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Opinioni e commenti
 

Giustizia, la prescrizione spacca la maggioranza
Pubblicato il 04-03-2015


Giustizia-prescrizione

La giustizia scalda la maggioranza. Slitta l’esame nell’Aula del Senato del ddl anticorruzione. La conferenza dei capigruppo di palazzo Madama ha deciso di metterlo in calendario anziché giovedì, com’era previsto da tempo, nella settimana dal 17 al 19 marzo. In commissione non risulta ancora formalmente presentato l’emendamento del Governo sul falso in bilancio e continua quindi l’ostruzionismo di Fi sul provvedimento. Infine alla Camera la maggioranza si è spaccata sulla riformulazione dell’art.1 del testo di riforma della prescrizione che prevede l’allungamento, della metà, dei termini per i reati di corruzione. Ap (Ncd e Udc) ha votato contro, insieme a Fi e M5.

Il testo del governo riformula una prima proposta di testo base a firma dei due relatori di maggioranza del provvedimento, Sofia Amoddio (Pd) e Stefano Dambruoso (Sc).

Le proposte di riformulazione presentate in commissione Giustizia della Camera a tre emendamenti del governo prevedono in sintesi l’aumento della metà dei tempi entro il quale la prescrizione agisce sui reati di corruzione e di corruzione in atti giudiziari; la non retroattività di tutte le norme contenute nel testo base sulla prescrizione e un chiarimento sulla possibilità di prolungare il periodo di sospensione della prescrizione in caso si verifichi “un’ulteriore causa di sospensione”.

Oltre all’aumento della metà dei tempi entro il quale la prescrizione agisce sui reati di corruzione e di corruzione in atti giudiziari viene confermata la soppressione dell’aumento di un quarto dei tempi necessari a prescrivere, attualmente previsto dall’articolo 1 del testo base. In merito alla non retroattività la riformulazione proposta specifica che “le disposizioni di cui alla presente legge, si applicano ai fatti commessi dopo la data di entrata in vigore della medesima”.

“Stiamo lavorando, con il ministro Orlando – ha detto il ministro Maria Elena Boschi – che ho sentito, con la presidente Ferranti e i membri della commissione. La maggioranza ha già individuato un’ipotesi di accordo. Sono molto fiduciosa che si troverà un accordo”, ha affermato.

Area popolare (Ncd-Udc) voterà contro il testo di riforma all’esame della commissione Giustizia della Camera. Per il capogruppo Ap della commissione, Alessandro Pagano, “si rischia di portare il termine della prescrizione a 25-30 anni, inammissibile per un paese civile che deve garantire gli innocenti e una ragionevole durata del processo. La proposta di base del governo aveva trovato mediazione che è stata travolta dal lavoro in commissione, segno evidente di una posizione ideologica che per quanto ci riguarda – ha aggiunto -mette in difficoltà lo stesso Governo”.

Una riforma che i Socialisti non voteranno. Lo ha detto il presidente dei deputati del Psi Marco Di Lello. “E’ un testo – ha spiegato – che rischia di far ricadere sui cittadini le inefficienze della giustizia: noi socialisti non lo voteremo”.

Per la relatrice della riforma della prescrizione, Sofia Amoddio del Pd “nel metodo abbiamo chiesto a tutti i gruppi di contribuire con le loro proposte, nel merito abbiamo tenuto conto delle necessità di incidere sul reato di corruzione, e di corruzione in atti giudiziari, aumentando della metà il termine della prescrizione. Ricordo che la corruzione tra tutti i reati contro la Pubblica Amministrazione è quello più difficile da scoprire perché si fonda su un patto tra corrotto e corruttore. Di qui la necessità di un tempo lungo per la prescrizione del reato. Mi pare in definitiva che la posizione di Area popolare sia completamente incomprensibile”.

“Il provvedimento è solo all’inizio” ha detto il ministro della Giustizia Orlando. Con Ncd “discuteremo, ma va salvaguardata una specificità dei termini di prescrizione per i reati di corruzione”.

Redazione Avanti!

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