martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Berlusconi assolto dai giudici, scomunicato dai Vescovi
Pubblicato il 12-03-2015


Vescovi-scomunica-BerlusconiBerlusconi soddisfatto per l’assoluzione che ha cancellato l’accusa di concussione nei confronti della Questura di Milano e di prostituzione minorile per l’‘uso’ della ‘nipote di Mubarak’, Ruby quando ancora non aveva compiuto 18 anni, suona la grancassa nel tentativo di ridare smalto alla sua aureola di ‘martire’ delle ‘toghe rosse’ e riprendere la guida politica di Forza Italia.

Una operazione che sembrava filare liscia liscia grazie al sostegno della ‘sua’ stampa – da il Giornale a Panorama e ovviamente le reti Mediaset – ma anche alla più meno colpevole disattenzione della tv pubblica, che registra l’assoluzione però dimentica di approfondire il contesto di quelle accuse.

Una memoria corta che fa buon gioco a Berlusconi contro cui però oggi si è alzata una voce tanto autorevole quanto inaspettata: la CEI. Un colpo durissimo perché proviene da quella parte che in passato lo ha sostenuto e a cui il Berlusconi Presidente del Consiglio non ha mai mancato di far giungere il suo concreto sostegno quando si è trattato di non toccare i tanti privilegi della Chiesa cattolica, dai fondi alla scuola privata, all’esenzione dall’IMU/ICI.

Il quotidiano dei vescovi, questa mattina è andato pesantemente all’attacco sostenuto dal segretario generale della Cei.

“C’è molto da riflettere – scrive il direttore di Avvenire Marco Tarquinio – su come è stato imbastito il processo e sulle sue conseguenze ma l’esito penale favorevole a Berlusconi non cancella il rilievo istituzionale e morale del caso. Anche solo per il fatto che un simile processo sia stato possibile, è evidente che un’assoluzione con le motivazioni finora conosciute non coincide con un diploma di benemerenza politica e di approvazione morale”. Sottolineando che nelle lettere giunte al giornale ci sono “pensieri conditi da risate” il direttore di Avvenire commenta pure: “Credo che in realtà ci sia poco da ridere”.

E il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino ci ha messo un carico da undici affermando che “Avvenire ha preso una posizione coraggiosa che va sostenuta e confermata”. “La legge arriva fino a un certo punto ma il discorso morale è un altro”. Galantino, parlando a margine di un convegno sul servizio civile, ha aggiunto che la questione non riguarda “solo Berlusconi. Tutte le volte in cui c’è una assoluzione bisogna andare a leggere le motivazioni. Ma il dettato legislativo arriva fino ad un certo punto, il discorso morale è un altro” e per sostenere il suo ragionamento fa l’esempio della legge sull’aborto perché “se un fatto è legale non è detto che sia morale”.

Dunque niente assoluzione per l’ex Cav che non perdeva occasione per ricordare la sua zia suora e genuflettersi davanti a vescovi e cardinali oltre ché al Colonnello Gheddafi.

Comunque ora comincia la partita politica vera perché Berlusconi deve tentare di rimettere insieme quello che può dei cocci di Forza Italia, di tenere assieme l’alleato lepenista Salvini e il centrista Alfano, in un improbabile alleanza che gli consenta di non essere definitivamente travolto nelle elezioni regionali.

Primo obiettivo è recuperare nei sondaggi con una campagna a tamburo battente sui media e nelle regioni chiamate alle urne: “Adesso speriamo che gli italiani si accorgano di quello che ci hanno fatto e che si possa recuperare qualcosa”. L’intenzione insomma è quella di ‘usare’ la sentenza di assoluzione per rendere visibile “il martirio” a cui “per cinque anni sono stato sottoposto”.

Sullo sfondo c’è l’attesa per il pronuncia,mento della Corte europea sulla sentenza Mediaste, ma anche il tentativo di cambiare la legge Severino che oggi gli impedisce di ricandidarsi. “C’è un sindaco del Pd che sta facendo molto bene – dice il fratello Paolo riferendosi a Renzi – e comunque quella legge non vale solo per mio fratello” con un riferimento al ‘caso’ di Vincenzo de Luca, candidato del Pd in Campania. Per tornare ad essere ‘centrale’ Berlusconi ha bisogno soprattutto di tornare a dialogare con Matteo Renzi e con il ritorno delle cosiddette ‘riforme’ in Senato i voti azzurri torneranno a farsi determinanti per un PD che presenta al suo interno fratture sempre più ampie.

Alvaro Steamer

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