mercoledì, 13 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Termina la serie tv
“Braccialetti Rossi 2”.
Già si pensa alla III serie
Pubblicato il 20-03-2015


Il cast della serie tv "Braccialetti Rossi 2"

Il cast della serie tv “Braccialetti Rossi 2”

“Quando impari a vivere per gli altri, gli altri vivranno per te”. Con questa frase, che ne racchiude il messaggio finale, si è chiusa la seconda stagione di “Braccialetti Rossi”, mentre già è sicuro che ci sarà anche la terza serie. E Giacomo Campiotti assicura che forse si farà pure la quarta. Nulla da fare per la sesta puntata conclusiva, come fatto trapelare sul web. I ragazzi partiranno per le riprese dopo la maturità di Carmine Buschini (Leo, il leader) e di Brando Pacitto (Vale, il vice-leader). Tra i sei attori e lo staff organizzativo c’è infatti un patto: devono studiare ed andare bene a scuola, impegnarsi nello studio come fanno quando girano le scene. Per tutte le fan di Carmine-Leo c’è anche la buona notizia che, dopo la maturità, si trasferirà a Roma per frequentare il Centro sperimentale di recitazione. Ormai per lui la strada del cinema e della tv è tutta aperta..Intanto, nell’attesa dei nuovi episodi, dal 25 marzo prossimo ci si potrà consolare acquistando i dvd in edicola di tutte e cinque le puntate di “Braccialetti Rossi 2” o il cd della colonna sonora ovviamente.

La serie lascia il “suo” pubblico con un bell’”Arrivederci!!” di Giacomo Campiotti e degli altri. Ma soprattutto con la convinzione che occorre “prendere la forza da tutto il gruppo, senza lasciare nessuno da solo”, perché “nessuno ce la può fare da solo. Da soli siamo niente, ma insieme siamo una cosa sola”. Per questo è fondamentale “avere fiducia nelle persone che ci amano”, con la certezza che “ci sono persone che riescono a farti sentire una persona diversa (speciale ndr)”: quelle sono gli amici veri, chi ci vuole veramente bene, quelle che resteranno per sempre nonostante possano allontanarsi da noi. Questa la lezione che ci proviene soprattutto dall’ultima puntata, da parte del vice-leader, Vale (Brando Pacitto), che si cimenta nella migliore delle battute di entrambe le serie a nostro avviso, ricordando al leader chi sia: “il vice leader non è chi prende il posto del leader, ma chi gli ricorda chi è”, afferma con decisione, quasi a riconquistare dignità di ruolo e di spazio all’interno del gruppo, da cui si era distaccato, sentendosi quasi surclassato da Leo.

L’altra frase ad effetto straordinaria è ovviamente quella del leader stesso: “è così difficile rassegnarsi al rimpianto di non aver tentato sino in fondo di essere felici”. Mai verità fu più sacrosanta: si deve provare sempre. Perché, parafrasando la canzone della colonna sonora che fa da sigla d’apertura, “il buio è diverso dal vuoto” ed è così bello “dire sì” alla vita, all’amore per essa, alla gioia di vivere. E se c’è chi non crede ai miracoli, forse è proprio questo il vero miracolo assoluto: imparare a far regnare il sorriso, la speranza, l’amicizia su tutto il dolore, la sofferenza, sulla paura della malattia, per contrastarli. Ed è un po’ questo il senso stesso dell’esistenza e quello racchiuso nella canzone di Francesco Facchinetti “Watanka!”, che ben compete con “Io non ho finito!”. Quest’ultima, come “Conta”, resta a pieno regime nella colonna sonora, venendo riproposta anche nella puntata finale. Ma Watanka sancisce definitivamente il successo della serie, tanto che è stato già coniato il termine di Watankers per tutti i fan. La novità di questa serie è, che non solo insegna ad affrontare la malattia insieme, con la forza del gruppo, ma anche a chiedere scusa e il perdono.

A perdonare per guardare alla vita in modo diverso. E la seconda stagione sembra puntare proprio sul senso della vista, più di tutti gli altri. La piccola Flam (colpita da cecità) dice a Chicco di vedere le cose col cuore e lo sprona ad “aprire tutte le sue porte” (dei sensi appunto). Così come, in una delle scene più belle e commoventi dei cinque nuovi episodi, il padre di Davide tiene in braccio la sua sorellina, la piccola Allegra, e dice di accorgersi solamente allora per la prima volta che ha gli stessi occhi di Davide, che è lì affianco, sebbene non lo possa vedere; ma Allegra si volta verso il bello del gruppo, illuminato da un sole accecante alle spalle. E, prima di lasciarli per partire con gli altri ragazzi per l’isola di Nicola, Davide dice loro (ma soprattutto al padre): “lasciami andare perché tra un po’ dovrò andare”.

I protagonisti della seconda serie tv di "Braccialetti Rossi"

I protagonisti della seconda serie della fiction Rai “Braccialetti Rossi”

Davide è più maturo e sta veramente vicino agli amici perché, come dice Tony, “se non stiamo uniti che gruppo siamo?”. Ed è sempre il furbo dei Braccialetti che regala la parte più divertente, cadendo preda delle “anime gemelle predestinate”: si innamora di una ragazza simpatica, che ama le moto come lui, con un bellissimo tatuaggio sulla schiena. Rocco, poi, è sempre più vispo e imprescindibile: fatto tesoro della sua esperienza personale, può insegnare molte cose agli adulti e aiutare molto Bea (caduta in coma come lui).

Lui coglie quale sia il percorso che ognuno deve fare per la crescita: “la vita è come un grande puzzle, finché i pezzi non sono tutti al loro posto non riesci a svegliarti”, cioè a capire, a vedere chiaro, a realizzare il senso di ciò che ci accade. Intensa l’interpretazione di Cris. Ma rilevante anche la parte che riveste Ruggero, la cui generosità non è da sottovalutare; nonostante abbia un ruolo più secondario, non risulta minoritario e scommettiamo che presto entrerà a far parte del gruppo di Braccialetti Rossi: in che veste non osiamo sbilanciarci, ma di sicuro si coglie bene quanto abbia in sé lo spirito che li unisce. Di certo Braccialetti Rossi è diventata sempre più una serie tv corale, con numerosi personaggi nuovi inseriti, tutti diventati a loro modo protagonisti; mentre nella prima serie gli attori principali erano stati i sei Braccialetti, se si escludono i medici chiaramente e/o i genitori dei piccoli grandi malati di questo ospedale insolito. Se poi già sembrano, dunque, confermate la terza e la quarta stagione, non escludiamo che si possa andare ancora molto avanti (ben oltre la quarta), in particolare grazie al prezioso contributo di Albert Espinosa e della sua vicenda personale, ma anche grazie alla generosità e alla creatività di tutto lo staff e dei ragazzi stessi, che stanno iniziando a sentire la fiction come “loro”, di personale appartenenza, portando idee, soluzioni, aneddoti, suggerimenti, battute, frasi e intere scene nate quasi per caso. Inoltre è insito nella storia della fiction italiana, vedi “Il Medico in famiglia”, arrivare anche persino alla nona serie. E proprio di quest’ultima è in fase di preparazione la collezione di nuove puntate. Dunque per Braccialetti Rossi è solamente un “arrivederci”.

Barbara Conti 

 

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