martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Docenti precari italiani, uniamoci!
Pubblicato il 18-03-2015


Scuola-precari-nudo-docentiParafrasando la famosa frase del filosofo ed economista Karl Marx ci viene spontaneo chiederci per quale motivo i docenti precari italiani non abbiano diritti, non abbiano la possibilità di contare politicamente, non possano neppure essere presi in considerazione dall’attuale classe politica. E la risposta potremmo trovarla ‘nella politica delle due natiche di questo governo’.

Queste, per un verso guardano a Confindustria e alle sue indicazioni, per l’altro si sottomettono ai comandi di un’Europa germano- centrica. Tale lettura però è semplicistica e riduttiva.
Per ciò che concerne il mondo della scuola, ad esempio, l’attuale maggioranza ha adottato solamente una politica di annunci attraverso slide, condite di grossolani errori ortografici.
È forse questo un indizio di quanta poca cura si possa avere per la cultura e per l’educazione in senso lato, non ci si è mai chiesti, in questa legislatura, a quale scuola pubblica si voglia tendere per il futuro delle nuove generazioni, quali risposte certe e risolutive meritino i tanti dignitosi lavoratori precari, molti con pluriennale esperienza, che ogni giorno con impegno e amore fanno muovere quest’immensa realtà.
La scuola competitiva renziana è una scuola del ring, i docenti devono prendersi a pugni per avere un aumento di salario o per essere assunti, devono essere i lecchini del preside-manager di turno.
Insomma all’alba del terzo millennio, siamo tornati al medioevo fiorentino, al feudalesimo e alle corti; rivedremo la cultura solamente nelle mani dei ricchi e i figli dei lavoratori potranno al massimo andare a ramengo.
La buona scuola, l’ottima scuola può nascere con una revisione decennale della programmazione, delle indicazioni nazionali per il curriculum e del percorso formativo universitario da far fruire a coloro i quali, dopo la maturità, decidono di intraprendere la carriera del docente. Perché il Governo italiano non si preoccupa di “rivedere” il contratto dei docenti che è scaduto dal 2008?
Al docente non servono né i miseri ottanta euro in busta paga, né la tessera per andare al cinema o al teatro.
È doveroso ricordare che gli stipendi degli insegnanti italiani sono i più indecorosi in Europa.
I precari uniti meritano una rappresentanza non solo sindacale, ma anche politica, giuridica e sociale. È tempo di concretezza e serietà perché si può e si deve cambiare dal contesto e non dalla gallina “Faraona”.
Domenico Scarfò

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Commenti all'articolo
  1. Questo commento lo scrivo spesso mi dispiace per voi giovani professori che con il vostro sacrificio tenete in piedi la scuola italiana.
    La scuola purtroppo non esiste più. E’ diventato solo un sistema per dare posti di lavoro mal pagati a insegnanti sfruttati e i tanti che si impegnano sono illusi di poter cambiare la situazione. I politici hanno distrutto la scuola: (ex)-democristiani e (ex)-comunisti i primi perché vogliono una scuola cattolica, anzi becero-cattolica, i secondi si sono inventati l’alunno-cliente e siccome il cliente ha sempre ragione il diploma deve essere garantito. Si può impedire questa situazione? Certo, basta accettare la logica liberale di togliere il valore legale al titolo di studio e prima o poi si tornerà ad avere un qualche barlume di decenza. Anche questa volta così vinceranno le classi più abbienti perché i loro figli avranno le migliori scuole a scapito del popolo che si dovrà accontentare delle scuole ghetto. Ma in America (USA) non è così. Non siamo un grande paese!?

  2. Togliere il valore legale al titolo di studio è un’assurdità bella e buona. Le cose da fare sono ben altre, in primis ridare dignità ai docenti e ripristinare la severità della scuola di un tempo. Altro che le cretinate introdotte nella seconda Repubblica. Vogliamo davvero paragonare Gentile e Berlinguer? Sarebbe come paragonare Maradona e Pirlo…
    Ora l’urgenza è fermare Renzi, che vuole distruggere la scuola pubblica e negare diritti persino a docenti che lavorano nella scuola da molti anni. Nessuno aveva mai fatto peggio del PD e di Renzi. Si vergognino!

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