lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

I figli, che problema…
Pubblicato il 18-03-2015


Inutile girarci intorno. Sembra una scena già vista. Renzi non vuole dimissionare Lupi, ma gradirebbe un gesto del ministro. Lupi non vuole compierlo perché si sente del tutto innocente. Ha ragione. Non è neppure inquisito. Qualcuno annota che deve assumersi la responsabilità anche degli uffici del suo ministero. Giusto, ma se le responsabilità verranno provate. Siamo già alla condanna di Incalza e compagnia? La verità è che siamo solo all’apertura di un’inchiesta e se si vuole cambiare la legge Severino perché una condanna in prima istanza non è una condanna, non capirei perché solo l’apertura di un’inchiesta dovrebbe configurarsi tale.

Paradossalmente le uniche cose certe sono quelle, non di ordine penale, ma comportamentale, che riguardano il ministro Lupi e che sono state certificate e ammesse. Lasciamo stare dunque l’aspetto giudiziario, che riguarda invece altri e concentriamoci su questo. Per l’amor di Dio il figlio di Lupi, Luca, ha diritto di lavorare come tutti i suoi coetanei, parte cospicua dei quali il lavoro non ce l’ha. Ma, domanda, doveva proprio trovare un lavoro, grazie a Incalza, da un imprenditore che lavorava col ministero del papà? Lasciamo stare anche i regali che non sono proibiti. Se sono sganciati da benefici illegittimi non costituiscono problema. Ma proprio da quel Perotti arrivavano che era il più grande beneficiario dei lavori sulle grandi opere…

Dimissioni allora? No, io non le chiederei mai. Sono anche sicuro che Lupi non sia un affarista e che il capitolo regali lo abbia trovato almeno in parte estraneo. Certo poteva risparmiarselo questo coinvolgimento familiare nel suo dicastero. O grazie al suo dicastero. Chi scrive ha difeso anche la Cancellieri, un’altra che Renzi avrebbe cucinato. Più per la telefonata ai Ligresti che per la storia del figlio. Lei era ministro degli interni e che il figlio lavorasse grazie ai Ligresti poteva suonare neppure particolarmente dissonante. Oddio, se paragoniamo i compensi c’è da ridere in favore, per difetto, del giovane Luca. Ma non era meglio, siccome il figlio del ministro degli Interni lavorava con un imprenditore, che il figlio del ministro delle Infrastrutture lavorasse con un prefetto? Sarebbero stati problemi di Alfano…

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Commenti all'articolo
  1. Dimmi tu come si fa ad impedire ad un figlio di rivolgersi agli amici dei genitori per un lavoro. Soprattutto quando il lavoro corrisponde alla capacità del ragazzo, ai suoi titoli e quando la retribuzione è regolare. Ma vado oltre: mi chiedo se questo scandalizzarsi pruriginoso di fronte ad un comportamento normale per tutti i giovani di tutte le famiglie, ricche o povere, italiane e straniere, non sia sintomo di miseria morale degli accusatori, non degli accusati. Stendiamo un velo pietoso! Fermo restando che un padre non può impedire a un figlio maggiorenne di accettare un regalo, sul rolex bisognerebbe invece fare altre considerazioni che attengono al costume e al buon gusto. Io non assumerei mai un giovane ingegnere con un rolex al polso. E’ un oggetto vintage, pesante, brutto, di nessuna funzionalità e chi lo porta è un po’ stupido. Penso che il giovane ingegnere non indossasse il rolex ma che l’abbia accettato per non offendere l’amico di famiglia. Io non regalerei mai un rolex, piuttosto un iwatch.
    Diverso invece è il discorso sui rapporti del ministro con la casta di questi alti burocrati che sono il tumore maligno della pubblica amministrazione. Ci vogliono regole che impediscano che personaggi come Incalza, Perotti, Mastrapasqua … possano mettere radici ai vertici dello stato e produrre metastasi. Ci vogliono regole categoriche di ricambio di turnover e la possibilità di licenziarli. Questo Ercole Incalza che, per decenni, tutti consideravano stimatissimo e insostituibile, è la dimostrazione di quanto il male sia pervasivo. E’ la dimostrazione di come Matteo Renzi abbia ragione nella sua battaglia per lo svecchiamento della politica e di ciò che la circonda. La domanda che mi farei è invece se Maurizio Lupi abbia portato con se giovani collaboratori oppure collaboratori anziani ma nuovi di ministero. E se li abbia messi in grado di sostituire i mostri sacri della gestione preesistente. Se l’ha fatto allora è un buon ministro e deve rimanere nella squadra. Ma il giudizio è politico!

  2. Il direttore dell’avanti, condivisibilmente, condanna quell’azione della magistratura che tende sistematicamente a trasformare il peccato in reato. La politica, tuttavia, deve fare un passo indietro solo davanti al reato e non difronte al peccato? Personalmente non credo, altrimenti l’assoluta dissociazione tra morale e politica, al di là di Croce, conduce la società verso derive inauspicabili. Egregio direttore, anche sul fronte del rapporto tra etica e politica, consiglierei un aggiornamento rispetto alle acquisizioni dei principi di quel relativismo etico che, se esasperato, conduce all’indifferenza morale.

  3. Direttore, condivido appieno, mi permetto una riflessione in merito all’atteggiamento di Renzi.
    La Cancellieri si cucina e Lupi si preserva ?
    Personalmente resto convinto che dopo avere riferito in Parlamento si dimetterà, fare il Ministro dimezzato non è poi cosi edificante.

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