lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Antiterrorismo. Intercettazioni dei pc, il Governo frena
Pubblicato il 26-03-2015


Intercettazioni-pcIeri la notizia dell’arresto di tre terroristi islamici al termine di un’indagine durata due anni con cui è stata decapitata una cellula che reclutava e addestrava combattenti per la causa dell’Isis, oggi la comunicazione delle espulsioni di 25 sospetti terroristi.

L’Italia si sente in prima linea e dal Governo ci si tiene a far conoscere che le operazioni di controllo e prevenzione sono in funzione e danno frutti.

“Dalla fine di dicembre siamo arrivati a 25 espulsioni di soggetti per ragioni di sicurezza nel contrasto al terrorismo jihadista. Tra di loro sono nove i tunisini”, ha detto il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, nel corso del programma ‘Radio Anch’io’, sottolineando che “questo fa parte della nostra strategia che tende a prevenire”.

Nella strategia di prevenzione rientrano anche una serie di misure già in atto e di altre che invece devono ancora essere attuiate o implementate. Tra queste, una delle più importanti, ma anche più discussa, è quella che prevede il controllo, anche da remoto, del traffico web. Norma così discussa che il Presidente del Consiglio ha scelto di stralciarla dal dl antiterrorismo e di legarla alle norme in discussione in Commissione alla Camera sulle intercettazioni.

TerrorismoIl decreto antiterrorismo in discussione alla Camera – che rifinanzia anche le missioni militari all’estero – introduce una serie di norme per contrastare le nuove forme di terrorismo con pene, che prevedono un’aggravante se i reati vengono commessi attraverso mezzi informatici, per i “foreign fighters”, anche se questi non hanno commesso reati sul suolo italiano, per i reclutatori, per chi fa propaganda e per chi addestra alla jihad.

La norma che è stata fermata, avrebbe consentito “l’impiego di strumenti o di programmi informatici per l’acquisizione da remoto delle comunicazioni e dei dati presenti in un sistema informatico”, di fatto avrebbe allargato le intercettazioni preventive a pc, tablet e smartphone, una sorta di ‘grande orecchio’ sotto il controllo del Governo.

Le intercettazioni “preventive” delle comunicazioni via web dei sospettati di terrorismo potrebbero, secondo il testo stralciato, essere conservate fino a due anni e non più solo sei mesi come previsto fino a oggi per tutti i dati che passano dai provider di internet.

Il blocco è nato sui dubbi espressi dal garante della privacy, Antonello Soro, sia per quanto riguarda l’autorizzazione alle intercettazioni preventive dei sospettati sia per il limite portato a 2 anni per la conservazione dei dati del traffico telematico e delle chiamate senza risposta, nonostante queste norme fossero state già votate a larga maggioranza dalle Commissioni Difesa e Giustizia.

Per tornare invece al dl, tra le novità anche l’autorizzazione ai Servizi di infiltrarsi nelle carceri dove a volte vengono reclutati gli aspiranti jihadisti, il coordinamento delle indagini, affidato al Procuratore nazionale anti-mafia che diviene così anche “anti-terrorismo” e una misura per scoraggiare i viaggi in aree a rischio, battezzata come “norma Anti Greta e Vanessa”. La Farnesina indicherà le aree a rischio e sconsiglierà esplicitamente i Paesi dove recarsi: “Chi intraprende viaggi in zone pericolose o li organizza avrà l’esclusiva responsabilità individuale” sulle conseguenze.

Armando Marchio

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