martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Buone nuove dall’INPS: già 76 mila aziende assumono
Pubblicato il 16-03-2015


Il presidente dell'Inps Tito Boeri

Il presidente dell’Inps Tito Boeri

Tra le nubi ogni tanto arriva qualche segnale che indica un possibile cambio in positivo delle previsioni economiche del Paese. Questa volta è l’Inps ad aprire uno spiraglio nelle nubi: “I primi dati che abbiamo” sulle assunzioni a tempo indeterminato con la decontribuzione, previste dalla legge di Stabilità, – ha detto il presidente dell’Inps, Tito Boeri – “sono incoraggianti: nei primi 20 giorni, ossia dall’1 al 20 febbraio, 76mila imprese hanno fatto richiesta”., spiegando che l’istituto fornirà “sistematicamente” i dati e “a fine mese forniremo i numeri con la comparazione sulle imprese e le assunzioni fatte negli anni precedenti”. Il riferimento è alla possibilità di non versare i contributi (fino a un tetto di 8.060 euro) previdenziali per tre anni, per le assunzioni a tempo indeterminato avvenute nel corso del 2015, introdotta con la legge di Stabilità per il 2015. Dalla decontribuzione sono esclusi premi e contributi Inail. Il presidente dell’Istituto ha anche aggiunto che le persone coinvolte dalle assunzioni potrebbero essere molte di più di quelle 76mila richieste arrivate.
L’annuncio è arrivato nel corso di una conferenza stampa per la firma della convenzione tra Inps, sindacati e Confindustria, sull’attività di raccolta, elaborazione e comunicazione dei dati sulla rappresentanza delle organizzazioni sindacali. Nel dettaglio la convenzione per la certificazione degli iscritti, ha validità triennale ed è stata sottoscritta dalla direttrice generale di Confindustria, Marcella Panucci, e dai segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Farà riferimento ai termini dell’accordo Confindustria, Cgil, Cisl e Uil del 28 giugno 2011 e al Testo unico sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014.

La firma della convenzione viene a cadere nel momento in cui dopo la prese di posizione del leader della FIOM Landini, il Governo ha fatto sapere di voler finalmente mettere mano all’art.39 della Costituzione, ovvero a stabilire finalmente regole certe di democrazia interna per partiti e sindacati. Boeri definisce così la convenzione come “un passo molto importante per assicurare stabilità al sistema delle relazioni industriali e va a colmare un vuoto lasciato sull’articolo 39 della Costituzione” aggiungendo che l’istituto è pronto a raccogliere le informazioni sulla rappresentanza e “ad aprile partiremo con le prime rilevazioni. E i dati saranno pubblicati ai primi di maggio”.
Per Boeri comunque non è detto che si debba intervenire per legge perché “se le parti sociali sono in grado di farlo e di autoregolamentarsi non credo sia necessario un intervento legislativo”. Di certo le regole di democrazia interna possono creare qualche problema a sindacati e partiti, si pensi ad esempio a Forza Italia, che non ha mai fatto un vero congresso, e ai tanti mini-sindacati la cui rappresentanza reale è non sempre dimostrata. Ma anche nei tre sindacati più importanti, ci sono dubbi e resistenze. Meno nella CGIL, ma da Annamaria Furlan, leader della Cisl arriva ad esempio un no: “Renzi, come presidente del Consiglio, farebbe meglio a guardare dove c’è più urgenza di riformare: si occupi della crescita”.

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