lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Juncker: in Grecia è crisi umanitaria
Pubblicato il 20-03-2015


Grecia-crisi umanitaria

In Grecia “c’è una crisi umanitaria che ha bisogno di un aiuto che venga dal budget europeo”. Lo ha detto Jean Claude Juncker al termine della due giorni dell’Eurogruppo – presenti anche Mario Draghi, Merkel, Hollande e Renzi –  e queste parole rappresentano qualcosa di più di un segnale distensivo, di un’apertura nella trattativa sul debito greco; quello che è giunto oggi dal presidente della Commissione europea è un segnale politico. Usare infatti come ha fatto Juncker la definizione di ‘crisi umanitaria’ significa accettare il punto di vista di Atene che ha sempre sostenuto che non era possibile costringere i greci a sacrifici maggiori di quelli che avevano già fatto e stavano compiendo, non solo perché questi sacrifici avrebbe ulteriormente depresso l’economia del Paese, ma perché il costo sociale era ormai diventato insopportabile.

Così oggi la Commissione europea ha messo a disposizione di Atene per quest’anno due miliardi di euro da prelevare dalla riserva di bilancio dei fondi Ue non utilizzati. La decisione è giunta al termine del vertice europeo, ma perché si concluda questo ulteriore trasferimento di fondi devono essere rispettate delle condizioni. I fondi “non saranno trasferiti sic et simpliciter allo Stato greco, ma potranno essere usati per rafforzare l’azione a sostegno della crescita e della coesione sociale per fronteggiare la disoccupazione giovanile”. “Vorrei – ha detto Juncker – che le autorità greche li investissero in settori propizi alla crescita, per risolvere il massiccio problema della disoccupazione giovanile e per aiutare le Pmi. Spero che il denaro venga usato nel miglior modo possibile”. Insomma i fondi – erogati riducendo il tasso di cofinanziamento dello Stato greco al 5% – sono condizionati a uno scopo preciso anzi, l’Eurogruppo aspetta che il Governo greco fornisca alle istituzioni (BCE, Commissione e FMI, ex Troika) la lista delle riforme attuabili, e poi è pronto a riunirsi per decidere nuove misure.

“Qualunque esborso di aiuti o trasferimento dei profitti Bce – ha detto la cancelliera Angela Merkel – sarà possibile solo dopo il completamento della quinta ‘valutazione’ del programma di aggiustamento che deve essere approvato dall’Eurogruppo”. Tsipras si è impegnato a preparare ‘‘sotto la sua completa responsabilità’’ e a presentare all’Ue una ‘‘lista completa’’ di riforme ‘‘nei prossimi giorni’’, ha detto la Cancelliera.

‘‘Sono più ottimista – ha commentato Tsipras – dopo questo incontro, tutte le parti hanno confermato la loro intenzione di fare del loro meglio per superare le difficoltà della Grecia’’. “L’accordo dell’Eurogruppo del febbraio – scrive il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, sul suo blog chiedendo uno stop agli scambi di accuse “tossici” che aiutano “i nemici dell’Europa”- rappresenta un’eccellente opportunità per procedere. Realizziamolo immediatamente, come i nostri leader hanno chiesto ieri” a Bruxelles.

Insomma il mini-summit sulla Grecia rilancia il dialogo stressato dai reciproci attacchi degli ultimi giorni e tutto è pronto per lo sblocco degli aiuti, ma nemmeno un euro arriverà prima che da Atene sia arrivata la lista degli impegni come richiesto dall’accordo del 20 febbraio; però dall’Eurogruppo si sta facendo di tutto per agevolare il cammino a Tsipras.

Alvaro Steamer

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