giovedì, 14 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Caucaso e moneta unica,
ecco come avanza Putin
Pubblicato il 23-03-2015


Tibilov-Putin-accordoNon c’è solo la questione ucraina ad interessare la Russia di Vladimir Putin. Il 18 marzo scorso a Mosca, difatti, il Presidente russo ha firmato un trattato bilaterale con il presidente dell’Ossezia del Sud, Leonid Tibilov. L’accordo prevede un sostanziale rafforzamento del legame tra la regione, appartenente formalmente alla Georgia, e la Russia. Nello specifico, Putin e Tibilov hanno concordato l’integrazione tra l’esercito russo e quello osseto, forte cooperazione in materia di sicurezza e una forma di integrazione doganale. Il trattato arriva pochi mesi dopo un altro accordo, quello che Putin ha stipulato con il presidente di un’altra regione separatista della Georgia, l’Abkhazia, nel novembre scorso. Questi passaggi sembrano preludere ad un’integrazione delle due regioni nella Federazione Russa, ipotesi non scartata dallo stesso Tibilov.

L’Ossezia del Sud e l’Abkhazia appartengono formalmente alla Georgia, ex repubblica sovietica, oggi Stato pienamente indipendente, situato sul Mar Nero, tra la Russia e la Turchia, e con capitale Tbilisi. Fin dai primi anni di indipendenza, la Georgia ha dovuto fare i conti con due regioni che contestano l’appartenenza allo Stato georgiano. L’Abkhazia e l’Ossezia del Sud, difatti, hanno sempre rivendicato il legame culturale e politico con la Russia, alimentando uno scontro con il governo di Tbilisi spesso scaturito, nel corso degli anni ’90 e 2000 in vero conflitto armato. L’ultimo episodio in tal senso è la guerra tra Russia e Georgia nel 2008, che ha portato al riconoscimento della dichiarazione di indipendenza delle due regioni da parte di Mosca.

I trattati con Ossezia del Sud e Abkhazia vanno soprattutto ad indebolire un Paese, la Georgia, che ambisce ad entrare in futuro nella Nato e nell’Unione Europea, con cui da anni vanno avanti i negoziati di avvicinamento. Tale prospettiva, che porterebbe la Nato e l’UE in una zona, come quella caucasica, particolarmente sensibile per gli interessi di Mosca, è decisamente osteggiata dalla Russia. A seguito delle proteste del governo georgiano, perciò, le stesse Istituzioni europee ed atlantiche hanno condannato i trattati, in quanto espressione di una violazione della sovranità georgiana e della legge internazionale.

L’azione di Putin, perciò, si inserisce in un contesto di crescente tensione con l’Unione Europea e gli Stati Uniti, dovuto principalmente alla strategia russa di ricostruzione di un proprio ambiente di sicurezza che sembra ricalcare, almeno in parte, lo spazio un tempo sovietico, in opposizione all’allargamento ad Est della Nato. Nella stessa direzione sembra andare anche la proposta che Putin ha fatto il 20 marzo scorso ai Presidenti di Bielorussia e Kazakistan per la creazione di un’unione monetaria tra i tre Paesi. Per quanto al momento tale decisione sembra non essere imminente, una proposta in tal senso fa ben intendere la volontà russa, già manifesta nella crisi ucraina, di espandere la propria influenza sui Paesi vicini.

Riccardo Celeghini

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