lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Inail, nell’edilizia in 5 anni
quasi dimezzati
gli infortuni sul lavoro 
Pubblicato il 09-03-2015


Maschio, italiano, residente al Nord, di età compresa tra i 35 e i 49 anni, che ha perso il controllo di un macchinario o di un utensile oppure è caduto. Questo il profilo più ricorrente tra i lavoratori indennizzati in seguito a un infortunio avvenuto in edilizia. A tracciarlo è il primo numero del 2015 del periodico statistico dati Inail, che sottolinea la netta flessione degli incidenti in uno dei settori di attività più a rischio. Negli ultimi cinque anni, infatti, le denunce di infortunio nelle costruzioni sono diminuite del 46,1%, passando dalle oltre 83mila del 2009 alle 45mila del 2013. Nello stesso arco di tempo anche gli indennizzi si sono quasi dimezzati, da 72mila a 38mila, con un calo percentuale del 46,7% che supera di quasi 20 punti quello registrato nell’industria e servizi (-27%).

Costante la flessione di livelli produttivi e occupazione. Questa riduzione è il risultato di un significativo e costante miglioramento nella prevenzione degli incidenti nei cantieri, ma riflette anche la grave crisi economica che ha colpito questo settore più duramente di altri. Stando ai dati Istat, infatti, i livelli produttivi nelle costruzioni negli ultimi anni sono stati caratterizzati da una contrazione costante. Il calo è stato pari al 10,8% nel 2012, al 13,5% nel 2013 e al 7,1% nel periodo gennaio-novembre 2014 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In flessione è anche il numero degli occupati, che nel 2013 sono scesi sotto la quota di 1,6 milioni (-5% rispetto al 2012), subendo una contrazione doppia rispetto al dato complessivo.

Alta incidenza dei casi mortali. Quasi doppia rispetto al totale è anche l’incidenza dei casi mortali sul numero complessivo degli indennizzi, pari allo 0,30% nelle costruzioni rispetto allo 0,17% dell’industria e servizi. Meno netto ma ugualmente significativo è anche il divario relativo alle menomazioni permanenti, che nel 2013 hanno rappresentato circa l’8% del totale degli indennizzi per infortuni, mentre in edilizia sono stati pari al 12%. Come sottolineato da Dati Inail, a esporre i lavoratori di questo comparto a un rischio maggiore di subire un infortunio, con conseguenze più gravi della media, o di contrarre una malattia professionale sono le attività prevalentemente manuali e l’impiego di attrezzi pericolosi e macchinari pesanti.

Spesso gli stranieri non sono adeguatamente formati. Un ulteriore fattore di rischio è rappresentato dall’inesperienza, che riguarda in particolare i lavoratori stranieri, spesso utilizzati come manovalanza tuttofare e non adeguatamente formati. A fronte della contrazione del numero degli occupati delle costruzioni, la loro quota in questi anni è rimasta stabile, pari a circa il 20% del totale, ed è quasi doppia rispetto a quella registrata nell’insieme dei settori lavorativi. Straniero è anche un lavoratore indennizzato su cinque e le comunità più colpite sono, nell’ordine, quelle romena, albanese e marocchina.

Inps

LA NUOVA NASPI. ULTIMI AGGIORNAMENTI

Naspi 2015 entrerà in vigore a maggio e dirà addio all’Aspi, il quale sarà tuttavia ancora valido per chi resterà disoccupato entro aprile. Vediamo dunque le ultimissime informazioni fornite sulla differenza fra Aspi e Naspi 2015 e come cambiano le basi del calcolo per l’Insp e per i disoccupati, ormai sempre più numerosi in Italia. L’indennità mensile del Naspi viene calcolata dall’Inps non sulle basi della retribuzione media, ma su quella imponibile previdenziale dei quattro anni precedenti. Cosa vuol dire? Ci si riferisce al lasso di tempo in cui sono stati versati i contributi. La retribuzione imponibile previdenziale viene divisa per il numero delle settimane di contributi versati, per poi essere moltiplicata per 4.33 (il coefficiente fisso stabilito dal nuovo Naspi 2015). Da questo calcolo verrà fuori quanto spetta di sussidio al disoccupati: nel caso in cui la retribuzione sia inferiore nel 2015 ai 1.195 euro al mese, la quota del Naspi 2015 sarà del 75% della retribuzione. Se si eccede questa quota, viene aggiunto il 25% della differenza. In ogni modo, le ultime notizie spiegano che il sussidio di disoccupazione Naspi non potrà superare nel 2015 i 1.300 euro al mese. C’è poi da considerare la diminuzione dell’indennità che scatta dopo il quarto mese: da quel limite di tempo in poi il sussidio di disoccupazione viene tagliato del 3% per ogni mese successivo. La durata del Naspi in nessun caso può essere superiore ai 24 mesi ed è pari alla metà delle settimane in cui il lavoratore rimasto disoccupato ha versato contributi negli ultimi 4 anni. Come si calcola l’Aspi? l’Inps prende la retribuzione media al mese del lavoratore, calcolata sui due anni precedenti e sulle settimane di contributi versati, e la moltiplica per lo stesso coefficiente fisso del nuovo Naspi, cioè 4.33. L’Aspi è pari all’importo del 75% fino ai 1.195,37 euro, più il 25% del surplus. Il limite massimo dell’Aspi per quest’anno è di 1.167, 91 euro. La durata dell’Aspi: 6 mesi di importo intero, poi riduzione del 15% nei sei mesi successivi e infine del 30% dopo 12 mesi. L’indennità erogata dall’Inps dura al massimo fino a 16 mesi.

Inps, medici: entro 48 ore la comunicazione di decesso 

L’Inps avvia una nuova stretta contro una forma di truffa particolarmente macabra, quella attuata da coloro che nascondono la morte di un familiare per continuare a percepire la pensione. Grazie alle nuove disposizioni contenute nella legge di Stabilità per il 2015 (legge 190/2014), che stanno per entrare in vigore, i margini di azione per i furbi si riducono notevolmente. La legge di Stabilità ha introdotto, infatti, per i medici necroscopi l’obbligo di invio telematico all’Inps del certificato di accertamento del decesso entro 48 ore dall’evento, utilizzando le stesse modalità già in uso per la trasmissione delle certificazioni di malattia on-line. In caso di violazione dell’obbligo da parte dei medici necroscopi, si applicano le stesse sanzioni pecuniarie di importo variabile tra 100 e 300 euro previste per il responsabile del procedimento amministrativo delle anagrafi comunali. Ricordiamo che dalla data del decesso, le prestazioni in denaro già erogate al pensionato da parte dell’Inps si intendono corrisposte con riserva, ai fini della verifica del diritto. Gli Uffici pagatori (Banche e Poste), sui cui conti correnti tali somme sono accreditate, sono tenuti a restituire prontamente all’Istituto le somme corrisposte con riserva, nel caso in cui si accertasse che il beneficiario non ne avesse avuto diritto e a fornire all’Inps le generalità del soggetto che ha disposto di tali somme, in caso di impossibilità sopravvenuta ad effettuare la restituzione.

IMPORTANTE INIZIATIVA A NAPOLI DELL’INAIL – È stato recentemente inaugurato a Napoli un nuovo Punto Cliente del Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio. La struttura, collocata all’interno della sede della direzione regionale dell’Istituto, in via Nuova Poggioreale, offre consulenza e fornitura di ausili per la vita quotidiana e lo sport alle persone con disabilità da lavoro e rappresenta un’ulteriore tappa – dopo quelle di Roma, Milano e Bari – del piano di delocalizzazione del servizio, voluto dall’Inail per rispondere in modo ancora più concreto ed efficace alle esigenze dei propri infortunati.

Dispositivi tecnici per le specifiche esigenze della persona – Il Punto Cliente garantirà una consulenza specialistica ai propri assistiti, attraverso l’individuazione dei dispositivi tecnici più idonei in relazione alle specifiche esigenze della persona. Nei casi più gravi è prevista anche la programmazione di alcuni accessi domiciliari. La struttura opererà in stretta sinergia con la Sovrintendenza sanitaria Inail Campania, l’area Ausili del Centro di Budrio, i servizi di Riabilitazione di Budrio e della filiale di Roma e si integrerà nel percorso di presa in carico del lavoratore gravemente infortunato curato dalle equipe multidisciplinari Inail.

In Campania erogate mille prestazioni l’anno – In Campania sono circa 400 le persone con disabilità da lavoro assistite ogni anno dall’area Ausili del Centro Protesi Inail, per un totale di mille prestazioni. Grazie al Punto Cliente di Napoli l’Istituto potrà mettere a disposizione le proprie risorse e competenze attraverso una servizio ancora più qualificato e capillare, in grado di garantire ricadute positive non solo in termini economici – evitando, se non in casi di stretta necessità, il trasferimento degli assistiti a Budrio – ma principalmente sul benessere psico-fisico degli assistiti. Spesso, infatti, il dovere sostenere per motivi di cura una trasferta in Emilia è sinonimo di forte stress per una vittima di un infortunio, sia a causa delle fatiche del viaggio che, soprattutto, per la sofferenza di stare lontano dai propri cari. Molti pazienti, così, desiderano ritornare a casa al più presto, manifestando uno stato di disagio in grado di influire anche sul buon esito delle terapie messe in atto.

In previsione anche l’apertura a Lamezia e Palermo – La volontà di erogare da parte del Centro Protesi un servizio in maniera capillare rappresenta, quindi, una risposta efficace a queste esigenze. E per rendere questo servizio ancora più esteso, l’Inail sta attualmente lavorando alle future apertura di altri due Punti Cliente (uno a Lamezia e uno a Palermo). “Si tratta di episodi nient’affatto rapsodici – ha precisato il direttore Prestazioni sanitarie e reinserimento dell’Inail, Giovanni Paura – ma che ben si inseriscono in una logica di sistema che tende ad avvicinare sempre più, e sempre meglio, il paziente al nostro Istituto”.

Agire a tutto campo per favorire la socializzazione. Come rimarcato dal direttore di Inail Campania, Daniele Leone, “i Punti Cliente sono strutturati in maniera tale che il nostro Istituto sia sempre più vicino agli infortunati e li aiuti, assistendoli, non solo nel reinserimento lavorativo, ma anche nella pratica dello sport, in un’ottica complessiva di potenziamento della socializzazione”. Il Punto Cliente di Napoli, sin dalla sua apertura, vedrà la presenza fissa di due infermieri che convoglieranno le richieste da parte di medici e pazienti dando loro appuntamento in sede per tre giorni a settimana, durante i quali personale specializzato di Budrio verrà a Napoli per seguire e formare i tecnici locali (o, nel caso di infortuni molto gravi, pianificando interventi domiciliari).

Carlo Pareto 

 

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