mercoledì, 13 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

8 marzo per Giuliana e Vittoria Nenni
Pubblicato il 08-03-2015


Si è per anni creduto che la festa della donna derivi dalla volontà di ricordare il rogo della fabbrica newyorkese che nel 1911 portò alla morte ben 123 operaie. Si ritiene invece che la prima idea di creare una giornata per le donne sia stata lanciata al VII congresso dell’Internazionale socialista che si svolse a Stoccarda nell’agosto del 1907 e che si propose l’obiettivo di un suffragio universale allargato alle donne, del quale grande e instancabile patrocinatrice era stata in Italia Anna Kuliscioff, la compagna di Filippo Turati. Negli Usa la giornata della donna si è poi tenuta a New York il 28 febbraio del 1909.

Solo dopo venne proclamata in Germania, Austria, Svizzera e Danimarca e celebrata nella giornata del 19 marzo 1911. In Francia si scelse domenica 11 marzo per ricordare il quarantesimo anniversario della Comune del 1871. La guerra interruppe in rapporti tra le forze socialiste, pervase quasi ovunque, ma non in Italia, di un nazionalismo di difesa e la comune esigenza di celebrare la giornata della donna si frantumò assieme alla seconda Internazionale. Si riprese in Russia, con la grande manifestazione dell’8 marzo del 1917, che venne organizzata per chiedere la fine della guerra e che fece scoccare l’inizio della rivoluzione.

In Italia la prima giornata della donna venne tenuta l’8 marzo del 1922 e fu promossa dal neonato Pcdi. Il fascismo l’azzerò. E ritornò, su iniziativa dell’Udi, l’8 marzo del 1945, quando venne proclamata nelle zone liberate. Dal 1946, proprio nell’anno in cui per la prima volta le donne vennero chiamate al voto nel nostro paese, la giornata della donna si avvale anche della mimosa. Giuliana Nenni, assieme a due parlamentari comuniste, chiese che l’8 marzo fosse proclamata festa nazionale, senza successo. E dopo aver dedicato l’8 marzo dello scorso anno ad Anna Kuliscioff, dedichiamo il nostro otto marzo di quest’anno proprio a lei. Alla figlia di Pietro Nenni, che fu parlamentare e in prima linea nella difesa dei diritti delle donne, sorella di Vittoria, l’altra figlia di Nenni che fu ammazzata ad Auschwitz, e la cui tragica fine venne rivelata a Nenni proprio da Saragat nel maggio del 1945. Una socialista da ricordare assieme a una martire della violenza nazista, anch’essa figlia del leader del Psi. Un ricordo dovuto, nel paese delle dimenticanze.

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Commenti all'articolo
  1. Un insegnamento per chi la Storia non la conosce o ha imbarazzo a prenderne coscienza. Una storia dei diritti civili che vede sempre la Storia socialista protagonista.
    Grazie Mauro per tenerla sempre viva e anche funzionale a questo giorno e a quelli che seguiranno.
    Je suis socialiste

  2. Direttore, ho letto con piacere il ricordo che hai fatto delle notizie sull’ otto marzo , inquadrandolo nelle vicende di Donne e storia socialista. Piacere dovuto alla necessità riconosciuta di divulgare fatti e memorie che sanno di verità, rispetto alla vulgata consumistica e esilarante che si celebra. Soprattutto ricordare alla memoria delle nuove generazioni, la lotta delle donne, per l’emancipazione e l’affermazione della condizione femminile in società moderne e di eguali, nel nostro Paese e in ogni parte del mondo.

  3. Un paese che, oltre a dimenticare la storia, ha perso il coraggio e l’orgoglio di rivendicare diritti e doveri. Oggi è impensabile un Pietro Nenni che per orgoglio non abusi della sua posizione di privilegio per ottenere qualcosa…. e quel qualcosa sarebbe salvare la vita di una figlia!! Oggi impensabile anche che, una giovane ragazza come era Vivà, abbia il coraggio di morire rivendicando quello in cui crede. Ti ringrazio di cuore per aver ricordato Giuliana, una donna che oltre al grande impegno per la difesa dei diritti umani ha dedicato la sua vita al padre.
    Ancora grazie per aiutare a ricordare ma anche a pensare

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