martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Il Ruby gate e i reati che non c’erano
Pubblicato il 12-03-2015


Dunque anche la Cassazione dopo la Corte d’Appello ha giudicato Berlusconi non colpevole a proposito dei due reati, di concussione e prostituzione minorile, che gli erano stati contestati dai piemme milanesi e che avevano trovato riscontro positivo in prima istanza. Giusto così. Come in poche battute hanno fatto i giudici francesi a proposito del caso Strauss Khan, forse anche più complicato di quello di casa nostra, una cosa sono i peccati, altra i reati.

Si è tentato di montare un caso morale e politico. Anzi attraverso la morale si è puntato direttamente alla politica. Se una più o meno simile vicenda avesse investito un cittadino meno famoso ed esposto avrebbe prodotto una serie così numerosa e dispendiosa di intercettazioni e di indagini? Ne dubito. Giusto nutrire riserve e anche lanciare rimproveri a un presidente del Consiglio che telefona per raccomandare una ragazza, affidata poi a un consigliere regionale e a sua volta a una prostituta. Giusto nutrire altri dubbi sulla ossessione di possedere un harem di giovani fanciulle tutte più o meno mantenute. Ma dov’è il reato? Conoscere esattamente l’età di Ruby? E chi mai può dimostrarlo?

Poi anche sul piano morale guai a noi se esistesse un collegio di esperti che giudica i comportamenti di ognuno di noi. Vale il vecchio detto evengelico e cioè “chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Noi che siamo laici dobbiamo anzi diffidare dei sacerdoti dell’integralismo della morale che puntano a punire i peccatori. Questo però francamente non credo sia stato l’obiettivo della magistratura milanese. Sono prevalsi piuttosto i soliti pregiudizi di ordine politico, che dal 1992 fanno di quella Procura la più politicizzata d’Italia.

Ha fatto bene Renzi a prescindere dagli atti milanesi e considerare Berlusconi un soggetto politico con cui dialogare e da sconfiggere elettoralmente. Io che non sono mai stato antiberlusconiano, come la stragrande maggioranza degli elettori del vecchio Psi, ma che ho lasciato la maggioranza della Casa delle libertà per aderire alla Costituente socialista, sono contento che ieri Berlusconi sia stato assolto e sono altresì convinto di avere fatto bene a scegliere l’unità dei socialisti e non il berlusconismo politico.

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Commenti all'articolo
  1. Direttore, giusti i suoi ragionamenti sui problemi della libertà di comportamento delle persone,e anche di Berlusconi, su problemi che non attengono a reati. Però ritengo errato e non giusto , perché si tratta di Berlusconi, avere noncuranza per costui, della condanna comminata a causa del reato di “frode allo Stato”.Personalmente ,allora, ritengo che si può essere anche antiberlusconiano, se un Presidente del Consiglio froda lo Stato che governa. Ciò anche se la sua parte politica ha il consenso di milioni di elettori. Nelle Istituzioni è giusto rappresentare la parte politica che ha i suoi legittimi elettii, ossia i gruppi parlamentari.Chi li finanzia può rimanere anche fuori dal Parlamento, non c’è violazione della Democrazia.

  2. Riprovevole, per me, l’ex cav. Ma questo non prova i reati e men che meno l’uso politico della giustizia. Semmai dovrebbe scandalizzare gli italiani il fatto che lui abbia dichiarato, dalle intercettazioni, (e lo ha sottolineato solo Macaluso sul suo blog) di fare il Presidente del Consiglio a tempo perso, per i mille altri impegni. Invece si parla di altro. Saluti socialisti!

  3. Io non ho mai abbandonato il fronte socialista e non ritengo che laicità equivalga ad amoralità. L’importante è che l’amoralità, che è sempre soggettiva, non diventi di per sè reato.

  4. Dal reato più grave 6 anni su 7 è stato assolto perché è stasto cambiato il reato, prima non si distingueva tra reato di concussione per costrizione o per induzione. Senza la modifica della Severino la condanna erra quasi certa. Fare sesso a pagamento con una minore è un reato, non è cioè un problema di morale. L’assoluzione dal reato è dipesa dalla mancanza di dolo, cioè dalla volontà specifica di commettere il reato, perché non si è provato che sapesse la vera età. Conoscenza che ha avuto successivamente al momento almeno della telefonata perché l’istituto dell’affido è previsto solo per imputati di minore età. Questa è la parte non spiegata dai giornali. Accenda un cero alla Madonna se è credente, ma atteggiarsi a vittima è fuori luogo. Se è convinto del contrario promuova l’azione per danni, ma credo che l’avv. Coppi non lo consiglierebbe di farlo

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