martedì, 12 dicembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Istat, fiducia cresce. Consumatori: inverosimile
Pubblicato il 30-03-2015


Istat-Fiducia-consumatoriContinuano le buone notizie targate Istat, per l’Istituto di statistica torna a salire a marzo la fiducia di consumatori e imprese. Una crescita record che, secondo gli analisti Istat, si registra soprattutto per la fiducia dei consumatori, l’indice al livello più alto da quasi 13 anni (maggio 2002), ma anche per le imprese, sale a 103 dal 97,5 di febbraio toccando il livello più alto da luglio 2008. La fiducia per le imprese ha portato a un deciso miglioramento, una crescita che riguarda tutti i settori: la manifattura passa a 103,7 da 100,5 segnando un record da giugno 2011.

Nella manifattura migliorano sia i giudizi sugli ordini sia le attese di produzione. Nelle costruzioni l’aumento dell’indice è a 116,0 da 108,5 e il progresso riguarda i giudizi sugli ordini e piani di costruzione, ma anche ”seppur lievemente”, secondo l’Istat, le attese sull’occupazione. Analizzando i dati forniti dall’Istat bisogna però precisare che la fiducia riguarda l’economia in generale: diversamente sulle posizioni personali. Questo indice è decisamente migliorato rispetto agli anni passati, ma resta ancora ai livelli di inizio 2011.

A frenare sono soprattutto le aspettative sull’economia del nucleo familiare, le famiglie continuano a stringere la cinghia, anche perché i dati Istat cozzano decisamnete con quelli dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori che rileva come la spesa per i prodotti alimentari è ridotta al minimo così come anche i consumi pasquali che calano del 7%. “L’unico modo per accrescere realmente la fiducia delle famiglie – hanno avvertito le associazioni Federconsumatori e Adusbef – è quello di restituire ai cittadini quelle prospettive e quelle possibilità che da troppo tempo non hanno più, intervenendo per rilanciare il potere d’acquisto, l’occupazione e la domanda interna”.

L’Osservatorio Federconsumatori inoltre ha calcolato una nuova stangata in arrivo per le famiglie, pari a 842 euro in media ciascuna. L’ultimo prelievo dalle tasche delle famiglie potrebbe arrivare in maniera indiretta, l’aumento dell’Iva e farebbe calare la fiducia in questo 2015.

Non solo, ma porterebbe a un aumento di 28 euro per l’incremento delle accise sui carburanti (a regime) ed altri 87 euro alle ricadute indirette per l’aumento dell’Iva su gas, elettricità + accise sui carburanti (che incidono su costi di produzione e costi di trasporto) a regime. L’aumento è previsto dall’ultima Legge di Stabilità nella “clausola di salvaguardia” e se nel 2015 non si saranno ottenuti i saldi di bilancio. In questo caso scatteranno gli aumenti IVA, previsti in tre fasi: dal 10 al 12% nel 2016, al 13% nel 2017 e dal 22 al 24% nel 2016, al 25% nel 2017 ed al 25,5% nel 2018. Tutto ciò è chiaramente solo un’ipotesi ma resta comunque il timore unito al fatto che per quanto attendibile quello dell’Istat è un indicatore statistico aggregato, fatto su un campione piccolissimo e quindi poco attendibile. Ma il dato resta comunque una buona partenza per l’Italia in affanno, specie la lenta ma continua crescita delle imprese.

Sulla notizia festeggia il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che cerca di spiegare il continuo balzo e arretramento dei dati forniti dall’Istat sulla crescita economica perché in coda a una crisi “è ragionevolmente immaginabile che possa capitare che abbiamo un mese di euforia e poi un momento di caduta. Siamo in questa fase – sottolinea – e dunque il fatto che i mesi di fiducia si stabilizzino nel tempo e si confermino credo che sia un elemento che ci dice che questa fase tende al positivo ed è sicuramente un buon segno”. Inoltre il Ministro ha anche annunciato un “numerone” per quanto riguarda l’occupazione. Intervenendo a un convegno di Confapi a Milano, Poletti ha detto che quest’anno per le assunzioni “ci sono 1,9 miliardi di sgravi e questo potrebbe portare fino a un milione di posti di lavoro” che è un “numerone” ma “i primi sintomi ci sono”.

Un milione non campato in aria, perché il ministro ha spiegato questo “numero è contenuto nella relazione tecnica della legge di stabilità”.

Maria Teresa Olivieri

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