martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Cannabis, un intergruppo per la legalizzazione
Pubblicato il 23-03-2015


Cannabis-legalizzareÈ ormai evidente come le leggi proibizioniste in vigore nel nostro Paese abbiano deluso le aspettative: il mercato illegale che ruota attorno alla marijuana ha raggiunto dimensioni esorbitanti, dove si stimano vendite approssimative che vanno da 1,5 a 3 milioni di chilogrammi di cannabis annui. Questa è la motivazione principale che ha spinto 60 parlamentari delle più opposte estrazioni politiche a formare un intergruppo in favore della legalizzazione. Il pool bipartisan nelle prossime settimane dovrebbe riunirsi per delineare una proposta di legge che depenalizzi e regolamenti l’uso della cannabis, e che sarà successivamente presentata al governo.

L’iniziativa è stata promossa dal senatore Benedetto Della Vedova, sottosegretario degli Esteri di Scelta Civica, ma il progetto è stato subito accolto da esponenti del PSI, Movimento 5 Stelle, di Sel, del gruppo Misto e persino da alcuni deputati di Forza Italia, oltre a raccogliere i consensi di 45 parlamentari del PD.

Della Vedova ha twittato: legalizzare la cannabis potrebbe essere un ottimo esempio di governo. Il senatore di origine radicale ha spiegato il concetto prendendo spunto dal Colorado, lo Stato americano che per primo ha legalizzato la cannabis a scopo ricreativo, dove dopo l’entrata in vigore del provvedimento non è stato registrato né un aumento dei consumatori, né una crescita dei danni diretti o indiretti legati all’uso di marijuana. Anzi, il gettito fiscale e le rendite del mercato regolarizzato stanno soltanto traendo grandi benefici e vantaggi economici, a discapito della criminalità. Il governo italiano, aggiunge Della Vedova, dovrebbe seguire questo modello americano e prendere in considerazione anche la relazione annuale della Direzione Nazionale Antimafia, che ha denunciato il totale fallimento dell’azione repressiva.

L’interessamento concreto all’interno del parlamento nei riguardi della legalizzazione ha suscitato le reazioni dell’opinione pubblica e delle personalità italiane più autorevoli, che si dimostrano in gran parte favorevoli all’iniziativa.

Un appello rivolto direttamente a Renzi arriva dal blog di Roberto Saviano: lo scrittore e giornalista napoletano – dichiaratamente schierato a favore della legalizzazione soprattutto al fine di contrastare le organizzazioni criminali – invita il Presidente del Consiglio a prendere una posizione netta, seppure scomoda, nei riguardi della marijuana legalizzata, sottolineando come le leggi repressive abbiano soltanto pesato sulle casse dello stato e inutilmente “impegnato le forze dell’ordine costrette ad occuparsi di piccoli reati“.

Si è espresso positivamente anche Umberto Veronesi, che auspica un trattamento per la cannabis del tutto simile a quello che attualmente regola tabacchi e alcolici. L’oncologo ed ex Ministro della Salute è sempre stato uno dei principali promotori italiani della cannabis terapeutica: grazie alle proprietà benefiche contenute nei suoi derivati, il professore ha sempre sostenuto l’efficacia della marijuana nella terapia del dolore, come sedativo, e nel trattamento dei sintomi legati dalla SLA. Recenti ricerche, che dovranno essere approfondite, hanno inoltre dimostrato come i cannabinoidi possano essere considerati una valida alternativa per curare il cancro. Allo stesso modo, Veronesi è sempre stato un protagonista di prestigio all’interno del lungo dibattito che da anni divide il Paese tra sostenitori e oppositori alla legalizzazione, in cui egli si dichiara assolutamente favorevole, purché l’uso terapeutico e quello ricreativo siano sempre opportunamente separati.

Lorenzo Mattei

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