giovedì, 14 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Il tour di Alice
parte da Roma
e incanta il pubblico
Pubblicato il 25-03-2015


Alice

La I tappa del Tour di Alice, cantante forlivese e splendida sessantenne, approda all’Auditorium Parco della Musica, nella raccolta Sala Petrassi, perfetta per la raffinata interprete e appena tre musicisti. E’ un modo per tenere “Il contatto” (prendendo a prestito il titolo di uno dei brani in scaletta) col suo pubblico. Due ore di singolare raffinatezza ed atmosfera: apre lei, da sola, alle tastiere, sulle note della struggente “Nel resto del Tempo” (da “Charade” del ’95), elegante di bianco vestita.

La raggiungono, poi, i musicisti e si entra nel pieno del nuovo “Weekend”, dipanato quasi interamente a partire dal singolo “Tante belle cose”, cover di Francoise Hardy tradotta dall’amico Battiato, ripresa poi nel bis (“è un brano a cui sono molto legata, perché l’ho cantato in un momento particolare della mia vita”, dirà prima di accomiatarsi). Si sente, però, la mancanza della ritmica nell’esecuzione in solitaria di “Da lontano”, e una cassa disturba la pulizia d’un suono che ha portato qualche ascoltatore meno attento ad assopirsi.

Ma si sa che Alice è ormai distante dalle meccaniche dell’industria e del suono per la massa. Più che mai, esegue una scaletta per addetti ai lavori, per i suoi affezionati, assecondando i suoi gusti, eseguendo ciò che vuole in questo momento, in una sequenza di pezzi ancora abbozzata, tant’è vero che lei stessa si sbaglia e si alza in piedi laddove era prevista una più prolungata seduta alla tastiera. alice.Una tastiera che suona, suona spesso, anche riproponendo brani storici come le bellissime “Nomadi” di Camisasca e “Prospettiva Nevsky” di Battiato; dello stesso, esegue anche “Veleni”, la canzone esclusa dal Sanremo 2014 di Fazio, e facente parte sempre dell’ultimo cd.

Non è mancato l’omaggio a Giuni Russo con “A cchiù bella cosa”, su versi di Toto, incluso nel precedente “Samsara” e nel Live del 2009; cosi’ come quello a Giorgio Gaber con la toccante “Non insegnate ai bambini”, che aveva inserito nello splendido “Viaggio in Italia” del 2004. Il bis e’ servito per andare a pescare nel periodo di maggiore successo dell’interprete: “Per Elisa”, in versione meno aggressiva; “Messaggio”, in cui la voce rivela tutta la sua vibrante duttilità e i “Treni di Tozeur”, che la vide protagonista, in coppia con Battiato, sul palco dell’EuroFestival 1984.

Giorgio Sessa

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