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Opinioni e commenti
 

DIMISSIONI ANNUNCIATE
Pubblicato il 19-03-2015


Lupi-dimissioni-intercettazione

La notizia circolava da stamane, ma la conferma l’ha data lo stesso ministro Maurizio Lupi registrando la puntata di Porta a Porta: “Domani al termine dell’informativa” alla Camera, “rassegnerò le dimissioni”. “Per me la politica non è un mestiere, ma passione. È poter servire il proprio Stato. Non ho perso né l’onore né la passione”. “Credo che forse un mio gesto – che non vuol dire ritirarmi alla politica, perché non c’è bisogno di una poltrona per fare politica – questa mia decisione rafforzerà l’azione del governo”, “Renzi mi ha detto: ‘io non ti ho mai chiesto né chiederò le tue dimissioni perché non posso chiederle, dico che è una tua decisione’. Lo ripeto: né il segretario del Pd, né il presidente del Consiglio mi hanno chiesto le dimissioni”. “Devo ringraziare anche il mio partito – ha aggiunto il ministro -. Tutto il mio partito mi ha detto che non devo dimettermi perché non c’è ragione”.

Durante la giornata, secondo ‘le voci di corridoio’, si preannunciava la decisione che poi è stata confermata dallo stesso Lupi, cioè che si sarebbe pouto dimettere domani, venerdì,  dopo l’informativa urgente alla Camera prevista per le 11. Secondo quanto si apprende in ambienti parlamentari, Angelino Alfano aveva chiesto a Lupi di fare un passo indietro. Nella tarda mattinata di oggi (giovedì) si era tenuto un incontro tra Alfano, Lupi e il premier Matteo Renzi nel quale, sempre secondo quanto viene riferito, sarebbe continuato il pressing sul ministro Lupi che si sarebbe convinto a fare un passo indietro.

Quindi non si arriverà a votare la mozione di sfiducia che la Conferenza dei capigruppo aveva nel frattempo calendarizzato per martedì prossimo alle 16 alla Camera. Infatti la richiesta di informativa del ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, alla Camera, nel corso della Capigruppo è stata ritirata dalle opposizioni per accelerare il voto sulla mozione di sfiducia, ma la maggioranza ha poi chiesto lei stessa l’informativa: “Evidentemente ha già sfiduciato Lupi”  aveva commentato Arturo Scotto, capogruppo di Sel. A questo un punto un passo indietro del Ministro non era più escluso anche perché proprio questo sarebbe un modo per non costringere la maggioranza ad esprimesi con un voto che avrebbe potuto portare a delle fratture interne con una divisione tra Pd e Ncd le cui conseguenze sugli equilibri di governo potrebbero degenerare.

Il Pd è sembrato unito su questa posizione anche se posizioni ufficiali non ve ne sono state per tutta la giornata. Parlano però i singoli, come Cuperlo: “Su una materia come questa penso che bisogna avere senso di responsabilità di appartenere a un gruppo e a un partito, e prenderemo una posizione congiunta, mi auguro condivisa. Ritengo che, al netto di qualunque scelta garantista, la situazione sia abbastanza insostenibile”. Parole chiare che non hanni bisogno di interpretazione. Simile la posizione di altri esponenti della minoranza Pd. Come Fassina e Civati. Per Fassina sarebbe meglio che “la vicenda si chiuda prima delle mozioni di sfiducia. Sarebbe un gravissimo errore politico se arrivassimo in aula con il governo che non ha preso una posizione, che metterebbe ciascuno di noi di fronte alle proprie responsabilità. Sono sicuro che il Presidente del Consiglio interverrà prima e si eviterà di mettere ciascuno di noi di fronte a un’alternativa. Anche se il ministro Lupi non è indagato – ha continuato Fassina – chi ha responsabilità politica, ha dei doveri in più rispetto ai cittadini”.

Per il Ministro Boschi “il governo ha mostrato ampia disponibilità prima con il Question Time, poi con l’informativa.  Il ministro Lupi riferirà al Parlamento, che è la sede preposta a questa discussione, e i gruppi – ha detto ancora il ministro Boschi – dopo averlo ascoltato avranno modo di formarsi una propria idea e di valutare autonomamente. Io rispondo solo su ciò che ha deliberato la Conferenza dei capigruppo. E’ stata fatta una scelta di trasparenza”.

Nel frattempo l’Ncd non ha smesso di difendere il suo ministro. “Chiedo al premier Matteo Renzi di essere coerente: quanto vale per un esponente del governo di Ncd deve valere anche per gli esponenti del Pd”. Ha detto la capogruppo Ap a Montecitorio Nunzia De Girolamo. A voler vendere cara la pelle del lupo, è anche il senatore del Nuovo Centro Destra Carlo Giovanardi: “Se Renzi dice una parola è chiaro che Lupi si deve dimettere, ma a quel punto devono andare via anche i sottosegretari del Pd indagati. E anche condannati come De Luca. Lupi – dice Giovanardi – non ha avvisi di garanzia. Bisogna trattare le persone nella stessa maniera, se Lupi non indagato viene messo fuori dal governo quelli indagati a maggior ragione  devono andare via”.

Nelle intercettazioni rese note in questi giorni viene citato tra gli altri anche il segretario del Psi Riccardo Nencini: Oggi vengono diffuse le parole dell’ex sottosegretario Antonio Bargone che commentando con Ercole Incalza la nomina a viceministro di Riccardo Nencini, ne sottolinea la vicinanza politica. Ma nel colloquio tra i due, entrambi indagati e la cui conversazione intercettata è agli atti dell’inchiesta fiorentina sulle grandi opere, commentano anche altre nomine di governo, come quella del sottosegretario all’ambiente Silvia Velo definita ”una rompic…i”. E’ il 28 febbraio e Bargone, ai vertici della società autostradale Sat chiama Incalza: ”Ercole, non speravi tanto tu avere vice ministro il tuo capo .. compagno (ride, ndr)”. Incalza commenta dicendo che anche un altro sottosegretario De Caro, è un suo vecchio compagno di partito: “Già… tutto come previsto…compagno… ma  De Caro pure è compagno … capito?”. Bargone dice poi di aver ”mandato gli auguri a Silvia Velo che è diventata sottosegretario all’ambiente… pensa un po’ che rompicoglioni deve essere…”.

Parole che Nencini commenta ironico in un tweet: “Sono lusingato da tutte queste attenzioni. Ho vissuto felicemente senza saperlo e spero di vivere felicemente anche i prossimi anni”.

Ginevra Matiz

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