azione politica unitaria. Ma se continuiamo a considerare Renzi il Telemaco del nuovo socialismo liberale e riformista, resteremo succubi anche noi del populismo di Renzi e del PD. E’ questo ciò’ che vuole oggi il nostro segretario Nencini?

  30. Io non penso che rimettendo insieme i socialisti dei vari partiti si risolva qualcosa. Soprattutto adesso. E poi non è neanche possibile. Penso che tutti i socialisti di tutti i partiti che abbiano a cuore la difesa della storia socialista lo debbano fare. Forse fondando una fondazione. O in altri modi. Sul piano politico invece penso che noi dovremmo lanciare un progetto di aggregazione dei laici e riformisti che parta dal rapporto tra socialisti e radicali e si allarghi. Anche se non lo volessimo è la sola cosa che possiamo fare alla luce di questa legge elettorale.

  31. Bisogna avere coraggio e lanciare questo progetto. Chi il coraggio non ce l’ha, chi non ha più voglia di combattere, si metta da parte. Bisogna su questo essere chiari e conseguenti.

  32. Incominciamo tutti ad essere meno succubi PD e più concreti socialisti. C’e qualcosa di meglio – anche per i poltronari . NO!
    Allora compagno bando a TUTTO. merttyiamo tutte le nostre risorse, comprese quelle ECONOMICHE a cui misembra nessuno vuol rinunciare e vedrete che questo partito che ha rinnovato da oltre 100 anni la nuova speranza di una società giustam come lo fu – consentitemi questo paragone laico – 2000 anni fa con la speranza un Cristo; che ha combattuto l’arroganza dei piu potenti, che ha creduto nella pace, che ha “inventato” il rispetto della natura senza cadere negli eccessi, riuscirà a ripartire. Martelli 20 anni fa a Fiuggi (SDI) disse stiamo rifondando una volta in più il PSI!
    Bene è ora di smetterla con le prediche e le speranze è l’ora di agire.
    Perché il nostro impegno, la nostra vita NON SIA STATA VISSUTA INVANO!

  33. Carissimo Direttore, leggo sempre con attenzione i tuoi articoli, le tue riflessioni e spesso i nostri pensieri si incontrano, come avviene tra persone legate da un comune sentire, nella nostra tribolata storia degli ultimi venti anni l’unico momento che abbiamo dato vita ad un progetto politico è stato il momento della “rosa nel pugno”, troppo frettolosamente abbandonato, ora più che mai questo Paese ha bisogno di una forza laica, socialista e libertaria; sono con te.

  34. Egregio Direttore, ha ragione a evocare l’unità socialista, che a me, purtroppo, sembra irrealizzabile. Lo dimostra la nostra storia costernata da spiacevoli scissioni, lo dimostra la volontà di altri compagni che, addirittura, fanno parte dello schieramento opposto… Per quanto riguarda il futuro del PSI, bisogna essere realisti. Personalmente non posso immaginarmelo lontano dalla collaborazione politica(e qui mi trova in disaccordo con i precedenti commenti, ma d’accordo con la linea politica del segretario Nencini) con il PD, pur rispettando le proprie autonomie, per un motivo semplice: il nostro PSI e il PD fanno parte della stessa “famiglia” europea, il PSE(di cui il PD, ricordiamocelo, è il maggior partito). Il Partito, oltre a rinforzare la collaborazione politica con il PD, dovrebbe formulare più serie e, soprattutto, più efficienti proposte riguardanti i problemi che affliggono la società attuale: disoccupazione (ancor più preoccupante se si discorre di quella giovanile); diritti civili; istruzione;salute; ambiente; giustizia; pensioni. Solo così, secondo me, il PSI potrebbe riscuotere tra la gente un consenso maggiore rispetto a quello attuale.
    Questo è il futuro che mi piacerebbe per il PSI.
    Questo, soprattutto, è il futuro che mi piacerebbe si concretizzasse per l’Idea socialista, che ha il precipuo obiettivo di guardare, sempre, AVANTI!

  35. Dal resoconto della tua intervista con Nencini, la candidatura di Amato Renzi l’ha ritenuta impopolare a dispetto del sostegno favorevole che avrebbe ricevuto da Bersani e da Berlusconi e da buona parte del NCD. Le diverse dichiarazioni di molti socialisti ostili ad Amato, hanno favorito la scelta di Renzi e fatto decadere così la tesi discriminatoria verso i socialisti. Siamo sempre coerenti nel farci del male da soli.
    Prima con l’Avanti e poi dal sondaggio promosso dal PSI per una candidatura femminile, è emersa vincente la figura della Bonino. La Bonino non diventava solo un voto di bandiera, ma oltre a un segno di vicinanza in questa ennesima sfida della sua vita, anche un’indicazione politica dei Socialisti a supporto dell’impegno sui diritti civili che con Emma abbiamo condiviso e una chiara visibilità del ruolo di rappresentanza che vogliamo svolgere nelle ricostruzione di un’Area Laica e Liberal Socialista.
    La Bonino nelle prime tre votazioni ha ottenuto 25 voti. Il nostro Capogruppo Di Lello aveva dichiarato che l’avremmo votata anche al Quarto scrutinio. Doveva essere la dimostrazione che eravamo in grado di tenere la schiena dritta. Non è stato così e ancora una volta l’abbiamo chinata di fronte a Renzi come in precedenza l’avevamo chinata sulla legge elettorale. Al quarto scrutinio la Bonino ha avuto soltanto 2 voti dagli ex radicali. Sono mancati i voti dei socialisti ma non è mancato in sostegno alla Bonino l’applauso di tutto il Parlamento. Mi sono commosso per l’applauso ma amareggiato perché mi sono sentito privato della nostra dignità e dell’orgoglio di chi da solo è rimasto a difendere la bandiera e la Storia del Socialismo italiano.
    Daniele Leoni ha ragione sulla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Ricordo che era anche nella volontà del PSI di Craxi. Nencini come Vice Ministro delle Infrastrutture dovrebbe utilizzare questa opportunità come un impegno dei socialisti verso i siciliani e per un fattore di rilancio dell’economia italiana.
    Se a Mattarella è assegnato il compito primario dell’unità nazionale noi Socialisti potremmo assumerci il compito di unire geograficamente la Sicilia all’Italia. Anche come siciliano, il nuovo Presidente della Repubblica ci sarebbe grato.
    Je suis socialste.

  36. Caro Direttore, io il coraggio ce lo metto… e anche un’idea. Vista l’attualità politica che ancora oggi possiede il Manifesto di Ventotene, lanciamo questo progetto di aggregazione con la galassia radicale e con chi ancora custodisce una parvenza di visione laica della società proprio da Ventotene, con una significativa manifestazione. Facciamone la nostra base programmatica italiana ed europea attualizzandola alla nostra epoca.

  37. Francamente non capisco dove sia il problema a chiedere a Sacconi e Cicchitto e Co a Stefiania di tornare da noi con un progetto ispirato al socialismo liberale e laico. No dico….dove sarebbe il problema? Mi pare che Chiara Moroni sia tornata e stia con noi. I voti socialisti devono stare nel PSI. I signori Sacconi e Cicchitto sono stati eletti con voti socialisti. o mi sbaglio? Senno torniamo allo SDI e possiamo anche morire di noia.

  38. Complimenti direttore! Ritorniamo ad essere protagonisti di battaglie civili e riforme progressiste. Le sue considerazioni sono differenti rispetto a quelle dell’attuale dirigenza PSI, fanno ben sperare per un cambio rotta.
    Aggiungo che coordinarsi con il terzo settore per politiche sociali attive sarebbe un bel segnale… i socialisti devono costruire una Sinistra di popolo!
    A disposizione (ma senza tessera psi se non c’è una svolta).

  39. Caro Mauro
    Da buon ultimo mi unisco anche io con mie riflessioni.
    La prima è sullo stato dell’ Italia, con queste elezioni siamo riusciti in un capolavoro . LE CAMERE IN SEDUTA CONGIUNTA HANNO ELETTO ALLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA UN MEMBRO DELLA CORTE COSTITUZIONALE CHE HA SENTENZIATO ,DA TEMPO, L’INCOSTITUZIONALITA’DELLA LEGGE ELETTORALE CHE HA ELETTO I MENBRI DI QUELLE STESSE CAMERE LE QUALI HANNO ANCHE ELETTO MENBRI DELLA STESSA CORTE. , ma perla! Tutti passibili di incostituzionalità, certo in questi casi vale il principio della continuità legislativa e la regolarità degli atti compiuti , ma ci deve pur essere un limite a tutto ciò.
    Nella intervista da tè condotta , il nostro segretario ci dice che Amato ci ha detto di soprassedere momentaneamente al lancio da parte nostra della sua candidatura, ma la sua candidatura poteva essere per noi occasione per smarcarci dal PD e svolgere un nostro ruolo, meglio per Amato invece aspettare l’imput di gruppi ben più consistenti e per questo ha bloccato noi.. Grazie Amato.
    Ora parliamo di noi, per prima cosa non ha nessun senso parlare ,invocare la nostra storia , i vari personaggi con un passato socialista, si è socialisti in quanto iscritti al Partito socialista punto è basta questo vale specialmente per chi dopo essere stato dirigente di livello nel partito, si è accasati da altri, scelta legittima ma non si pretenda di avere i piedi in 2 scarpe..
    La nostra storia , la cultura di chi ci ha preceduto devono essere non oggetto do nostalgie ne essere stimolo per la ricerca del leader che ci faccia tornare grandi, ma costituire la base , la nostra cultura di riferimento per affrontare l’oggi, affrontare nella nostra società oltre alla crisi economica, anche quella sociale e politica , tornare a svolgere un ruolo politico cose che abbiamo abbandonato da troppo tempo , presi come siamo , ha tutti i livelli in tatticismi per avere qualche eletto, facendo sparire il nostro simbolo nelle elezioni e condannandoci ad una lenta agonia.
    Un partito ha ragione di esistere , non se è grande o piccolo ma se svolge un ruolo politico nel sociale , il suo scopo non è di eleggere, ma elegge in virtù delle azioni svolte.
    Fraterni Saluti
    Compagno Maurizio Molinari Consigliere nazionale off.molinari@libero.it

  40. Ottimo articolo caro Mauro, chiara e realistica analisi della situazione nostra e più generale. Ma il SEGNALE, la proposta concreta? Mi pare che ci sia ancora molto ma molto da lavorare in questa direzione…….

  41. Qui nel veneto il PSI ha deciso che non presenta liste del PSI, ha chiesto al PD di avere suoi rappresentanti nella lista del PD… il PD ha detto niet… eppure continuiamo a stare nel PD… chi è colpa del suo mal pianga se stesso…

  42. SERVE UNA LUCE DI SPERANZA…..
    Complesso ma fantastico il tuo provocatorio
    fondo che mette in luce la situazione e propone idee su come ricostruire la nostra casa SOCIALISTA…..grandi commenti da parte di tutti che sono l’orgoglio del nostro partito…..
    Dobbiamo farcene una ragione CRAXI rappresenta la storia del nostro partito noi da quello dobbiamo costruire il futuro…
    I gragari che hanno lasciato il PSI per altri lidi non sono deo veri SOCIALSTI…..sono diventati gregari di altri leader…..questi hanno bisogno do una guida…..era molto piu’ difficile rimanere nel partito!
    Oggi anche se un po divisa esiste un buon gruppo dirigente che ha ridato slancio e sostanza assieme al grande MAURO al nostro partito…..
    Allora tutti uniti a mio parere dobbiamo coinvolgere CLUDIO MARTELLI ad un ritorno in politica e da qui creare le condizioni per una grande rinascita SOCIALSTA….di cui oggi il paese ha bisogno in particolare dopo gli ultimi eventi…..non siamo il tappetino del PD ne’ tanto meno di Renzi….
    Sta’ a noi crederci e volerlo…..concretamente…..

  43. Non capisco, Nencini ritiene che il Psi debba diventare protagonista. Come? Distinguendosi dalla linea renziana, con finalmente una linea socialista? Si prepari a lasciare il governo. Questo sarà il premio.

    • Caro Francesco
      Perchè è un premio essere in questo governo ?
      Quale incidenza abbiamo avuto nei provvedimenti presi? Quale riconoscimento ci è venuto dalla nostra lealtà al governo ? Si forse un riconoscimento c’è stato, la dichierazione di Renzi che non accetta ricatti dai piccoli partiti.( tradotto guai a chi rompe….)
      Certo da che siamo dentro meglio restarci, ma sulle riforme costituzionali , sulla legge elettorale, sulla politica economica dobbiamo dire la nostra e trarne le dovute conseguenze nel voto in parlamento.
      Il governo non ha una linea che non sia il giorno per giorno, non vi è più un progetto per il paese, men che mai lo possiamo vedere dalla residua sinistra, che non sia lo scimiottare il Greco Tzibras e forse tra un pò lo scimiottare lo Spagnolo Podemos . Sel ha votato Mattarella democristiamo prima Repubblica per rompere il patto del Nazzareno, ormai il solo obbiettivo che gli è rimasto è battere Berlusconi.
      Cari quasi compagni di Sel guardate che Berlusconi come Alfano avranno ormai ben poco da fare e dire per il governo , con i tranfughi di 5Stelle Renzi è ormai autonomo anche al Senato , percui o Alfano si adegua oppure ciccia.
      Ecco perchè cari compagne/gni dobbiamo avviare una profonda riflessione ,creare un nostro progetto per l’Italia, ci viene imposto dalla drammatica situazione dell’Italia e dal nostro dovere di essere coerenti con il nostro essere socialisti
      Fraterni Saluti
      Compagno Maurizio Molinari – Psi Consigliere Nazionale off.molinari@libero.it

  44. Se per andare avanti bisogna tornare indietro alla Rosa nel Pugno significa che abbiamo esaurito ogni progettualità politica. C’è una sola strada riscoprire e attualizzare il messaggio autentico del socialismo democratico in Italia e in Europa. L’adesione all’ideologia liberista ci ha portato all’irrilevanza politica. Ritorniamo a rappresentare la maggioranza di chi lavora, studia e ricerca e saremo tutti 9insieme

  45. Caro Mauro, la colpa è PRIMA DI TUTTO NOSTRA.
    Tu, Gianni, e tutti i Compagni che hanno condiviso prima lo schieramento del Nuovo PSI a fianco di Berlusconi e poi il sacrificio nella (illusoria) speranza di fare la (giusta) Costituente Socialista (poi subito strumentalizzata mentre ancora nasceva secondo vecchi vizi) dovreste capire al volo che in Italia c’è un mercato politico immenso che le attuali opposizioni (Lega, F.d’I e M5S) non riescono e non riusciranno ad intercettare.

    Nello stesso tempo, in quanto depositari di un Cultura politica che gli altri si sognano, non potete non rendervi conto che continuando su questa china le opposizioni non combineranno mai nulla perché a crescere sarà solo il partito della astensione.

    Come può un socialista non avere un conato di vomito a sentire il discorso del nuovo presidente che predica ai poveri seduto su una montagna di quattrini mentre il Paese sprofonda nella miseria e nell’abbrutimento morale e materiale? Nello stesso tempo come non vedere ciò che è successo in Grecia e in particolare la alleanza che si è costituita dopo la vittoria di Tsipras?

    Noi dobbiamo uscire dagli schemi e mettendo da parte una polemica politica del passato e accantonando i risentimenti dobbiamo assumere un ruolo, con modestia ma determinazione, di catalizzatore delle opposizioni.

    Per capirci, dovremmo fare in modo democratico e collettivo ciò che Berlusconi fece nel 1993 con la Lega e AN.

    Svolgendo questo “servizio civile” ritaglieremmo un ruolo a una forza laico socialista e soprattutto daremmo alle gambe alle idee vincenti nella storia e distrutte nella cronaca.

  46. Dividiamo il problema in 2, ricostruire un partito socialista che prenda voti per andare da solo in parlamnto, oggi è impossibile. Difendere le conquiste di democrazie ottenute col lavoro principale delPsi e ribadire i valori del socialismo e della solidarietà, oggi sepolti èun dovere, che se svolto bene può far rinascere un’identità ed un partito Socialista autonomo. Tuttavia per fare questo bisogna non consentire la discriminazione e l’annichilimento delle idee e delle conquiste del PSI. Non aver sentito nessuna protesta quando Renzi alla Leopolda ha espressamente dichiarato che la sinistra non ha votato lo Satuto dei lavoratori è vergognoso per chi dovrebbe difendere quei valori.
    Ripartire da quelli è l’unica possibilità oggi, considerando he un italiano su due e disgustato dall’attacco ai valori della democrazia rappresentati dalla nostra costituzione

  47. Caro Compagno Del Bue, noi dobbiamo chiedere sostegno a chi si sente Socialista e vuole impegnarsi per il rilancio del Partito. Chiedere aiuto a chi ha fatto scelte diverse non ha senso. Se ci identifichiamo e ci appiattiamo con Renzi e il PD, la gente è spinta naturalmente a votarli. Dobbiamo evidenziare ciò che ci fa diversi e più credibili di loro. Bisogna sceglere lo spazio che vogliamo ricoprire che semplifico in quello dei “MERITI E BISOGNI” che indicammo a Rimini con Martelli. Bisogna aggregare tutti i frammenti Socialisti e le Fondazioni di area per elaborare un “Progetto di medio-Lungo periodo” indicando quale Società intendiamo realizzare, sollecitando lo stesso PSE, perchè il contesto non può che essere l’Europa. Infine dobbiamo individuare un leader giovane capace di interpretare e comunicare questo Progetto Socialista-Riformista, dove sono inclusi i diritti civili e di laicità, senza mischiarli con i Radicali che propugnano una Società liberista e senza Sindacati.

  48. Bravo Assogna. Condivido. La mossa di Renzi è palesemente mirata a due cose: disorientare l’opposizione ed andare al voto. Sicuro di avere altri voti in parlamento tirerà avanti finchè puo’. Quando non potrà, si voterà. In ogni caso dal voto ci rimette Grillo e B. non Renzi, che è favorito. Quindi B. sta in difficoltà e deve accettare tutto. Questo lo indebolisce ancora di piu’ e perderà pezzi. Qui intervengono i partitini che vogliono prendere parte dei voti del corpo forzista. Alcuni alla Lega altri alle destre altri passeranno al PD ed alcuni potrebbero andare al PSI. Pero’ il PSI deve lanciare segnali. Poi ovviamente dobbiamo lanciare segnali ai laici, contro il rischio di una DC onnivora. Eppoi dobbiamo lanciare segnali alle sinistre di SEL e del PD. Insomma l’operazione è poliedriga e difficile e presuppone un cambio di scenario che noi possiamo cavalcare. Renzi ha voluto il cambio di scenario. Ha voluto disintegrare l’opposizione prima che ne nascesse un’altra. Pertanto a noi spetta il compito di muoverci ora, o di essere risucchiati del tutto nel PD. A voi la scelta. Scendiamo in campo.

  49. Se pur nelle difficoltà in cui i Socialisti si trovano, io credo che hanno l’obbligo morale di tentare a fare qualcosa. Quello che mio avviso comunque deve essere fatto e non appiattirsi sulle posizioni del PD né essere succubi come da più parti viene messo in evidenza in questo dibattito. E bisogna farlo a mio avviso,per due ragioni importantissime: la prima è che questo PD con guida Renzi, anche se ha portato lo stesso nel PSE non ha mai ragionato da Socialista né con i provvedimenti assunti né cosa altrettanto grave senza mai pronunziare, almeno in Italia all’estero non lo, la parola Socialismo. Uno che fa quelle dichiarazione sullo Statuto dei lavoratori può essere considerato un socialista ? Uno che risponde a Fazio quello che ha risposto che tra Berlinguer e Craxi la risposta è facile ! Ma vogliamo veramente scherzare ? Non ho sentito una parola da parte del Partito su questa ed altre vicende, ma chi dovrebbe tutelarlo l’onore e la storia dei Socialisti ? Ho sempre sostenuto nei miei commenti che questo signore ha portato con la sua spregiudicatezza il PD nel PSE facendo aggiungere nel gruppo del PSE gruppo Socialista e Democratico, solo ed esclusivamente per i suoi interessi punto. In Italia ha ricostituito la DC ed ha lavorato fin dall’inizio per questo progetto. L’avete vista com’è radiosa la Bindi quella che ha sempre dichiarata di non voler morire Socialista ? La seconda questione è ovviamente una conseguenza della prima; i Socialisti in questa formazione politica non hanno nulla da spartire o comunque veramente poco. Renzi parla del partito della nazione cioè una aggregazione indistinta posizionata al centro dello schieramento politico che cosa avrebbe a che fare una cosa del genere col Socialismo ? Io credo nulla. Quindi bisogna partire con un progetto e con argomenti pochi chiari e precisi di cui i cittadini sentono la mancanza con al centro una parola di cui anche i Socialisti probabilmente stanno perdendo il significato Eguaglianza. Infatti in un paese allo stremo i ricchi sono diventati più ricchi i poveri sempre più poveri. Ora onestamente non so se è il caso di aprtire da una aggregazione con i Radicali con i quali i Socialisti sicuramente hanno una grande sintonia sui i diritti civile sulla laicità dello Stato ma poi ? Hanno una concezione troppo liberista una cosa ripeto è chiara nella situazione attuale non si va da nessuna parte.

  50. Un bel articolo, soprattutto coraggioso, laddove tutto sembra scontato, una legge elettorale per far scomparirei piccoli partiti, (a tal proposito nella classifica governativa dai recenti sondaggi oltre al nostro parrebbe ai limiti elettorali anche il NCD, che pure esprime una forte rilevanza nella rappresentanza di governo), il che sembra ridurre i confini tra gli assetti di governo e l’azione dei partiti in politica. Una nuova o una DC rivisitata secondo gli standard politici attuali, tanti dicono di no, io penso verosimile. L’apoteosi della politica cristiano democratica, che assume il valore finale di aver se non proprio eliminato, sicuramente emarginato, l’idea di una sinistra laica riformista compatibile con l’area che da sempre ha contraddistinto la rappresentanza socialista nel nostro Paese.
    Penso, in questa attualità di aver visto di tutto e il suo contrario, dalla campagna elettorale per l’elezione dei parlamentari al senato, per poi rilanciare con voto politico la loro inutilità istituzionale, che magari potrebbe essere più funzionale se svolta attraverso funzioni amministrative riscontrate con meccanismi elettorali di diversa caratura.
    Condivido moltissimo l’idea che si definisca attività e ruolo del P.S.I. attraverso ad una riproposizione programmatica di un nuovo MIDAS, verificare quindi stimoli di nuova rappresentanza nella unità di un interesse generale per i socialisti, rivolgersi in quanto tali, attraverso un PSI che sia in nuovamente in grado di accelerare una presenza politica.
    Altrimenti, decidere, proprio in funzione dell’ipotesi, non più tanto nascosta, di un sistema di rappresentanza bipartitico che, come normale che sia, escluda dalla competizione le piccole rappresentanze di partito, l’oggettiva inclusione in una delle forme di partito della consistenza bipartitica. Prima o poi, bisognerà trovare questo coraggio, perché penso, non sempre sarà possibile ricorrere alla disponibilità di essere ospitati in liste di partito diverse.

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