martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Bruxelles. Annullata sentenza contro Riccardo Nencini
Pubblicato il 19-03-2015


NenciniIl Tribunale dell’Unione Europea aveva condannato il 4 giugno 2013 il Sen. Riccardo Nencini al rimborso di 455.903.04 euro riferiti a indennità corrisposte direttamente ai suoi assistenti parlamentari e a titolo di rimborsi di viaggio per il periodo 1994/99, periodo nel quale Nencini ha esercitato il  mandato di parlamentare europeo.

La Corte di Giustizia della Unione Europea ha accolto l’appello del Sen Nencini il 13 novembre 2014 ha annullato la sentenza del Tribunale dell’UE. La sentenza è di particolare rilievo in quanto pone un nuovo principio rispetto alla precedente giurisprudenza anche in materia specifica delle spese dei parlamentari europei.
Il principio affermato dalla Corte è incentrato sul rispetto del giusto procedimento, del diritto della difesa e della certezza del diritto. Princìpi che il Parlamento Europeo aveva palesemente violato come motivato nella sentenza.
Per queste ragioni la sentenza del Tribunale della UE è annullata.
La sentenza della Corte di Giustizia Europea è definitiva.
Si ricorda che il Sen. Nencini:
1) sulla medesima questione inerente dette indennità il Sen. Nencini ha vinto due cause presso il Tribunale di Firenze negli anni 2003 e 2004;
2) nel 1999, ultimo anno del suo mandato, fu lo stesso Sen. Nencini a richiedere chiarimenti sulle modalità di registrazione degli assistenti di segreteria, avendo subìto continue evoluzioni la normativa in materia e avendo ricevuto lui medesimo dai funzionari del PE indicazioni iniziali verificatesi poi errate. Da notare che per la durata del suo mandato la normativa è variata ben tre volte. A tale richiesta, inoltrata con Racc. A/R, il PE non ha mai risposto;
3) in riferimento alle indennità di segreteria, il PE aveva rilevato una irregolarità formale(incompleta comunicazione agli uffici del PE dei nomi dei collaboratori), non contestando né il lavoro da loro effettivamente svolto, né la circostanza che il Sen Nencini non abbia percepito alcunché a tale proposito;
4) il Sen. Nencini ha evidenziato l’ingiustizia di dover rispondere per l’ingente somma, ripetiamo non personalmente percepita e non recuperabile dagli effettivi precettori. Da subito lo stesso aveva presentato una completa documentazione bancaria sugli avvenuti pagamenti ai collaboratori, documentazione mai presa in considerazione dal Parlamento Europeo. Peraltro i fondi venivano gestiti da un terzo erogatore, come la normativa prevedeva e non dal parlamentare.

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