lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Hollande salva la faccia.
I sondaggisti tracollano
Pubblicato il 23-03-2015


HollandeLa sinistra, anzi il Partito socialista di François Hollande, ha salvato la faccia. A stare ai sondaggi, le elezioni per il rinnovo di 101 Consigli Dipartimentali, all’incirca le nostre Province, potevano essere una vera Caporetto, anzi una Waterloo, con la destra di Marine Le Pen a dettare legge e l’UMP di Nicolas Sarkozy, a scodinzolare dietro il Front National. E invece non è andata così e i veri sconfitti, sono gli istituti di sondaggio che non hanno davvero azzeccato neppure uno dei risultati usciti dalle urne.

Francai-sondaggi

I numeri quelli veri, dicono che il partito di Sarkozy, tornato in campo solo da pochi mesi, è giunto infatti in testa con circa il 29% dei suffragi a livello nazionale, grazie al ticket elettorale con i centristi dell’UDI, l’Union des Démocrates et Indépendants. Quanto all’ ‘Onda blu’, di Marine Le Pen, c’è stata solo sulla Manica, dove la marea record dell’Atlantico ha superato i 15 mt e ridotto Mont Saint Michel a un’isola. L’FN targato Marine si è fermato infatti al 25,7%, appena un po’ meglio delle Europee (24%) ma assai distante dal clamoroso risultato che prevedevano i sondaggisti, in una forbice che veda il Fronte National collocato tra il 29 e il 33%, ben oltre l’UMP.

Il PS risulta terzo arrivato con il 21% (24 alle Europee), maElezioni-Francia-LePen-Hollande la situazione migliora se si tiene conto che in molti casi le alleanze con le liste civiche locali fanno salire di molto la percentuale dei socialisti. E sì, perché quello che conta, è il secondo turno. In questo caso Marine Le Pen è destinata ad essere duramente penalizzata dalla logica ‘repubblicana’, ovvero dalla tradizionale diffidenza dei francesi ad affidarsi a forze considerate ‘antisistema’, come i neofascisti del Fronte, e pronti a sostenere persino il candidato della parte tradizionalmente avversa pur di non spianare la strada a una vittoria della destra estrema. Front de Gauche e Verdi sono andati malissimo, anzi, gli ambientalisti sono crollati dal 9% all’1,5%. Dunque il gran favorito è Sarkozy, destinato a svuotare il serbatoio elettorale di Marine mentre i socialisti capitalizzeranno il voto della sinistra sparsa perdendo sicuramente una parte dei 60 dipartimenti che avevano, ma senza arrivare alla frana pronosticata dai sondaggisti.

Sul piano politico generale, fa discutere il successo di Sarkozy che è sì riuscito ad arginare Marine Le Pen, ma a prezzo di una netta involuzione a destra, cioè raccogliendo e facendo suoi molti dei temi della destra xenofoba fino ad accogliere, ad esempio, la scelta di negare agli alunni di religione musulmana la possibilità di un piatto diverso dalla carne di maiale nelle mense scolastiche. È uno stravolgimento della tradizionale tolleranza e ‘laicità’ della Francia illuminista che forse non tutto l’elettorato tradizionale dell’UMP sarà disponibile a seguire quando si tratterà di votare per le elezioni politiche e presidenziali.

Alvaro Steamer

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