martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

In 200 mila a Bologna, uniti contro
corruzione e mafie
Pubblicato il 22-03-2015


Bologna_FGSLa manifestazione nazionale contro le mafie, organizzato a Bologna da Libera, è iniziata alle 9:30. Migliaia di persone sono giunte nei pressi dello stadio Dall’Ara per poi dirigersi fino in piazza VIII agosto. Stime ufficiali parlano di almeno 200mila manifestanti. La Giornata contro le mafie di Libera e di Don Ciotti ha riscosso un’adesione straordinaria.

Il lunghissimo corteo ha attraversato via Andrea Costa, via Sant’Isaia, via Barberia, Piazza Galvani, Piazza Maggiore, Via Indipendenza per finire poi a piazza VIII agosto. Studenti, lavoratori, attivisti, associazioni, cooperative, sindacati, partiti e semplici cittadini hanno formato un fiume di speranza per dire “stop” alla criminalità e agli omicidi, nonché alle violenze e alle minacce. Da troppo tempo il nostro Paese è costretto a fare i conti con i muri dell’omertà e del silenzio. La corruzione e le infiltrazioni di matrice criminale inquinano la nostra società e le istituzioni.

Anche il solo, e “banale”, scambio di favori può essere considerato un atteggiamento mafioso. Un do ut des che incancrenisce il nostro sistema politico, economico e, soprattutto, morale. Sì, perché è di questo che si parla. Il popolo italiano da anni è vittima di uomini e organizzazioni illecite che hanno fatto della questione morale una barzelletta, un qualcosa che si può scavalcare facilmente, senza conseguenze. La moralità non rientra oggi nelle scelte politiche in molte amministrazioni, da Nord a Sud. Per logiche di prestigio e di potere, la formae mentis mafiosa sembra connaturata in noi.

Eppure ci sono stati uomini, politici, magistrati ,giudici, forze dell’ordine e cittadini comuni che sono morti per dire “basta” a questo scempio. Oggi la manifestazione di Libera ha proprio questo scopo: basta accettare passivamente qualsiasi sopruso e ribellarsi insieme per costruire un’Italia migliore. Un’Italia che non abbiamo mai cercato di cambiare in meglio. Un’Italia in cui ciascuno si può sentire veramente un uomo libero e padrone del proprio futuro, nel rispetto delle diversità e della legalità.

Tra le bandiere di Libera hanno spiccato anche quelle dei sindacati, di associazioni sportive e Scout. Il corteo si fermava ogni tanto per delle piccole esibizioni di danze, cori e balli di festa. Dalle finestre, al passaggio del corteo, residenti bolognesi lanciavano dei fiori. Sono state intonate canzoni come Bella Ciao!, Un, due, tre, cento passi…, e l’Inno di Mameli. In mezzo a questa folla oceanica sventolava fiera anche la bandiera del nostro partito: il PSI. I giovani compagni della Federazione Giovani Socialisti hanno sfilato a passo di marcia mentre agli altoparlanti venivano scanditi i nomi delle vittime delle stragi mafiose, delle vittime del 2 agosto 1980 e di Ustica. Da evidenziare la presenza, oltre a Don Ciotti, del segretario della Cgil Susanna Camusso, del segretario della Uil Carmelo Barbagallo, del leader della Fiom Maurizio Landini e il presidente del Senato Piero Grasso.

Tanti italiani dunque a Bologna, provenienti da ogni angola del nostro Paese, da Novara a Ragusa, da Genova a Taranto. I familiari delle vittime di mafia hanno testimoniato con la loro presenza il coraggio degli italiani che non si arrendono di fronte alle avversità e a criminali, ma chiedono la presenza e un interventismo da parte dello Stato. “Che sia sempre il 21 marzo ogni giorno dell’anno!” recita uno striscione.

Radio EretikaSiamo riusciti a intervistare, come Avanti!online e RadioEretika, il segretario della Uil Barbagallo. (Le partole del segretario Uil sulla giornata contro le mafie si possono ascoltare su RadioEretika).

La Uil ha in mente di organizzare manifestazioni nazionali contro il Jobs Act?
Noi abbiamo già fatto uno sciopero generale con altre sigle sindacali che ha avuto un grande successo, in termini di adesioni, ma il Governo ha fatto finta di nulla. Abbiamo detto che questi contratti non ci piacciono e li vogliamo modificare per recuperare tutele e regole nuove. Noi lanciamo la sfida sulla crescita e per lo sviluppo del Paese.

Cosa ne pensa dell’eliminazione di contratti come i co.co.co e co.co.pro.?
Sì, sono state eliminate alcune categorie contrattuali atipiche, ma non basta. Ne hanno, tuttavia, inserite altre con possibilità di licenziamenti collettivi e nuove norme sui voucher.

Manuele Franzoso

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