lunedì, 11 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Integrazione 2015.
Pensioni al minimo:
attenzione ai redditi
Pubblicato il 12-03-2015


Sono molti i pensionati che vorrebbero conoscere con certezza quale sia per quest’anno (2015) la misura del reddito che non va superato per mantenere il diritto al beneficio dell’integrazione sulla pensione, pari a 502,39 euro mensili. I dubbi derivano soprattutto dal fatto che alle vecchie disposizioni di legge se ne sono aggiunte altre negli ultimi anni, tanto da far nascere, anche in questo settore previdenziale, i trattamenti al minimo “di annata”. Infatti, gli assegni che hanno decorrenza fino al 1993, quelli con decorrenza 1994 e quelli con decorrenza successiva sono e saranno soggette a regole differenti. Ogni anno, cioè, subiscono, ciascuna, un proprio aggiornamento. Al momento si è di fronte a diverse situazioni. Nel primo caso (dec. compresa entro il 31 dicembre 1993), ai fini dell’integrazione al minimo della pensione devono essere presi in considerazione i soli proventi personali del titolare. Il beneficio non spetta, infatti, se l’interessato possiede redditi superiori a due volte l’importo minimo annuo vigente. Nessun riferimento va fatto alla situazione patrimoniale del coniuge. Nella seconda ipotesi (dec. compresa tra il primo gennaio 1994 e la fine dello stesso anno), se l’intestatario della prestazione di quiescenza è coniugato, devono essere valutati anche i proventi del coniuge. L’integrazione non compete, difatti, se il reddito personale supera di due volte l’importo minimo di legge, e quello cumulato con il coniuge splafona di cinque volte la pensione sempre minima prevista. Nella terza fattispecie (dec. dal primo gennaio 1995 in poi), se il titolare del trattamento previdenziale è coniugato rilevano ai fini della concessione del beneficio pure i proventi del coniuge. L’integrazione non è pertanto attribuibile se la situazione reddituale personale va oltre di due volte la misura minima di riferimento, e quella con il coniuge supera di quattro volte lo stesso valore minimo. In altre parole dal 1995 in poi, è stata confermata la normativa del 1994 con una ulteriore restrizione: la soglia di reddituale coniugale non è più rapportato a cinque volte bensì a quattro volte la pensione annua minima in vigore. Nella tabella che si riporta di seguito, sono indicati i limiti di reddito che si applicano quest’anno per coloro che sono andati in quiescenza entro il 1993, nel 1994, dal 1995 al 2014 e per coloro che ottengono il trattamento pensionistico nel corso del 2015. Chi, invece, ha ricevuto, a partire dal 2002, la maggiorazione fino ad un milione di lire al mese può contare quest’anno su un assegno di 638,83 euro (1.236.947 vecchie lire). La cifra si ricava sommando all’importo del trattamento minimo di 502,39 euro mensili la maggiorazione fissa di 136,44 euro. Ne possono usufruire i pensionati che hanno i seguenti requisiti: sessanta anni di età se titolari di pensione di inabilità; almeno settanta anni negli altri casi. Se, però, il richiedente ha versato durante la sua vita dei contributi, il requisito anagrafico prescritto viene ridotto di un anno per ogni cinque di versamenti effettuati, fino ad un minimo di sessantacinque anni; dal 2015 il reddito annuo fissato non deve superare i 8.304,66 euro per i pensionati soli e i 14.135.29 euro per coloro che sono coniugati. Si considerano tutti i proventi di qualsiasi natura, compresi quelli esenti o tassati alla fonte come gli interessi bancari e postali, i rendimenti di Bot e altri titoli. Nel computo rientrano pure le rendite Inail e gli assegni assistenziali. In altri termini, bisogna denunciare tutto con la sola eccezione dei redditi provenienti da: la casa di abitazione, le pensioni di guerra, l’assegno di accompagnamento, i trattamenti di famiglia, l’importo aggiuntivo di 154,93 euro (trecentomila vecchie lire) introdotto dalla legge 388/2001, i sussidi erogati da enti pubblici senza carattere di continuità, l’indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da vaccinazioni, trasfusioni e emoderivati. L’altra tabella proposta riproduce i requisiti per ottenere gli aumenti.

A CHI SPETTA L’INTEGRAZIONE (i limiti di reddito per il 2015)  

Dec. Pens.               Integr. Totale             Integr. Parz.             Nessuna integr.

                                               Pensionato solo

Fino al 1993       fino a euro 6.531,07       da 6.531,07 a 13.062,14   oltre 13.062,14

Pensionato solo

Fino al 1994       fino a euro 6.531,07       da 6.531,07 a 13.062,14     oltre 13.062,14

Pensionato coniugato

fino a euro 26.124,28     da 26.124,28 a 32.655,37   oltre 32.655,37

Pensionato solo  

Dal 95 al 2014   fino a euro 6.531,07       da 6.531,07 a 13.062,14     oltre 13.062,14

Pensionato coniugato  

fino a euro 19.593,21     da 19.593,21 a 26.124,28     oltre 26.124,28

N.B. fino al 1993 non rilevava il reddito del coniuge.

I REQUISITI PER OTTENERE GLI AUMENTI

Tipo di pensione       età minima          limite di reddito solo     e       coniugato            

Trattamento Ago             70                             8.304,79                       14.135,55

Assegno/Pens. Sociale     70                          8.304,79                       14.135,55

Inv.civili al 100%             60                              8.304,79                       14.135,55

(compr. ciechi e sordomuti)

N.B. L’età scende di un anno per ogni cinque di contributi versati.

Inps. Salvaguardia delle certificazioni Inail di esposizione all’amianto

Con la circolare numero 51 del 26 febbraio 2015, l’Inps specifica i termini della Salvaguardia ai fini pensionistici, della validità ed efficacia delle certificazioni Inail di esposizione all’amianto. In base alle disposizioni introdotte dall’articolo 1, comma 112, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 entrata in vigore dal 1° gennaio 2015, ai fini del conseguimento delle prestazioni pensionistiche da parte dei lavoratori attualmente in servizio, con effetto dal 1º gennaio 2015, senza corresponsione di ratei arretrati, non si tiene conto dei provvedimenti di annullamento delle certificazioni rilasciate dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail) per il conseguimento dei benefici di cui all’articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257 e successive modificazioni salvo il caso di dolo dell’interessato, accertato in via giudiziale con sentenza definitiva. La legge 27 marzo 1992, n. 257 stabilisce che ai fini del conseguimento delle prestazioni pensionistiche i periodi di lavoro soggetti all’assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali derivanti dall’esposizione all’amianto gestita dall’Inail quando superano i 10 anni sono moltiplicati per il coefficiente di 1,5. Dunque, in applicazione della predetta disposizione, ai fini della determinazione del diritto e della misura del trattamento pensionistico, sono privi di effetto i provvedimenti di annullamento, adottati dall’Inail, delle certificazioni rilasciate dallo stesso Istituto assicuratore in favore dei lavoratori in servizio al 1° gennaio 2015 per il conseguimento dei benefici di cui all’articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257 e successive modificazioni. L’Inps, inoltre, specifica che la decorrenza delle pensioni, da liquidare in favore tali lavoratori, non può essere anteriore al 1° febbraio 2015.

Inps. Le nuove soglie Isee per gli assegni familiari

Con Circolare numero 48 del 20 gennaio 2015 l’Inps ha reso noti gli importi dell’Assegno per il nucleo familiare e dell’Assegno di Maternità concessi dai Comuni e i nuovi limiti di reddito (nuovo Isee 2015) per le domande riferite all’anno 2014, ma presentate dopo il primo gennaio 2015. I chiarimenti fanno seguito al recente comunicato della Presidenza del Consiglio dei Ministri con cui sono state rese note le nuove soglie Isee da applicarsi per l’anno 2014, rivalutate sulla base dell’incremento dell’indice Istat.

A questo punto l’Istituto di previdenza fa una distinzione fra:

richieste inoltrate entro il 31 dicembre 2014 riferite all’anno 2014: in questo caso valgono le soglie Isee di cui alla circolare n. 29 del 2014;

istanze inviate dopo il 1 gennaio 2015, ma riferite all’anno 2014:

assegno per il nucleo familiare con almeno tre figli minorenni concesso dal Comune, l’importo del trattamento è pari a Euro 141,02, l’indicatore della situazione economica equivalente, è pari a Euro 8.538,91.

assegno di maternità concesso dal Comune, l’importo della prestazione economica mensile di maternità è pari a Euro 338,21 per cinque mensilità e quindi a complessivi Euro 1.691,05, Il valore dell’indicatore della situazione economica equivalente è pari a Euro 16.921,11.

domande presentate dopo il 1 gennaio 2015, ma riferite all’anno 2015: Le soglie dell’Isee e gli importi degli assegni in oggetto, rivalutati e validi per l’anno 2015, saranno resi noti con la pubblicazione di un apposito Comunicato del Dipartimento della famiglia, a cui seguirà una specifica circolare sull’argomento.

Carlo Pareto

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