lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Sì al divorzio breve, ma non passa quello diretto
Pubblicato il 18-03-2015


Divorzio breveSe tutto andrà bene la legge potrebbe arrivare entro l’estate. Dopo il placet del Senato – dove ha ottenuto 228 voti favorevoli, 11 contrari e 11 astenuti – il disegno di legge 1504 sul divorzio breve ora passa – in terza lettura – alla Camera per il varo finale. Se i deputati approveranno il testo, senza modifiche, non saranno più necessari i tre anni di separazione prima di poter avanzare la domanda di divorzio, ma basteranno dodici mesi in caso di giudiziale, e sei mesi se la decisione è condivisa. Enrico Buemi (Psi): “Passi avanti, ma anche un’occasione mancata”.

STRALCIATO IL ‘DIVORZIO LAMPO’ – Ritirato invece l’emendamento che prevedeva il cosiddetto “divorzio lampo”: l’Aula di Palazzo Madama ha infatti stralciato la norma sul divorzio diretto o immediato (senza passare per la fase della separazione nei casi di assenza di figli o non indipendenti, ndr) contenuta nel comma 2 dell’articolo 1 della legge sul divorzio breve con votazione per alzata di mano. La proposta di stralcio era stata avanzata dalla stessa relatrice democratica, Rosanna Filippin con la motivazione che è più importante accorciare i tempi con l’approvazione del disegno di legge.

BUEMI (PSI): PASSI AVANTI, MA ANCHE OCCASIONE MANCATA – “Il voto di ieri al Senato sul provvedimento rappresenta senz’altro un passo in avanti nel superare arretratezze del nostro codice civile, ma si poteva e doveva fare un passo in più consentendo ai coniugi – consensuali e senza figli – di separarsi evitando orpelli intermedi. Così come avevo chiaramente indicato nel mio disegno di legge. Questo il commento del senatore socialista Enrico Buemi, che ha definito “un burocratismo la separazione legale nella fattispecie indicata”. “Rimango dell’idea che il legislatore debba creare opportunità agli italiani e non imporgli dei comportamenti in materia di diritti civili”. “La separazione legale in fondo cos’è? Un vecchio retaggio del nostro ordinamento quando ancora l’istituto del divorzio non era previsto”. Secondo Buemi “la società, ancora una volta si mostra più avanti delle Istituzioni che sembrano arrancare dietro i mutamenti sociali. Per questo noi socialisti – continua l’esponente Psi – abbiamo espresso voto contrario allo stralcio dell’emendamento della Filippin, che eliminava proprio la possibilità del divorzio immediato in caso di consensualità, in modo che sia chiara la posizione dei socialisti sul punto, ma non abbiamo fatto mancare il voto favorevole al provvedimento nel suo insieme, che è comunque un passo avanti”.

Silvia Sequi

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