martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Efficienza del sistema
bancario e crescita locale
Pubblicato il 31-03-2015


soldi-euroI recenti effetti della crisi sul sistema economico hanno riportato con forza al centro del dibattito la discussione sulla relazione tra sviluppo del sistema finanziario e crescita dell’economia locale. Molti studi empirici hanno individuato l’esistenza di una relazione positiva tra il livello di sviluppo raggiunto dal sistema bancario, da un lato, e i tassi di crescita del PIL pro-capite, dall’altro. La debolezza principale della stima di questa relazione sta, per alcuni, nelle variabili utilizzate per stimare il grado di sviluppo del sistema bancario; queste variabili riguardano normalmente l’ammontare complessivo dei finanziamenti intermediati dalle banche. Tutte le stime così effettuate hanno generato problemi interpretativi, perché solo in parte è stato colto il ruolo che le banche svolgono nello sviluppo economico locale.

Innanzitutto, perché l’ammontare del credito erogato è fortemente determinato dal livello di sviluppo raggiunto dall’area di riferimento; fatto, questo, che potrebbe indicare una relazione causale di tipo inverso tra sistema finanziario e crescita economica, nel senso che è la crescita a determinare l’espansione dell’attività finanziaria, e non viceversa. In secondo luogo perché la misurazione della relazione esistente tra sviluppo del sistema finanziario e crescita in funzione del credito erogato, riferita ad aree vaste (di solito, aree sulla quali insistono interi sistemi economici nazionali), non considera aspetti specifici locali ad alto impatto sulla relazione oggetto di stima. In conseguenza di tutto ciò, l’ammontare del credito erogato considerato a livello di aree vaste può al più essere assunto come elemento di previsione della crescita, nel senso che sono le previsioni di una crescita futura a determinare l’espansione dell’attività finanziaria.

Le previsioni dello sviluppo del sistema bancario fondate sulla crescita futura di una data area trova una giustificazione nel fatto che la produzione è finanziata in anticipo rispetto alla crescita; perciò le banche, nel concedere credito, devono poter prevedere la crescita futura dell’economia reale. Ciò, per molti critici della stima dell’impatto sulla crescita effettuata in funzione del credito intermediato, può solo significare che lo sviluppo dell’attività finanziaria è solo un indicatore di previsione piuttosto che un fattore causale della crescita.

Un altro limite delle ricerche empiriche volte a misurare la relazione esistente tra sviluppo elle attività bancarie e crescita è quello di enfatizzare il ruolo che le banche hanno riguardo all’accumulazione di capitale. La letteratura economica ha, però, chiarito che il ruolo specifico che le banche svolgono nel sistema economico non è quello di intermediare il risparmio o di stimolare l’accumulazione, ma quello di certificare la qualità degli imprenditori.

Da quest’ultimo punto di vista, le banche sono essenziali ai fini della crescita in quanto rappresentano un meccanismo di selezione degli imprenditori e delle forme d’impiego delle risorse disponibili. Se questa è allora la funzione principale delle banche nel processo di crescita, è su di essa che gli indicatori dello sviluppo del sistema bancario dovrebbero essere basati, e non sull’ammontare complessivo di risorse intermediate.

Per i motivi esposti, alcuni ricercatori propongono un nuovo approccio al problema della misurazione del contributo del livello di sviluppo raggiunto dal sistema bancario alla crescita di un’area; in particolare, suggeriscono di correlare il flusso dei finanziamenti erogati nell’area con l’efficienza microeconomica stimata in funzione dei costi di funzionamento delle banche che operano in quella stessa area, e di utilizzare questa correlazione per misurare la capacità delle banche di selezionare i prenditori migliori per supportare l’economia reale nel processo di crescita.

L’efficienza delle banche, infatti, è un indice che in sé sembra più adatto a stimare la causalità esistente tra finanza e crescita, nel senso che l’efficienza delle banche può meglio contribuire ad esprimere il ruolo che può avere il sistema creditizio nella crescita economica delle aree locali, soprattutto in quelle che ancora, come le regioni del Sud dell’Italia, accusano ritardi sulla via della crescita. Ciò significa considerare fondamentale, all’interno di tali aree locali, il ruolo delle banche nella promozione della crescita economica locale, in quanto svolgano principalmente una funzione di selezione degli imprenditori, attraverso l’esercizio efficiente in termini di costi della loro attività.

In questo modo, per capire come le banche locali possono meglio contribuire a supportare la crescita, occorre tener conto, non solo dell’entità dei finanziamenti erogati, ma anche della qualità dei prenditori e dell’efficienza microeconomica delle banche, secondo l’ipotesi che la considerazione dell’insieme di questi indicatori può contribuire ad una stima del contributo della banche al sostegno della crescita locale migliore di quella resa possibile con l’impiego degli indicatori tradizionali ai quali normalmente si fa riferimento.

I risultati conseguiti da specifiche ricerche condotte sul campo nelle regioni italiane, come risulta da quella condotta da Cristian Barra (“Lo sviluppo finanziario locale e la crescita economica: prospettive su dati territoriali italiani”, in Rivista Economica del Mezzogiorno n. 1-2/2014) confermano l’impatto positivo dell’efficienza microeconomica delle banche sulla crescita ed evidenziano anche un aspetto sinora poco considerato, ovvero che le banche operanti nelle regioni del Nord, pur essendo più efficienti rispetto a quelle operanti nelle regioni meridionali in termini di costi, quelle del Sud sono più efficienti rispetto a quelle del Nord in termini di profitti.

Questo aspetto delle banche operanti nelle regioni del Sud, più che essere positivo dal punto di vista del loro sostegno della crescita, si rivela invece essere negativo, in quanto la maggiore efficienza in termini di profitti è tendenzialmente dovuta alla maggiore concentrazione (territoriale e funzionale) nelle regioni meridionali degli istituti di credito (soprattutto se di dimensioni medio-piccole); in altri termini, le banche operanti nelle regioni del Sud dell’Italia, concentrate territorialmente e funzionalmente, operando nelle sub-aree più avanzate e avendo pochi concorrenti, possono disporre di una maggior quota di mercato, massimizzando i loro profitti, ma con un basso contributo alla crescita, in quanto poco efficienti in termini di costi e poco diffuse nel territorio.

In conclusione, alla crescita delle regioni meridionali potrà contribuire, non tanto il volume dei finanziamenti intermediati dagli istituti di credito, com’è accaduto nel passato, quanto da una combinazione di diversi elementi, includenti, oltre al volume dei finanziamenti intermediati, l’efficienza degli istituti di credito in termini di costi e non di profitti e, dunque, da una loro maggiore presenza e diffusione nel territorio, oltre che da una politica pubblica volta a dotare le aree locali di possibili opportunità future di crescita.

Gianfranco Sabattini

 

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