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Opinioni e commenti
 

Democristiani doc?
Pubblicato il 11-03-2015


Ascoltavo ieri sera l’intervista di D’Alema, come sempre interessante (ascoltare un uomo politico oggi è sempre caso raro), alla quale ha risposto il giovane pidino di turno con inusitata saccenza. Col tono delle famose Sorelle Bandiera arboriane, quelle del Fatti più in là, ha dichiarato: “Voi non avete fatto nulla. Adesso è il nostro turno”. Che è un bel modo di rispondere alle obiezioni sulla legge elettorale e sulla riforma del Senato. Come la tesi secondo la quale chi vuole quelle riforme è per le riforme, chi le vuole diverse è per la conservazione. È un coro piuttosto stucchevole. Ma su un punto veritiero.

E cioè che se queste due leggi, costituzionale ed elettorale, non dovessero passare si blocca per l’ennesima volta un processo riformatore. Un processo che peraltro ha già prodotto diversi risultati e non tutti positivi. In Italia già sono state approvate negli ultimi vent’anni due leggi elettorali per le elezioni politiche, oltre alla legge per l’elezione dei sindaci e dei presidenti delle province e la modifica della legge elettorale europea, già sono state avanzate in Italia ben trentotto modifiche della nostra Costituzione in cinquant’anni, per due volte negli ultimi anni sono stati modificati interi capitoli, compreso quello che oggi si intende ancora modificare. Dunque?

Cos’è questa idea che prima di questo governo c’era il diluvio? Su due cose la novità è evidente. E cioè per la prima volta vengono aboliti i Consigli provinciali e il Senato elettivo. Dobbiamo proprio rallegrarcene? Ad ogni modo che il nuovo gruppo dirigente del Pd abbia chiuso nel cassetto tutta o quasi tutta (eccetto Chiamparino, Fassino e oggi anche De Luca) la vecchia guardia ex comunista, non mi pare affatto disprezzabile. È il modo così poco democristiano di ragionare che mi stupisce. Nella Dc si salvava sempre il passato. Fanfani amava De Gasperi, dopo avergli preso il posto, Rumor amava Moro dopo avergli sottratto la poltrona. Perché questo troncare col passato?

Perché questa cultura ossessiva della primogenitura? C’è un precedente ed è l’occhettismo. Dopo l’89 il segretario del Pci fece di tutto per non dar ragione ai socialisti. Pensava di andare oltre, di fondare un partito senza una identità chiara, di mettere in scacco Craxi. Ci è riuscito alla fine. Ma il paradosso è che i suoi autentici proseliti sono non fratelli o figli suoi, ma nipoti della balena bianca. E costoro hanno messo in soffitta tutto il gruppo dirigente che pensava, proprio grazie a Occhetto, di essere riuscito a salvarsi. Hanno avuto vent’anni di vita senza di noi. Non sono pochi. Non hanno voluto diventare socialisti nel 1989, e oggi sono finiti sotto la pressa dei democristiani, che li hanno costretti a iscriversi al socialismo europeo. Quel che non è riuscito a noi è riuscito agli ex Dc. Lo ripeto ancora. Ben gli sta.

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Commenti all'articolo
  1. Condivido il tuo articolo con molta sodiffazione ma ieri sera non ero in vena di stare a sentire ancora una volta la lezione di come in parlamento si perde tempo a non portare innovazioni diamo più voce alle nostre idee anche fuori dal parlamento.

  2. Al ben gli sta condivido, però l’Italia sta perdendo la Democrazia e noi che facciamo? Andrò a sentire il CN nella speranza che molti si pronuncino per contrastare le politiche di renzi e il renzismo. Posso sperare?

  3. D’Alema è antipatico ma ha ragione. “Ben gli sta” va bene ma Renzi è peggio e la saccenza dei renziani non si sopporta. Nel merito queste riforme sono pessime. Saluti socialisti!

  4. Ottima analisi; “ben gli stà” concordo, ma resta il fatto che abbiamo una novella DC nel PD e di socialismo, onestamente, nonostante il paravento del PSE, non se ne vede neanche l’ombra!

  5. Totalmente d’accordo direttore. Anch’io più volte ho sottolineato questi aspetti in particolar modo quello sugli ex Comunisti, ma la nascita di un partito socialista riformista, vero e non sulla carta con l’adesione al PSE, dov’é ?

  6. D’Alema ha sempre avuto i suoi limiti, tutta testa e stitico di cuore e passione, ma discute di politica. L’attuale quadro dirigente del PD è composto da ” sgallettati ” politicamente, e non solo politicamente, patetici e da qualche superfurbo.
    Ma noi socialisti non dovremmo innamorarci né di D’Alema, che non ci ha mai risparmiato nulla, e nemmeno di Renzi.

  7. forse, Direttore, sbagli, se in questo discutibile processo di “riforme” renziane chiudi con la soddisfazione che Occhetto ha sbagliato tutto. Già sbagliava molto l’ex PCI, figuriamoci Occhetto e d’Alema. Certo nessuno mai come Veltroni, che ha concepito un partito alla pseudo-americana che ha portato al comando un giovanotto amico di Berlusconi, senza veri principi, senza vera politica, che mira solo al proprio predominio. E tutto grazie alle “primarie” dove votano tutti quelli che passano di lì, o che ci sono portati.

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