martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Allarme Sanità:
aumentano i malati
e peggiora l’assistenza
Pubblicato il 31-03-2015


Rapporto-OsservasaluteÈ stata pubblicata la dodicesima edizione del Rapporto Osservasalute 2014. Nel documento si trova un’analisi dello stato di salute della popolazione italiana e della qualità delle cure nelle regioni italiane. Ciò che è emerso è clamoroso: la salute degli italiani è sempre più a rischio a causa della precarietà economica.

Il coordinatore della ricerca, il professor Walter Ricciardi, nonché direttore del Dipartimento di Sanità pubblica dell’Università Cattolica- Policlinico Gemelli di Roma, ha presentato lo studio che evidenzia la debolezza strutturale della Sanità pubblica in Italia. La spending review sta dimezzando i servizi e la qualità degli stessi per far quadrare i conti, certo, ma a scapito dei cittadini malati. I tagli alle risorse e ai servizi sanitari influiscono soprattutto sull’aumento dei casi di tumori diagnosticabili per tempo. In particolare, tra le donne in dieci anni, cioè dal 2003 al 2013, sono aumentati del 17,7% i casi di tumore al polmone e di 10,5% di tumori alla mammella. Tra gli uomini l’incidenza del tumore al colon retto è incrementata di 6,5 punti percentuali.

Sconcertanti sono poi i dati sugli stili di vita egli italiani che stanno inesorabilmente peggiorando: il 48,5% degli over 18 è in sovrappeso. I numeri più significativi si registrano nelle regioni del Mezzogiorno. Nel documento del Rapporto Osservasalute si legge: “ La precarietà, che sta ormai diventando una condizione strutturale, mette a rischio la tenuta dei servizi sanitari offerti ai cittadini e anche la salute reale e percepita degli individui”. Significativo è come la precarietà lavorativa mini il benessere psicofisico della persona.

Inoltre, la vita media è aumentata nel decennio 2002-2013, con il numero degli ultracentenari che è più che raddoppiato, passando da quasi 6mila nel 2002 a oltre 16.300 nel 2013. La sedentarietà – fa notare la ricerca coordinata dal professor Ricciardi – è una delle cause principali dell’insorgere di patologie. Non meno preoccupante è l’aumento dei suicidi in età avanzata, con un incremento esponenziale dopo i 65 anni di età.

Il Servizio Sanitario Nazionale è percorso, sì, da un processo di innovazione e digitalizzazione dei servizi (referti, ticket, prenotazioni visite ecc.) ma a costo di riduzione del personale ospedaliero e sull’acquisto di materiale sanitario. Nel 2013 la spesa sanitaria pubblica pro-capite è stata di 1.816 euro per cittadino. L’emergenza è tangibile soprattutto per la mancata creazione di nuovi posti letto a fronte di un invecchiamento della cittadinanza e delle aspettative di vita. La spending review, inaugurata dal governo Monti, aveva un obiettivo ben preciso: limitare ed estirpare gli sprechi di denaro pubblico per materiale sanitario che poi non veniva utilizzato. Invece di diminuire drasticamente la spesa per il materiale ospedaliero si è continuato a togliere posti letto e a diminuire il personale. Perciò in Italia si continua a sperperare denaro, a non assumere o licenziare dipendenti (infermieri, medici ecc.) e i servizi sanitari sono tra i più scadenti d’Europa, con sensibili differenza tra il Nord e il Sud.

Manuele Franzoso

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