martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Cinzia Leone racconta
la confusione diffusa
generata dalla Rete
Pubblicato il 14-03-2015


Cinzia Leone e Fabio Mureddu in "Disoriented Express"

Cinzia Leone e Fabio Mureddu in “Disoriented Express”

Dopo aver affrontato il tema della mammità, come ha definito lei stessa la dimensione del rapporto madre/figlia, Cinzia Leone si cimenta con quello della modernità tecnologica e della tecnologia moderna. In “Disoriented Espress” – nome dello spettacolo in scena al Teatro Ghione di Roma fino al prossimo 22 marzo – per la prima volta è affiancata dal suo collaboratore/autore di sempre, Fabio Mureddu, una sorta di “figlio artistico” confida all’Avanti! l’artista romana.

In questo nuovo spettacolo Leone si confronta con il tema della confusione e del disorientamento sociale che rappresentano “un vero e proprio cambiamento interiore determinato da un mutamento enorme provocato dall’informatica e da internet – spiega l’attrice – che, a sua volta, ha generato il fenomeno che io chiamo ‘democrazia virtuale e virale’ al quale eravamo totalmente impreparati. Questa ‘democrazia, che trae origini a dalle molteplici opportunità di espressione che le tecnologie ci offrono, – continua Leone – non produce altro che un agglomerato di contraddizioni che alla fine ci disorienta”. Oltre alla libertà di espressione, l’istrionica e camaleontica artista fa presente che la Rete ha cambiato anche il linguaggio e il significato delle parole. Per esempio l’uso/abuso del termine ‘condivisione’: “Ho provato a condividere il mutuo su Facebook, ma alla fine la rata me la sono dovuta pagare da sola” – scherza l’attrice – ricordando che il progetto “Disoriented” ha preso forma da un episodio vissuto da lei in prima persona: mentre chiacchierava con un signore alla fermata dell’autobus sulle figure storiche che ancora si possono salvare – in un’epoca come quella attuale – e indicando tra queste Madre Teresa di Calcutta, Leone è rimasta basita nell’assistere alla reazione di una signora anziana che è intervenuta minando l’immagine della religiosa, definendola una “donna cattiva”.

Cinzia Leone in scena al Teatro Ghione di Roma

Cinzia Leone in scena al Teatro Ghione di Roma

Lo stupore dinanzi a questa inattesa aggressività le ha dato lo slancio per concepire lo spettacolo basato sulla confusione, confusione che i due autori hanno voluto mostrare, riuscendoci. “Lo spettacolo non ha una sua identità – fa notare l’attrice – perché Fabio è sempre collegato con l’esterno attraverso il computer, mi aggiorna in continuazione. E io non riesco a stargli dietro, così come non riesco a seguire le continue smentite alle notizie appena annunciate. Lo spettacolo non si riesce a fare perché tenta di inseguire l’idea della realtà, senza raggiungerla”. Nonostante la confusione e il disorientamento provocati dall’avvento della Rete è indubbio il suo merito, quello di aver rappresentato la “prima forma di democratizzazione partita dal basso: tutti oramai esprimono la loro opinione su tutto, e ne hanno il sacrosanto diritto. Ma l’effetto è quello di un vento forte in cui spettinare i propri pensieri è parecchio facile”.

Silvia Sequi 

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