mercoledì, 13 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Boschi: No modifiche alla legge Severino per De Luca
Pubblicato il 03-03-2015


DeLuca-Primarie PD-Campania

Gli scatoloni delle schede per scegliere il candidato presidente del centrosinistra sono stati appena chiusi e subito nasce una nuova grana per il Pd. De Luca, infatti, per la legge Severino (che regola, tra l’altro, i criteri di incandidabilità per politici e amministratori pubblici che hanno riportato condanne definitive) rischia di non essere eleggibile. Quindi su De Luca, condannato in primo grado per abuso d’ufficio, pende l’ombra della legge che porta il nome del Guardasigilli del Governo Monti.

Insomma un bel pasticcio. Un candidato presidente, che se eletto, potrebbe non avere i requisiti per svolgere le proprie funzioni. De Luca, ex viceministro del governo Letta, prima bersaniano e ora renziano, non ha intenzione di fare passi indietro e si difende a spada tratta. “Se fossi sospeso – ha detto – farei ricorso al Tar un minuto dopo. Sono fiducioso che ci sarà un intervento entro maggio” “E’ una questione di civiltà giuridica” ha aggiunto De Luca ricordando, a tal proposito, la posizione espressa anche dal vice segretario del Pd, Debora Serracchiani, passando di fatto il cerino al governo.

Il ministro Boschi oggi assicura che “al momento non è allo studio da parte del governo nessuna ipotesi di modifica della legge Severino”. Ma Brunetta non ci crede: “Ipocriti. Per De Luca, ne siamo certi, si provvederà”. Il botta e risposta parte quando, rispondendo alle domande dei giornalisti, il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, dice: “Non so se il Parlamento, nelle prossime settimane, riterrà di intervenire” sulla Severino. E alla domanda se Vincenzo De Luca dovesse vincere la corsa a governatore il ministro risponde: “Verificheremo e prenderemo i provvedimenti necessari da qui alle elezioni che, non sono state ancora fissate ma saranno presumibilmente il 10 maggio anche alla luce di precedenti che ci sono stati in altre Regioni”.

Parole che lasciano perplesso l’esponete della minoranza Pd Civati: “Il ministro politicamente più vicino al premier fa sapere che la legge Severino non si tocca. Però dice che non sa se il Parlamento affronterà la questione. Posizione un po’ curiosa: se il Pd non è d’accordo, è un po’ difficile che il Parlamento possa affrontare la questione e approvare le eventuali modifiche, giusto?”.

La legge Severino in passato è stata applicata una trentina di volte: il caso più noto è certamente quello riguardante Silvio Berlusconi, decaduto dopo una condanna a 4 anni di reclusione (di cui 3 condonati con l’indulto).

In caso di vittoria di de Luca alle elezioni ogni scenario è aperto: ricorsi degli sconfitti, richiesta di applicazione della Severino. Per il presidente dei deputati del Psi Marco Di Lello, candidato alla primarie in Campania, la Legge Severino deve essere modificata per i suoi profili di illegittimità costituzionale.

Sul tema delle primarie, interviene anche Davide Zoggio, della minoranza Pd. “Io ho segnalato ieri una certa titubanza del partito nazionale in merito a questa vicenda. E’ evidente che se ci fossero stati dei problemi gravi le primarie andavano svolte in maniera diversa. O meglio, forse non andavano nemmeno svolte. Quindi il mio consiglio è di fare un tagliando alla legge Severino e di affrontare questo tema prima che la campagna elettorale entri nel vivo per consentirne uno svolgimento sereno”.

Redazione Avanti!

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