martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Corruzione, argomento del giorno
Pubblicato il 19-03-2015


La corruzione è di nuovo l’argomento “politico” del giorno, con un caso – quello del sempiterno superburocrate Incalza e del ministro Lupi di estrazione ciellina – che riempie pagine e pagine di cronaca. Non voglio addentrarmi nell’argomento specifico, ma pormi e porre alcune domande.

In primo luogo: si torna spesso a parlare di “prima Repubblica” come se essa fosse la fonte di tutto ciò senza documentare se e perché sia vero l’assunto. Ho seguito personalmente le vicende dell’urbanistica e quindi delle lottizzazioni e delle grandi opere per anni nello spartiacque storico fra Stato accentrato e Stato regionale. In particolare nel periodo in cui ancora il Ministero dei Lavori Pubblici (Porta Pia, dicevamo) era ancora un Ministero forte e attrezzato. Alla direzione generale dell’urbanistica sedeva un commis d’État socialista, Michele Martuscelli, noto per il suo grande rigore, il quale si era costruito attorno una squadra di collaboratori di prim’ordine alcuni giovani come Vezio De Lucia che poi doveva diventare il più giovane direttore generale. A quella direzione facevano capo tutti i piani urbanistici, le lottizzazioni, le opere importanti d’Italia. Michele Martuscelli è andato in pensione senza che la minima ombra offuscasse quella onorata carriera (era stato l’uomo della relazione, durissima, sulla frana di Agrigento). Quando gli chiesi come avesse fatto con un così sobrio stipendio, mi rispose ironico: “Perché ero benestante”.

Certo, all’epoca il senso dello Stato era molto più forte. C’erano ancora controlli preventivi sugli enti locali più stringenti e tecnici, non politici, che poi sono stati con le Regioni smantellati a cominciare dai Coreco divenuti organi politici e poi spariti. Il commissario anti-corruzione Raffaello Cantone ha denunciato la cancellazione di ogni controllo, ma la sua Autorità può occuparsi di tutto? E ogni grande Comune deve fare come Roma che ha affidato il vaglio delle delibere delicate ad un assessore che viene dalla magistratura? Non è meglio allora ripristinare in forma nuova e moderna una rete di controlli penetranti? Quando pongo questo problema, o non mi si risponde, o mi si dice che così si tornerebbe allo Stato dei prefetti. È una risposta seria? Proprio no.

Nel recente passato la Regione Toscana aveva sub-delegato ai Comuni la tutela del paesaggio. Contemporaneamente il governo di centrosinistra (ministro Franco Bassanini) aveva cancellato il saggio articolo 12 della severa legge n. 10 del 1977 (la Bucalossi) che vietava agli Enti locali di impiegare gli oneri di urbanizzazione per spese correnti. Risultato: i Comuni hanno trascurato completamente il freno della tutela paesaggistica ed hanno invece schiacciato l’acceleratore dell’edilizia purchessia. Ed ora i partiti, Pd in testa, stanno andando all’assalto del Piano paesaggistico regionale toscano accusato,ovviamente, di “ingessare lo sviluppo”. Lo sviluppo o la speculazione fondiaria a tutto campo? Incalza e la “cricca” docent, dalla stessa Toscana.

Vittorio Emiliani
dal blog della
Fondazione Nenni

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