lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Francia dimezzato Hollande
vince Sarkozy, niente al FN
Pubblicato il 30-03-2015


Elezioni_dipartimentali_Francia_2015La sconfitta alle amministrative francesi di Hollande e la vittoria di Sarkozy sono – almeno stando ai primi exit poll – in quattro numeri: il centrodestra guidato dall’ex presidente della Repubblica governava in 40 dipartimenti, oggi in 66 mentre i socialisti scendono da 61 a 34. Cambiano colore insediamenti ‘storici’ del PS, fra cui l’Essonne del premier Valls e la Corrèze del presidente Hollande, ma anche le Bocche del Rodano, governate dalla sinistra fin dagli anni della Liberazione dal nazifascismo.

Il colpo, non inaspettato, è stato molto duro e ora dopo l’analisi dei dati dai prossimi giorni comincerà il dibattito interno alle forze politiche, non solo nel Partito socialista.

Per Nicolas Sarkozy, presidente dell’Ump, è comunque il momento della vittoria: “Stasera, la destra ha nettamente vinto le elezioni dipartimentali. Mai, nella Quinta repubblica, la destra aveva raggiunto un risultato del genere”. “I francesi hanno sconfessato in modo massiccio la politica di Francois Hollande e del suo governo senza appello”, che ha fallito “a tutti i livelli”, che ha “totalmente ignorato il messaggio della maggioranza dei francesi”. Sarkozy deve pensare ora a come gestire il successo per le prossime elezioni regionali e soprattutto per le presidenziali. Il successo di queste amministrative si deve in gran parte all’alleanza con i moderati di centro e all’effetto spauracchio di una possibile vittoria delle destra di Marine Le Pen che infatti è stata duramente penalizzata dalla logica ‘repubblicana’, ovvero dalla tradizionale diffidenza dei francesi ad affidarsi a forze considerate ‘antisistema’, come i neofascisti del Fronte Nazionale. Sarkozy in campagna elettorale ha abilmente fagocitato molti dei temi e delle posizioni estrema della destra di Le Pen, ma ha sempre categoricamente escluso un’alleanza con l’estrema destra, ma ora se vuole correre per l’Eliseo ha bisogno di costruire un progetto di governo più credibile anche perché non può sfruttare l’effetto sorpresa della sua candidatura e non può limitarsi all’effetto repubblicano o alle critiche a Hollande per convincere la maggioranza dei francesi.

Il movimento Femen contro Marine Le Pen: Fasciste

Il movimento Femen contro Marine Le Pen: Fasciste

Marine Le Pen intanto ostenta tranquillità, ma ‘l’onda blu’ si è infranta sul sistema maggioritario a due turni perché non ha ottenuto neppure un governo in uno dei 101 dipartimenti in ballo. Il suo FN è il primo partito di Francia, ha conquistato un quarto dei votanti – l’affluenza è stata del 50% – ma quando si è misurato con la scelta dei candidati giusti, ha dovuto scontrarsi con un muro di sfiducia e gli elettori hanno preferito i più rassicuranti nomi proposti da Sarkozy e dai suoi alleati. Marine potrebbe aver insomma raggiunto il culmine della popolarità, ma anche il massimo della inutilità politica: tanti voti, nessun eletto. D’altra parte il sistema francese col ballottaggio è concepito proprio per ‘tagliare’ le ali, e il Fronte Nazionale di Marine Le Pen costituisce senza dubbio l’ala estrema di destra del sistema politico francese.

“L’obiettivo – ha dichiarato baldanzosa Marine Le Pen – si avvicina: andare al potere e mettere in pratica le nostre idee per risollevare la Francia. Restituirle libertà, sicurezza e benessere. L’impoverimento, la disoccupazione di massa, la distruzione della nostra identità non sono delle fatalità”. Questo però rischia di restare al massimo la base per costruire un nuovo slogan per la prossima campagna perché anche se il FN è pronto a fare accordi a livello locale con il centrodestra, l’UMP continua a respingere l’offerta.

Per la sinistra i dolori di pancia sono più intensi. Hollande continua a franare nei consensi e il suo governo alle prese con la crisi economico-finanziaria, non è stato appena in grado di gestire l’emergenza. Il primo ministro, Manuel Valls, ha promesso nuove misure per favorire investimenti privati e pubblici e per l’occupazione. Ma il problema vero, il ‘male oscuro’ della sinistra francese, si chiama frammentazione. “La sinistra – ha ammesso lo stesso Valls – troppo dispersa, troppo divisa al primo turno, arretra nettamente nel secondo, nonostante i buoni bilanci degli esecutivi dei dipartimenti”.

Il dato davvero sconfortante però è che i francesi sono nettamente orientati a scegliere tra destra estrema, destra dell’UMP e partiti di centrodestra e che senza un candidato forte e un progetto in grado di convincere e far sognare, la sinistra divisa sembra destinata a perdere anche i prossimi appuntamenti elettorali.

Alvaro Steamer

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