martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Consiglio nazionale Psi: la sfida del tre per cento
Pubblicato il 14-03-2015


Si è concluso, dopo un ampio dibattito sulla relazione del segretario Nencini, il Consiglio nazionale del Psi che ha approvato a maggioranza un documento politico che lancia la sfida del tre per cento. I socialisti non si rassegnano e, pur confermando la fiducia al governo del quale sono parte, tracciano un cammino difficile, ma appassionante per il loro futuro. Danno appuntamento agli Stati generali del riformismo al quale inviteranno forze politiche, movimenti e singole personalità interessate a rianimare in Italia l’area liberalsocialista.

Una parte minoritaria di compagni ha presentato un documento alternativo che proponeva l’uscita immediata del Psi dal governo Renzi e dalla maggioranza, poi gli stessi hanno deciso di non partecipare al voto, perché non si svolgeva per appello nominale, ma per alzata di mano. Il presidente dell’assemblea Carlo Vizzini ha precisato che lo statuto non prevedeva quel tipo di votazione. Si è acceso un vivace confronto che ha indotto i compagni firmatari del secondo documento (Bartolomei, Biscardini, Sollazzo e altri) ad astenersi dal voto.

Personalmente ho affrontato la discussione osservando che il percorso per dotarci di una zattera potrebbe anche portarci a scindere le nostre posizioni da quelle del Pd, qualora l’imbarcazione si rivelasse pronta per salpare in mare. Consideriamo il fatto che con la nuova legge elettorale non ci saranno più le coalizioni con gli apparentamenti, ma solo le liste. Adesso, però, uscire dal governo e dalla maggioranza privi di una semplice scialuppa significa finire in mare aperto con annegamento certo. Il governo Renzi non entusiasma nessuno. Renzi lo trovo interessante solo quando sento parlare Landini. Ma oggi l’uscita dal governo e dalla maggioranza ci porterebbe diritti in braccio alla sinistra radicale.

Noi dobbiamo però fare di più. La sfida la possiamo lanciare sulle idee. Lì non è necessaria la quantità, ma la qualità. L’Avanti si è messo a disposizione per fornire contributi. Sul Jobs act smettiamola anche tra noi di sventolare bandiere. Basta con la logica del “giù le mani”, ieri e anche oggi dalla Costituzione, dallo statuto dei lavoratori, dalla scuola pubblica. I riformisti, i liberalsocialisti non hanno paura della sfida della modernità. Ma la devono governare nel segno dell’equità e della democrazia. Della democrazia che la riforma istituzionale e delle province certo non esalta. E che la nuova legge elettorale, con la prevalenza di nominati, non preserva.

Propongo maggiori protezioni sociali per i lavoratori licenziati, un processo che ci porti, come in Germania, alla cogestione nelle aziende, una più incisiva azione contro i lavori disumanizzanti, oggi che l’età pensionabile è cresciuta e i lavoratori anziani non possono svolgere attività usuranti. Propongo di lanciare in tutta Italia l’Associazione Interessi comuni, che tutela il cittadino dall’abuso di potere delle banche. Propongo di predisporre una posizione sulla riforma della scuola, che apra al confronto pubblico-privato. No a finanziamenti a pioggia alle scuole private, sì al finanziamento attraverso un bonus, calcolato sulle media costo degli alunni nelle scuole pubbliche e non sulla retta delle private, perché gli studenti possano scegliere liberamente la scuola da frequentare.

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Commenti all'articolo
  1. CAro Mauro, avendo partecipato al CN ed avendo votato gradirei fosse data contezza del fatto che la proposta di voto per appello nominale e’ stata votata da 11 compagni della minoranza su circa 200 componenti del CN presenti. Solo allora la minoranza ha annunciato di non partecipare al voto! Avendo votato ricordo bene che il compagno Vizzini ha anche chiesto, a fronte della schiacciante maggioranza espressasi, se ritenevamo necessario contare quanti si erano opposti agli 11 ricevendo un diniego dagli astanti tanto evidente fosse il risultato!Precisazione doverosa viste le fantasiose ricostruzioni che compaiono su fb
    Un saluto Aldo Repeti

  2. Bene, un passo avanti è stato fatto. Si è compreso, meglio tardi che mai, di lanciare la sfida sulle idee per tentare di esistere. Tuttavia, associo ai rallegramenti un’accorata preghiera all’egregio direttore: caro Del Bue, cerca di emanciparti dalla gabbia culturale degli anni 80, “Martellando” di meno su certi aspetti, ancorchè felicemente acquisiti, per proiettarti nella complessa lettura del mondo contemporaneo. Ciò per assolvere ad una funzione di indirizzo che l’avanti deve mantenere, evitando di farci sfogliare, nostalgicamente, un piacevole album fotografico.

  3. La sfida la possiamo lanciare sulle idee. Lì non è necessaria la quantità, ma la qualità. IL PROBLEMA SARA’ FAR CONOSCERE NON SOLO LA QUALITA’ DELLE IDEE MA LE IDEE STESSE.
    Prepariamo l’Arca perchè il diluvio è cominciato da tempo e forse non avremo il tempo terminare i lavori e imbarcarci.

  4. Direttore, sabato è stata per me una giornata spesa bene.
    Ho avuto conferma che la mia posizione in merito alle scelte politiche del partito, collimano perfettamente con la Relazione del Segretario, con il tuo intervento, con quello di Covatta e con quello di Schietroma.
    Lo spazio politico per raggiungere il 3% alle prossime elezioni politiche, quando ci saranno come ha detto Riccardo, c’è e il campo è esattamente quello indicato nella relazione.
    Come tu sai io sono un nostalgico del Lib Lab di Bettizza memoria.
    Le argomentazioni di Bartolomei, Solazzo e Biscardini, si sono rivelate puerili e la richiesta della conta sostenendo che il Segretario non avrebbe più avuto la maggioranza nel Partito, si è rivelata una sconfitta umiliante per loro. Ne prendano atto e adoperando il buon senso, se ne hanno, si mettano a disposizione del Partito, lavorando per raggiungere gli obbiettivi che il Partito stesso si è dato, con la sua maggioranza al 95%,
    Sabato al Consiglio Nazionale.

  5. Quando ho polemizzato coi nostalgici mi sono preso le loro critiche. Adesso Carlo mi dà del nostalgico. Rispondo parafrasando Nenni: “C’è sempre un anti nostalgico meno nostalgico che ti dà del nostalgico”.

  6. Se le riforme di costituzione, scuola e, in parte, del lavoro sono quelle di Renzi io dico: giù le mani. In particolare quella costituzionale ed elettorale è irricevibile e antidemocratica (ci vorrebbe l’assemblea costituente). Saluti socialisti!

  7. Pecheux, nell’Avanti, ha espresso una visione molto personale, partigiana e per niente democratica del C.N. di sabato scorso. Io c’ero e ho sofferto, molto , durante l’assemblea.
    Avevo chiesto un intervento, sarebbe stata per me la prima volta, ma non mi è stato concesso, come a tanti altri.
    E’ stato chiesto di contare i voti per chiamata nominale proprio perchè non risultasse una votazione confusa e senza conteggio dei favorevoli come è avvenuto anche nel precedente C.N. di un anno fa.
    Il presidente Vizzini ha negato tale possibilità motivandola col fatto che lo statuto prevede solo votazioni palesi. Ma il voto nominale è un voto palese, quindi non in conformità allo statuto.
    Quando ha dato questa risposta, verso la fine dell’assemblea, ci sono state forti proteste e l’unica vera votazione è avvenuta in questa bagarre, perchè Vizzini ha posto subito ai voti il documento del segretario sulla riorganizzazione del partito.
    Io sono stato uno dei due astenuti.
    Poi Vizzini, in questa confusione, ha posto subito al voto il documento unitario della minoranza , che era stato presentato dal compagno Bartolomei, critico nei confronti del governo e con richiesta di uscirne. I favorevoli al documento non hanno partecipato al voto per protesta , hanno votato solo i contrari che però non sono stati contati, e Biscardini ha chiesto di ritirare l’esito del voto perchè non è avvenuto in modo regolare. Ci sono stati tanti scambi di parole pesanti con un tentativo, sventato, di passaggio violento alle mani.
    Forse qualcuno preferirebbe che, chi ha una visione politica diversa dalla maggioranza, uscisse materialmente dal partito per avere campo libero, senza minoranza e dissenso. Dissenso che sta aumentando tra gli iscritti, e diversi non intendono più rinnovare la tessera.

  8. Sul mio commento di oggi delle 16,35 devo fare una correzione. Quando scrivo che il voto nominale è un voto palese, poi la frase corretta è ” quindi non in contrasto con lo statuto oppure in conformità allo statuto . Grazie

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